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lunedì 16 marzo 2026

LA FAVOLA DELLA MALEDIZIONE DI LAHIN (seconda parte)

(seconda e ultima parte) 

(Prima pubblicazione in Blogspot 16.03.2026)

© Crenabog





Re Oberon, tenendo in braccio sua moglie riversa e priva di conoscenza, la portò nella grande camera da letto reale, sistemandola dentro il letto singolo che avevano vicino al loro, in modo che niente potesse disturbarla. I Sidhe più fidati della sua corte lo attorniavano prodigandosi in consulti, consigli e soprattutto sospiri e lamenti. La fronte di Titania era gelida e a malapena si poteva notare il suo flebile respiro. Mentre re Oberon sostava vicino a lei uno dei minuscoli Spriggan, con ancora le tasche piene delle tintinnanti monete cadute a re Brian durante la fuga, era salito di corsa lungo la scala che portava alla botola e alla villetta del Narratore e Paulie, per portare la notizia. Appena saputo tutto, il Narratore si rivolse a Paulie:

- Amore, hai sentito anche tu, qui la situazione è grave. E... Eadan, capisco che quanto sto per dirti potrà sorprenderti ma ti prego di cercare di restare calma.

Eadan sbiancò in viso, preoccupata:

- Ditemi, che sta succedendo?

- Eadan cara, alla taverna di tuo marito Tom ogni sera vengono a bere e a fare chiasso i Sidhe, li conoscete bene, da quel pazzo di re Brian al più piccolo degli Spriggan. E forse vi sarete chiesti da dove vengano. Bene, dobbiamo dirtelo, il regno di re Oberon è qui sotto, all'interno della collina e noi da sempre viviamo collegati a tutti loro.

Eadan restò di stucco, mai avrebbe immaginato da dove venisse tutta la stranissima gente del Popolo Segreto.

- Capisco, e ci credo che sia sempre rimasto un segreto, per la sicurezza di tutti. Certo, ovviamente lo dirò a Tom ma non lo racconterò a nessuno. 

- Grazie, sei davvero comprensiva - fece Paulie, e il Narratore disse: 

- La regina Titania si è ammalata per qualcosa che ha respirato, uscita da una scatoletta che i folletti hanno trovato in quel che restava del tesoro della strega ad Afelia. Nessuno sa di cosa si tratti, se magia o veleno. Ma se, per miracolo, si trattasse di un qualche antico veleno   forse... se te la senti... considerando la tua esperienza in pozioni e filtri, magari saresti in grado di aiutarla.

La moglie di Tom l'oste, abituata a ben altro nella vita, servire boccali di birra e curare la loro casa, restò esterrefatta all'idea ma una punta di antico orgoglio di guaritrice iniziò a farsi strada in lei. Sorrise, con aria decisa:

- Forza, allora! Andiamo dalla regina e vediamo cosa si può fare.



Ai piedi della collina, lo sfortunato viandante che si fosse trovato a passare da quelle parti, avrebbe finito per incrociare il Chat Palug che, appena subodorato il pericolo, per chi sa quale motivo aveva deciso di mettersi a fare la guardia al popolo dei Sidhe affinchè nessuno si avvicinasse con intenzioni malvagie. Solo che, come sua abitudine, il leggendario mostro in forma di gatto aveva preso la dimensione che più gli era congeniale e ora torreggiava, alto più di dieci metri e francamente spaventoso, scrutando intorno con calma mortale.






Scortata dal Narratore, Paulie e un corteo di folletti, Broggan, Spriggan, leprechaun e altre forme che non aveva mai visto, la sbigottita Eadan era scesa lungo la grande scala di legno e metallo illuminata da torce che portava dal pavimento della villetta alle profondità del grandioso regno ipogeo. Quando Paulie la presentò a re Oberon, spiegandogli delle sue capacità di guaritrice con le erbe, si inchinò profondamente davanti al re che non aveva mai visto prima poi iniziò a visitare accuratamente la regina Titania, in stato di incoscienza e tenuta al caldo dalle molte coperte. 

- Maestà - disse ad Oberon - ho già visto, molti anni fa, qualcosa del genere ma non è magia nera, né stregoneria. Si tratta quasi sicuramente di un tossico prodotto dalle spore di qualche fungo. Credo che fosse rimasto talmente a lungo chiuso nella scatoletta da essersi ridotto in polvere e quando è stata aperta tutto il concentrato del veleno si è diffuso nell'aria. Permettetemi di tornare con i miei cari amici nella villetta, da poco vi ho realizzato un minuscolo laboratorio e posso provare a preparare un antidoto.

- Grazie, Eadan, i nostri medici non hanno saputo trovare una cura e mia moglie sembra deperire velocemente. Te ne prego, fai tutto il possibile, te ne saremo infinitamente grati.

La corte accompagnò nuovamente i tre nella villetta soprastante e subito lei si mise al lavoro, assistita da Paulie. Il Narratore, per non essere di intralcio, si sedette pensieroso all'esterno immerso nel turbinio preoccupato dei suoi pensieri poi, da lassù, vide la ciclopica testa del Chat Palug e l'unica cosa che riuscì a pensare fu che gli sarebbe piaciuto grattargliela.


Qualche ora dopo, giusto il tempo di macinare, bollire, filtrare un preparato di erbe che solo lei sapeva cosa fossero. Nei suoi contenitori ce ne stavano alcune che Paulie ammise di non aver mai visto e Eadan le confidò che facevano parte di quelle che anni prima aveva con sé quando era uscita di casa ed era finita da Tom per sfuggire ai Broggan selvatici. Quindi credeva che nella loro regione non fosse possibile trovarle. Quando la pozione fu pronta, i tre scesero di nuovo fino alla camera da letto reale e Oberon la aiutò a far colare lentamente l'antidoto tra le labbra di Titania, poi non rimase altro che restare seduti in silenzio a vegliarla, sperando.


Passò una intera giornata, durante la quale i Sidhe venivano continuamente portando ed offendo spuntini e bevande, e a cercare di informarsi. Il silenzio si era fatto grave nella camera e anche se nessuno glielo aveva chiesto, il Narratore aveva cominciato a raccontare vecchie avventure capitate nei suoi viaggi e così anche sua moglie venne a conoscenza di ciò che era successo ad Afelia. Mentre ancora erano intenti ad ascoltarlo Titania alzò un braccio e fece un tenue sorriso. Si affrettarono da lei, e con sollievo videro che l' antidoto stava facendo effetto; con grande gioia la notizia fece il giro del regno ipogeo e già qualche Sidhe iniziò a festeggiare. Re Oberon congedò tutti e preferì restare solo con lei assicurandosi che tornasse in piena salute.







Due giorni dopo Titania in persona, accompagnata da Oberon, volle salire nella villetta e a lungo si abbracciò con Eadan, ringraziandola e complimentandosi per la cura ricevuta poi, con il massimo stupore di Paulie e del Narratore, volle proclamarla guaritrice reale concedendo a lei e a Tom il permesso di venire a corte ogni volta che ne avessero piacere.

E, mentre nel regno dei Sidhe iniziavano i festeggiamenti, da qualche parte nel folto di Bosco Buio un folletto se ne stava allegramente seduto sul ceppo di un vecchio albero a giocare, tirando in testa alle formiche le monete d'oro tanto ambite da re Brian e contenute nella sacca che aveva perso scappando dall' ira di re Oberon.

- Una! Bing! Beccata, uh uh! E... Due! Bang! Beccata! 

Strillava Whiffenpoof alle prese con i suoi nuovi preziosi giocattoli...






*** FINE ***


 ** La storia di Lahin potete leggerla nelle dieci puntate che trovate qui : https://crenabog2.blogspot.com/2025/11/la-favola-del-signore-del-wangshire.html  **




sabato 14 marzo 2026

LA FAVOLA DELLA MALEDIZIONE DI LAHIN

(prima parte)

(Prima pubblicazione in Blogspot 14.03.2026)

© Crenabog




Il Narratore si girò pigramente nel letto, pensando tra sé che la vita stava scorrendo sin troppo tranquilla visto che da tempo lo Shire viveva e prosperava in pace, non c'erano stati nemici esterni o interni, e anche a Druimasholl tutto si svolgeva regolarmente. Si vide in giro ma non vide sua moglie, immaginò che stesse facendo qualcosa al piano terra della villetta in cui abitavano, dolcemente appoggiata sulla sommità della grande collina che celava il regno del Popolo Segreto. Si alzò con calma, badando che non ci fosse in giro il Chat Palug e che non ci inciampasse sopra. Era infatti capace di cambiare dimensione a piacimento, aveva deciso di piazzarsi dentro casa loro e si comportava né più né meno come un parente peloso in visita. Il Narratore entrò in bagno, si lavò, fece quel che doveva fare, si vestì e scese la scala di legno che portava al piano terra dove si apriva la cucina con la camera da pranzo, il salottino, la camera dove aveva formato una interessante biblioteca e il camerino vicino alla cucina, che non avevano ancora pensato come usare. Sentendo rumori venire da lì aprì la porta e trovò Paulie, la selkie che aveva sposato dopo anni di avventure vissute insieme. E insieme a lei, apparentemente indaffaratissima in chi sa cosa, Eadan, curva sul tavolino tra boccette, ciotole e tutto quello che gli sembrò l'armamentario di un cerusico o di un erborista. Le guardò e disse: 
- Buongiorno, Eadan! Che piacere… Paulie, amore, cosa state facendo? 
- Tesoro, hai ragione, scusami, non ti avevo ancora detto niente. Eadan mi ha raccontato che nella città dove viveva si occupava di curare con le erbe e fare anche altre cosette, sai, ehm, tipo pozioni e filtri, e siccome gli mancava tanto potersi tenere in esercizio ne abbiamo parlato con Tom e l'ho invitata a fare un suo piccolo laboratorio nel nostro camerino. Tanto non sapevamo ancora cosa farne, vero, caro? 
- Ma sì, non c'è nessun problema, sono contento che Eadan venga da noi, così vi tenete compagnia e magari impari nuove cose utili. Hai già fatto colazione? Vado a preparare qualcosa in cucina… 

Strani fruscii ruppero la quiete di Bosco Buio quando il gruppo di folletti guidati da re Brian in persona arrivò nella piccola radura dove sorgeva la Porta del Corvo che Piange. L'atmosfera lì era pesante, il sentore di foglie marce non abbandonava l'area neanche dopo una tempesta. I folletti rabbrividirono guardando la strana porta di legno scrostato ambiguamente socchiusa. Re Brian sapeva che era l'unico modo per arrivare ad Afelia, dove sorgeva il palazzo ormai distrutto di Lahin, la strega; troppo lontano dallo Shire per una spedizione normale ma il passaggio magico era estremamente pericoloso. Chi lo attraversava lasciava nel varco i ricordi di tutta la sua vita e chi ci entrava veniva proiettato in un vortice capace di fare impazzire. Quando il Narratore ci era entrato, aveva prima bevuto una pozione fatta da Titania e il suo cervello aveva resistito all'impatto. Re Brian era giustamente preoccupato, loro non avevano nessuna pozione per cui avevano deciso di ubriacarsi pesantemente prima di varcare la soglia, lasciando che il più stupido, imbelle e privo di preoccupazioni al mondo tra tutto il regno dei folletti, Whiffenpoof, li aiutasse a riprendersi all' uscita. Se lo erano portati apposta, certi che al suo cervello la Porta non avrebbe fatto alcun danno. Sì guardarono, finirono le loro fiasche e poi Whiffenpoof - che non aveva neanche capito cosa stessero andando a fare - li spinse dentro uno alla volta. 

Il Narratore finì di preparare una abbondante colazione, apparecchiò la tavola e chiamò sua moglie e Eadan, cercando in giro il Chat Palug e facendo rumore col cucchiaio sulla sua ciotola per farlo arrivare. Non pensava nemmeno a quanto fosse strano trattare come un gatto domestico il leggendario mostro che in un'epoca dimenticata aveva ferito a morte re Arthur; e chi ci avrebbe pensato vedendo quel paffuto gatto grigio incurante di tutto che la faceva da padrone nella loro villetta? Finnegan sorrise, e continuò a far chiasso con la ciotola. 

Whiffenpoof si sedette tranquillo vicino ai folletti svenuti, si contò le dita, si grattò la testa, fischiettò e attese che si svegliassero. Un paio d'ore dopo re Brian e i suoi, ancora istupiditi, aprirono gli occhi, videro le rovine e la cupa torre rimasta in piedi, gridarono di gioia e si misero a correre. Whiffenpoof li seguì con calma, occupato a guardare i corvi che giravano in aria lanciando lugubri strida e li trovò che estraevano dalle macerie quello che restava del tesoro della strega. Non ci sarebbe stata suddivisione del bottino e ognuno arraffava più che poteva. Così il folletto più stupido di tutti si guardò intorno, vide una graziosa scatoletta di antica foggia, e tutto contento se la mise in tasca senza pensare ad altro. 





Il viaggio di ritorno fu altrettanto stressante, anche per le sacche piene di monete impolverate che si portavano in spalla ma una volta arrivati in prossimità della collina dei Sidhe, diretti verso la piccola collina vicina dentro la quale regnava re Brian i suoi folletti, grande fu la loro sorpresa nel trovare sul sentiero re Oberon con un folto gruppo di goblin armati. Salutarono con profonde riverenze ma re Oberon esplose:
- Dannazione! Non avevo detto che era vietato tornare ad Afelia? Re Brian! Il significato di "ubbidire" non sai cosa sia? Avanti, tutti dentro!
Vennero scortati nella sala del trono, dove già era presente Titania, sfolgorante di luce rabbiosa, e tutti i dignitari. Nessuno voleva perdere lo spettacolo. Re Oberon si sedette sul trono, furibondo, in attesa. Il gruppo di folletti a capo chino iniziò a biascicare scuse confuse poi re Brian ebbe la pensata geniale: fare un dono a Titania e farsi perdonare. Però non voleva perdere neanche una moneta, guardò gli altri che avevano capito e scuotevano le teste pronti a difendere il bottino, così afferrò Whiffenpoof, gli frugò nelle tasche, trovò la scatoletta e con un sorriso mieloso la offrì alla regina dei Sidhe. Titania la osservò, lanciò un'occhiata perplessa a suo marito poi decise di accettarla. La aprì ma non c'era nulla, se non uno sbuffo di fumo che le finì nelle narici. La regina sbiancò, si portò una mano alla gola e cadde svenuta.




 

Il grido di orrore stupefatto della corte fu così forte da raggiungere persino la villetta soprastante; il Narratore, Paulie e Eadan lasciarono cadere le tazze di tè e ristettero attoniti mentre il Chat Palug, che mangiava sotto il tavolo, uscì correndo all'esterno col pelo ritto. Nella sala del trono i dignitari erano accorsi dalla regina mentre Oberon urlava minaccioso contro re Brian:
- Disgraziato! Che hai fatto stavolta! Che razza di maledizione hai dato a mia moglie?
- Maestà! Non ne ho la più pallida idea! Era parte del tesoro! Whiffenpoof lo sa!
Puntò il dito verso il panciuto folletto intento a pulirsi il naso e quello rispose:
- Uh? Io? Cosa? Ti è piaciuto il regalo? Bella, vero? A me piaceva tanto...
- Re Brian, questa te la farò pagare cara!
Gridò Oberon, cercando di afferrarlo, ma il re dei folletti stava già scappando insieme ai suoi, inciampando e sbattendo tra le gambe dei goblin e seminando dietro di sé monete e gioielli. I piccolissimi Spriggan sbucarono dalle crepe delle pareti e si precipitarono a prendere tutto quello che trovarono, creando il caos. Re Oberon tornò da Titania, adagiata sui tappeti, e si prese la testa tra le mani dopo aver buttato la corona sul trono.






*** FINE PRIMA PARTE ***





  ** La storia di Lahin potete leggerla nelle dieci puntate che trovate qui : https://crenabog2.blogspot.com/2025/11/la-favola-del-signore-del-wangshire.html  **


mercoledì 4 marzo 2026

LA FAVOLA DEL CHAT PALUG

 (Prima pubblicazione su Blogspot 04.03.2026)

© Crenabog




Grigia era la nebbia che avvolgeva Hy Breasil, la grande isola magica di Morgana, da secoli galleggiante sopra la corazza del gigantesco Fastitocalone, la leggendaria testuggine marina che nuotava agli ordini della maga. La nebbia nascondeva Hy Breasil e il suo splendente castello agli occhi degli umani e nessun navigante poteva ammettere di averla avvistata, pur se giuravano sulla sua esistenza. Morgana sedeva pensierosa nella sala dove custodiva il sepolcro di re Arthur; ricordava l' ultimo incontro avuto con il Narratore e Paulie, e l' insolito ospite che era salito a bordo scappando da Tir na Nog. Più ci pensava, e più si convinceva, stizzita, che lo avesse fatto solo per prendersi gioco di lei e delle spoglie dell' antico re. Alla fine si alzò e si avvicinò al balcone per guardare la Spiaggia dei Giganti ormai così lontana da essere quasi indistinguibile sulla linea del mare e si sentì stranamente sollevata all' idea di essersi liberata di quella presenza.



Grigia era anche la nebbia che strisciava per le stradine ancora addormentate di Druimasholl, l' antico villaggio ai bordi di Bosco Buio. Pochi erano gli umani che iniziavano la loro giornata lavorativa, e quei pochi rabbrividirono - non certo per il freddo dell' alba - avvertendo che qualcosa di strano era nell' aria. Forse qualche lontano rumore? O il pungente odore selvatico che infastidiva le loro narici? Chi aveva un mantello se lo strinse addosso e camminò guardingo.



E grigio era anche ciò che vide Paulie, alzatasi presto con l' intenzione di preparare la colazione per sé e suo marito, il Narratore, che ancora dormiva sotto le coperte pesanti. Paulie scostò le graziose tendine alle finestre e pensò: " Santo cielo, stamattina c'è una nebbia tremenda! " , poi scese al piano terra, entrò in cucina, accese il camino e caricò la legna per preparare le uova e la pancetta. Mise a bollire l'acqua per il tè e guardò di nuovo, perplessa, le finestre dalle quali nulla si vedeva se non il grigio compatto della nebbia. Decise di aprirle un poco per rinfrescare l'ambiente...

- Finn ! Tesoro, svegliati!

Al grido della moglie il Narratore aprì gli occhi allarmato, si vestì in fretta e scese la scala di legno della villetta in pietra e tronchi che re Oberon e Titania avevano fatto costruire per loro in cima alla collina al cui interno si celava il regno del Popolo Segreto. Paulie stava al centro della cucina, indicò la finestra aperta ed esclamò:

- Amore, non... Non è nebbia! Che roba è!

Il Narratore le si avvicinò, la abbracciò per calmarla e si diresse verso la finestra, allungò il braccio che si perse dentro una massa grigia, che tutto sembrava tranne l' impalpabile nebbia. Disse:

- Tesoro, non ne ho la più pallida idea. Resta qui, esco a guardare.

Il Narratore aprì il pesante portone e la luce dell' alba entrò come era giusto che entrasse. Sì guardarono perplessi poi lui uscì, respirò a pieni polmoni l' aria frizzante di Bosco Buio, si guardò intorno ed era lì. Tranquillamente accoccolato sul fianco della villetta, incurante del fatto di arrivare con la schiena fino al tetto, e con il folto pelo grigio che copriva le finestre. L' ospite non invitato si degnò di girare gli occhi e guardare il Narratore mentre lui esplodeva in una risata clamorosa. Paulie arrivò di corsa sulla soglia e restò senza fiato mentre suo marito diceva:

- Adesso sappiamo dov'era finito il Chat Palug! Eccolo qua!

- Ma... - mormorò Paulie - ...cosa dovremmo fare adesso? Guardalo, è grande quanto la casa!

- E cosa vuoi che facciamo, amore mio? Facciamo colazione. Lascia che il Chat Palug faccia quello che gli pare! - poi, rivolto all' enorme gatto il cui nome veniva ancora sussurrato con terrore da chi ricordava le antiche leggende, disse - Vedi di fare il bravo, tu, mi raccomando.

Finnegan prese per mano sua moglie e rientrò in cucina come se niente fosse, mettendosi ad apparecchiare il tavolo e tagliando il pane. La selkie, decisamente stupefatta, restò indecisa sul cuocere le uova o pensare a quanto fosse incosciente suo marito ma erano anni, ormai, che convivevano con le cose più strane del regno magico dei Sidhe, una in più o una in meno non le avrebbe cambiato la vita, decise. E si sedette con lui a mangiare.



 

Nelle profondità della collina il labirintico regno di re Oberon era in subbuglio. Dalle volte si erano staccate pietre e decorazioni, tutti pensarono ad un terremoto ma non c'erano state scosse telluriche e non si spiegavano lo strano fenomeno. Gnomi, folletti, goblin, persino le fate corsero nella sala del trono a pregare il re dei Sidhe di andare a vedere e così, seppure di malavoglia visto che nessuno sembrava intenzionato ad investigare, re Oberon salì la scalinata che portava direttamente dentro la villetta dove abitavano i suoi amici più cari. Bussò cortesemente alla botola per avvertire del suo arrivo e li trovò intenti a bere tè e mangiare uova e pancetta, e gli sembrò che non avessero alcun problema.

- Buona e felice giornata, Narratore, Paulie. Scusate la mia venuta ma giù da noi sembra quasi che voglia crollare tutto. Non avete sentito nulla di strano?

- Sire, sentito no, direi più che altro visto. Ci deve scusare ma è arrivato un ospite imprevisto e temo che sia piuttosto pesante.

- Pesante? Ma di che parli?

- È meglio se guardate voi...- disse il Narratore indicando la porta. Re Oberon si affacciò e rientrò di corsa, bianco in volto come la sua regale barba.

- Ma... ma c'è il Chat Palug là fuori! Che diavolo sta facendo qui?

- Chi lo sa , - rispose il Narratore - basta che stia tranquillo...

- Forse è stufo di stare da solo - replicò sorridendo sua moglie.

- Già, magari cerca casa - aggiunse ridendo il Narratore all' esterrefatto re Oberon.

- E proprio qui doveva venire? Quello mi fa crollare tutto in testa!

- State tranquillo, Maestà. Finiamo di fare colazione e ci vado a parlare.

Re Oberon scosse la testa, salutò e scese di nuovo per spiegare la situazione ai sudditi.




Finirono di mangiare poi decisero di andare a vedere cosa succedeva fuori, e trovarono il Chat Palug beatamente addormentato. Con l' enorme testa che spuntava da una parte e la coda dall' altra copriva tutto il lato posteriore della villetta. Paulie disse:

 Non possiamo mica lasciarlo qui così, rischia di fare crollare tutta la collina...

- Lo so, tesoro. Vediamo di farglielo capire.

Il Narratore gli si avvicinò, batte' le mani e il Chat Palug aprì un occhio, vagamente sorpreso.

- Chat, si può sapere cosa ti passa in testa? Non puoi restare in questo modo, re Oberon si sta preoccupando!

Il gatto gigante fece un gigantesco sbadiglio, si alzò, inarcò la schiena per stirarsi e si mise seduto costringendo il Narratore a stare a testa in su per guardarlo.

- Insomma, non ci si comporta così! Sei, ehm, sì, decisamente troppo pesante! Quindi datti subito una regolata! - disse il Narratore agitando un dito in segno di rimprovero. Continuò, convinto che il gatto lo capisse:

- Ora vado a mettermi la giacca, se quando torno ti trovo così mi arrabbierò sul serio!

Finnegan gli volse le spalle ed entrò in casa, passò davanti a Paulie che rideva e salì in camera da letto a finire di vestirsi e no, non fu affatto sorpreso entrando nel salottino e vedendo il Chat Palug acciambellato ai piedi di Paulie che gli grattava la schiena. Era ben noto che potesse cambiare dimensione a piacimento ed era proprio su questo che contava. Ma che volesse farsi fare le coccole non lo aveva previsto. Paulie lo accolse con un sorriso e mormorò:

- Certo che siamo davvero una strana famiglia adesso. Ci mancava solo lui..




 


*** FINE ***



martedì 6 gennaio 2026

UN EVENTO INATTESO ( Cosa successe a Paulie e al Narratore)

(Prima pubblicazione su Blogspot: 07.01.2026)
© Crenabog







Titania guardò il lago sotterraneo e rimase perplessa. Certo, pensò, era bello, l' acqua della fonte termale era alla giusta temperatura, i funghi magici che ricoprivano la enorme grotta posta sotto la collina dove era celata la corte di suo marito, il re Oberon, signore dei Sidhe - il Popolo Segreto degli esseri magici - davano all' ambiente la luce morbida e soffusa perenne.. Ma Titania non era davvero soddisfatta. La villetta costruita dagli gnomi sulla riva era molto graziosa ed accogliente, la distesa di fiori bianchi e neri creata dall' Uomo della Luna mandava un profumo inebriante , eppure Titania si stava convincendo che la villetta, il suo regalo a Paulie - la selkie che aveva sposato il Narratore - affinché, essendo una fata foca potesse nuotare quando voleva, non fosse proprio indicata per la vita in comune dei due sposi. Il Popolo Segreto amava e rispettava il Narratore, che infinite volte era stato protagonista della loro storia e ci tenevano a che vivesse felice con Paulie. Proprio questo tormentava Titania, come fare affinché il Narratore godesse della luce del sole e Paulie del lago sotterraneo? Decise di parlarne con Oberon, avrebbe trovato di certo una soluzione.

Così fu, approfittando del fatto che il Narratore e Paulie erano partiti per andare a visitare Morgana sull'isola di Hy Breasil - il regno fluttuante della sorella di Merlino - re Oberon fece velocemente costruire sulla sua collina una nuova deliziosa villetta e gli gnomi scavarono fino a collegare la nuova alla vecchia con una lunga e larga scala a chiocciola, così Paulie poteva andare a nuotare in tutta comodità. Titania si sentiva finalmente soddisfatta e ammirò la soluzione scelta da re Oberon. Suo marito poteva essere un tipo terribile, capace di burle monumentali, ma amava la coppia e anche lui voleva che vivessero bene vicino alla reggia. Era una splendida giornata di sole quella che accompagnava il viaggio di ritorno della coppia; Paulie sedeva con suo marito sul sedile della grande carrozza coperta dal telo , tipica di quelle lande, trainata dai due massicci cavalli abituati a viaggiare lungo le strade rurali. Il vento leggero muoveva dolcemente i lunghi capelli neri della selkie e il Narratore, con il suo aspetto di uomo anziano - benché l' acqua della eterna giovinezza che re Oberon gli aveva fatto bere a sua insaputa lo avesse dotato di una nuova lunghissima vita - sempre guardava con infinito amore le sembianze quasi infantili del suo unico vero amore. Ricordò il loro primo incontro sulla Scogliera dei Giganti , quando la selkie gli aveva fatto dono della sua pelle di foca, rinunciando al suo aspetto fatato per seguire l'uomo di cui si era innamorata in sembianze umane. Paulie era antica, come tutte le fate, quasi immortale e se non fosse stato per il dono di re Oberon le loro esistenze non avrebbero potuto durare lo stesso tempo. Ma Paulie restava una ragazzina e il Narratore restava visivamente l' uomo anziano che era diventato fino ad allora. Peccato, penso' il Narratore, gli sarebbe piaciuto sembrare ancora giovane.. Arrivati in vista della grande collina che celava la sontuosa reggia dei Sidhe e più sotto la grotta col lago dove vivevano, Paulie esclamò: - Caro, guarda! C'è una villetta sopra la collina! Il Narratore disse:- Oh, cos'è questa novità? Cosa avrà combinato stavolta re Oberon? Arrivati ai piedi della collina trovarono a riceverli Oberon e Titania con tutta la corte e l' immancabile ridacchiante re Brian - il re dei folletti, braccio destro di re Oberon - che erano stati avvertiti del loro arrivo dai kelpies guardiani del bosco. La coppia reale andò loro incontro sorridente, re Oberon disse: - Ben tornati! Fatto buon viaggio? E Morgana vi ha trattato bene? Il Narratore: - Sì, certo! Siamo felici di rivedervi ma... Scusate la curiosità, chi è venuto ad abitare sulla collina? Titania, ridendo: - È la vostra nuova casa! Così potete godervi il sole, l' aria del bosco e scendere al lago di Paulie quando vorrete con la scala che abbiamo costruito! Su, venite a vedere se vi piace! Paulie, emozionata, sotto braccio a Titania, varcò per prima la porta esclamando la sua felicità nel vedere la bella villetta in legno e pietra arredata graziosamente dalle fate. Re Oberon intanto chiacchierò a lungo con il Narratore, spiegandogli il desiderio di Titania e facendosi raccontare le ultime notizie da Hy Breasil, poi la corte dei Sidhe si ritirò nella reggia lasciandoli a prendere possesso della nuova casa. La coppia si divertì a guardare dappertutto poi, dopo aver cenato con i piatti che gli erano stati lasciati, andò a dormire, sopraffatti dalla stanchezza del viaggio e dall' emozione per il regalo.. Il canto degli uccelli del bosco ai piedi della collina, e la dolce luce del sole che filtrava dalle finestre, accompagnarono il loro risveglio. Era stata una notte di amore coniugale ed entrambi si sentivano ancora un po' confusi; il Narratore accarezzò il bel viso di sua moglie che iniziava ad aprire gli occhi e pensò che c'era qualcosa di diverso, ma era talmente abituato a lei che non riusciva a capire.. Poi d'improvviso esclamò: - Amore! Ma... Sei diventata bionda! Paulie si mise a sedere, prese i suoi capelli tra le dita, se li guardò e disse: - Oh! Hai ragione! E cos'è questa novità! I lunghi capelli neri della selkie erano diventati biondi, luminosi, a boccoli. Forse ancora più belli di prima, pensò lui in tutta sincerità, domandandosi come fosse successo. Paulie decise di andare a chiedere spiegazioni a Titania e dunque si recarono direttamente alla reggia passando per il corridoio interno alla villetta che li collegava all' interno della collina, saggiamente voluto da re Oberon in fase di costruzione. Arrivati nella sala del trono trovarono la coppia reale intenta a banchettare una sterminata colazione insieme a re Brian e a fate, folletti, gnomi, kelpies e chiunque altro fosse lì. Titania vide Paulie ed esclamò: - Per Crom! Non pensavo che sarebbe successa una cosa simile! Paulie: - Regina, vorresti spiegarci come mai sono diventata bionda? Re Brian rise: - Mamma mia, se eri bella prima adesso davvero non ho parole! Titania: - Brian, sei sempre il solito, vedi di comportarti bene! Allora, amici miei, sì, in effetti c'è un motivo anche se non pensavo succedesse questo. Il fatto è che abbiamo incantato la villetta con ogni sortilegio legato agli esseri umani, per darvi tutte le protezioni possibili ora che vivete fuori dalla collina. Questo non ha sortito effetti strani sul Narratore, che è umano, mentre tu sei diventata un po' più umana. Come? Cambiando l'aspetto naturale delle selkies quando non vestono la pelle di foca, cioè i capelli neri. Paulie, tesoro, ti dispiace tanto essere diventata un pochino più simile all' essenza di tuo marito? Compreso la situazione Paulie disse: - Ah, ecco il perché! Be', in verità la sola cosa che mi importa.. È se a lui piaccio ancora.. Il Narratore la abbracciò commosso, e disse: - Amore mio, non smetterai di piacermi neanche tra cent'anni..
Re Oberon sospirò, per fortuna non ci sarebbero stati litigi dovuti al curioso effetto degli incantesimi di sua moglie, perciò ordinò di fare spazio anche a loro e banchettarono allegramente tutti insieme, bevendo forse anche qualche boccale di troppo per festeggiare la nuova Paulie.







*** FINE ***


sabato 29 novembre 2025

LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (settima e ultima puntata)

 (Prima pubblicazione 11.03.2020)

© Crenabog 





Una volta che il Cath Palug fu uscito, perdendosi nel buio delle gallerie del regno di re Oberon, sul convivio calò un pesante silenzio. Anche il più stupido dei folletti della Contea aveva capito che qualcosa di pericoloso, anzi decisamente mortale, se ne stava impunemente in giro per Bosco Buio; re Oberon alzò una mano e rivolgendosi a tutti gli astanti, disse:

- Avete visto, e avete sentito. D'ora in poi, se incontrerete il Palug fate finta di niente, probabilmente non vi attaccherà ma state comunque attenti, non si sa mai cosa abbia in mente, intanto prepareremo un luogo dedicato a lui dove lasciargli da mangiare sperando che si comporti bene. E se un giorno capiremo che se ne è andato, organizzeremo una festa più grandiosa di questa. Anzi, a tale scopo, nomino già da adesso re Brian ad occuparsi del luogo per il Cath e della organizzazione della festa, quando e se ci sarà.

A queste parole re Brian, che già si era notevolmente ubriacato durante la cena, salì sul tavolo e iniziò a ballare una giga cantando a squarciagola, tra gli applausi di tutti i suoi sudditi che lo avevano accompagnato e le risate degli altri.

Titania si rivolse al Narratore:

- Oberon sapeva bene che Brian sarebbe stato contento e avrebbe sfogato così la sua soddisfazione, ha fatto bene a dargli questo incarico, come vedi si stanno rilassando tutti al guardarlo. Ma veniamo a noi, desidero che sappiate che non ce l'ho con voi due per aver portato qui il Palug, ovviamente non vedevate in lui altro che un normale gatto, anche se di dimensioni molto più grandi del solito. E anche che il vostro dono è stato davvero gradito, perché mi avete dimostrato molte cose, che avete pensato a me, che avete cercato qualcosa di inusuale, e molto raro davvero, e che avrebbe aumentato ancora i miei poteri e - perché negarlo - la mia bellezza, cosa che nessuna donna, dalla più brutta delle Spriggan alla più bella delle Fate, negherebbe mai di desiderare. Quindi abbiate i miei ringraziamenti più sentiti ed in virtù di questo - anche per i molti anni di lieta compagnia che hai donato a tutto il popolo dei Sidhe e a noi - voglio che brindiate con me.

Titania batté le mani e tre fate giunsero in volo, recando bicchieri d'argento niellato con ricami dorati; li posarono davanti ai regnanti, a Paulie e al Narratore e subito volarono via dopo un breve inchino.

- Che la salute sia sempre al vostro fianco, maestà, e il regno dei Sidhe viva per sempre, - disse il Narratore.

- Gioia e felicità a voi, che guidiate tutti in armonia e pace ,- disse Paulie.

- E che questo brindisi faccia felici anche voi, - disse re Oberon, ammiccando verso Titania.

Mentre bevevano il Narratore iniziò a sentire un leggero stordimento, che imputò al vino denso e corposo proveniente dalle vigne dei Broghan di là dal fiume, che era stato servito con larghezza ai tavoli. Un calore morbido e soffuso lo avvolse, e pensò che sarebbe stato più indicato tornare a sedersi prima di perdere l'equilibrio, così si sedette guardandosi intorno vagamente confuso.






- Cosa hai, amore? ,- disse Paulie prendendogli una mano e accarezzandogli la nuca.

- Non so, mi sento un po' strano, sarò stanco, o forse ho bevuto un po' troppo vino..

- Non penso sia colpa del vino, amico mio ,- disse Oberon, ridacchiando. -Sai, sono anni che io e mia moglie pensiamo a come ringraziarti per tutto quello che hai fatto per noi, le battaglie combattute insieme, le mille storie con cui ci hai rallegrati, tutti i consigli che hai dato a noi due e a tutto il popolo senza mai tirarti indietro, come se fossi sempre stato uno di noi. Ora, vedi, sappiamo bene che quando tuo figlio è rinato fatato voi due avete finito per allontanarvi, anche se non ve ne rendete conto. Chiaro, lui ora fa parte del Popolo Segreto e come Cinnia avrà una vita lunghissima , come noi, come anche Paulie visto che è una Selkie, e tu lentamente finirai per invecchiare e lasciarci. E' il normale cerchio della vita per gli umani, lo sappiamo entrambi, però questo ci ha fatto pensare a trovare un modo per tenerti vicino il più possibile; quindi, considerato che la regina Titania è da sempre dotata di una infinita bellezza e, anche se tra moltissimo tempo, comunque invecchierà con me abbiamo pensato di comune accordo che l'acqua della fonte della eterna giovinezza era sì, un dono davvero regale, ma che lei non ne aveva veramente bisogno mentre chi ne avrebbe avuto il miglior vantaggio saresti stato proprio tu. Perciò, mi auguro che il vino che ti abbiamo dato non abbia risentito troppo dell'acqua della fonte che Titania ci ha versato dentro ,- e anche la regina si unì al marito nelle risate. Il Narratore era rimasto sbalordito dal tiro che gli avevano giocato, e non sapeva come ringraziarli: davvero un onore troppo grande per chi non aveva mai chiesto nulla se non l'amicizia e il rispetto che tutti gli dimostravano.

- Che ne dici, tesoro, per quanti anni vuoi sopportarmi ancora, visto quel che è successo?

- Per tutto il tempo che avremo, sciocco.. - disse la piccola Selkie, baciandolo.







*** Fine ***

P:S: Questa è l'ultima storia della Saga del Narratore, come vennero in origine pubblicate sul blog "Crenabog" creato su Chatta.it . Da adesso vengono pubblicate le storie ritrovate e le nuove storie della Saga.


LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (sesta puntata)

 (Prima pubblicazione 26.02.2020)

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Davanti al tavolo regale stava tranquillamente passeggiando, senza alcun timore apparente di tutta la agitazione che aveva intorno, il gatto più grande che si fosse mai visto nella Contea , e subito la voce della bizzarra creatura corse fino all'ultimo commensale. Il Narratore si rivolse alla regina dicendo:

- Vogliate perdonare, maestà, ho paura che sia colpa nostra. Quando siamo andati a Tir na nOg con Morgana, nel ritornare ci siamo accorti che questo gatto era salito a bordo ma, quando abbiamo preso il sentiero per tornare qui lo avevo perso di vista e pensavo se ne fosse andato in giro per Bosco Buio, non immaginavo certo che fosse sgusciato dentro mentre varcavamo il portone. In effetti, direi che non lo abbiamo proprio visto farlo e la cosa mi lascia piuttosto perplesso.

Titania e Oberon si guardarono negli occhi poi lui lasciò che lei proseguisse:

- Non c'è da essere perplessi, amico mio. Con questo qui bisogna andarci davvero cauti, penso che Morgana lo abbia riconosciuto e sia stata ben felice di essersene liberata. E direi che so anche perché era a bordo, considerato la sua natura beffarda. Tu sai qualcosa di una delle nostre più antiche leggende, quella del re Arthur?

- Poco, invero, se non che combatté contro invasori e fu ucciso in battaglia.



- Già, è passato talmente tanto tempo che anche la storia diventa leggenda, poi mito, poi viene dimenticata del tutto. Arthur fu ferito, nella battaglia contro Mordred a Camdan, e si sparse la voce che fosse morto e fosse stato sepolto ad Avalon. Ma non andò così, il re guarì e tornò a regnare per un breve periodo, mentre lontano dalle sue terre ancora gli antichi dei si agitavano e creavano mostri e sortilegi. A Llanfair, Henwen diede alla luce un minuscolo gatto nero che venne trovato dagli abitanti della zona e da questi gettato in mare dove, per qualche magia, mutò colore del manto e riuscì a nuotare fino a Ynys Mòn. Laggiù qualcuno ebbe la cattiva idea di prenderlo e crescerlo ma non ricevettero ringraziamenti, anzi. Una volta diventato enorme scatenò il suo spirito selvaggio e uccise quasi duecento abitanti e soldati; perciò Arthur, informato della cosa, raggiunse con i suoi quelle terre e iniziò a dargli la caccia. Il fatto che tu lo veda qui dovrebbe farti capire come sia finita, ferì a morte il re e sparì nella foresta. La sorella del re, Morgana, lo raccolse e non ad Avalon lo seppellì ma nella cripta del suo castello, a Hy Breasil, e con le sue spoglie mortali lei, che è una grande maga, ha vissuto per centinaia d'anni, viaggiando senza posa. Capisci anche perchè questo, il Chat Palug delle antiche storie, si sia preso il divertimento di salire su Hy Breasil, per farsi beffe di Arthur ancora una volta. Non scherzate con il Chat Palug, - continuò, alzando la voce affinchè tutti, nel salone potessero sentirla, - non sottovalutatelo e non offendetelo. Troppe terre ha devastato, troppe vite lo hanno saziato. Quindi sia il benvenuto, continuiamo la nostra festa rendendo omaggio al Cath Palug e che qualsiasi casa o sentiero della Contea sia aperto al suo passaggio.




Mentre tutti ascoltavano il lungo racconto di Titania, con timore e stupore, il gatto se ne rimase acciambellato su un prezioso tappeto, come se la festa fosse per lui e niente altro lo preoccupasse. Poi alzò la grande testa, gli occhi gialli brillarono mentre sembrava annuire alla regina; e sempre silenziosamente, come se pesasse meno di una piuma a dispetto dell'enorme mole, attraversò il salone e se ne andò su per le scale.

     

    Continua - e termina - nella settima puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 7





LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (quinta puntata)

 (Prima pubblicazione 24.02.2020)

© Crenabog 




Giunti in vista della spiaggia dei giganti, Paulie e il Narratore raccolsero le loro cose e si accinsero a salutare Morgana, la quale sembrava piuttosto accigliata. Il Narratore volle chiedergliene conto, temendo di aver fatto qualcosa che poteva esserle dispiaciuta, ma la regina di Hy Breasil rispose:


- Non preoccuparti, vecchio amico, non è per causa vostra che sto in pensiero. E' piuttosto il nostro ospite che mi dà da pensare.

- Ti riferisci al gatto che è salito a bordo?

- Esattamente. Ci sono antiche storie che potresti non aver mai sentito, nel corso dei tuoi viaggi, e solo persone che hanno vissuto quanto ho vissuto io potrebbero ancora ricordare. Ed è strano che proprio sulla mia isola sia voluto salire, se veramente è chi penso io.

- Non posso negare di essere davvero curioso, a questo punto. Puoi dirmi di cosa si tratta?

- Preferisco di no, se non lo è, meglio così; se malauguratamente ho ragione allora tutti dovremo stare molto attenti. Penserò io a lui, andate pure a casa tranquilli.


E così dicendo abbracciò entrambi e lasciò che tornassero a terra mentre la sua corte fatata si assicurava che l'isola fosse adeguatamente ferma contro la riva di lastroni di pietra della spiaggia dei giganti. Così, si rimisero in cammino dirigendosi verso il folto boschivo che li avrebbe condotti al sentiero specchio. Il Narratore aveva evitato di mettere Paulie al corrente delle ultime parole di Morgana, non voleva che la selkie avesse pensieri paurosi o immaginasse cose capaci di spaventarla; mentre camminavano spediti nel fatato intrico del sentiero specchio, come tutti gli altri simili circondato da una vegetazione così fitta da sembrare un muro e che si univa in alto a formare una sorta di tunnel semibuio, un sommesso fruscio arrivò alle sue orecchie, e non poteva trattarsi dello stormire delle foglie. I sentieri specchio infatti erano luoghi magici, sottoposti a leggi fisiche diverse da quelle naturali, che in poche decine di metri racchiudevano interi viaggi tra una zona e l'altra della Contea e anche oltre: in essi regnava quiete e silenzio, rotti a volte soltanto dai passi dei viaggiatori che li adoperavano. Una volta raggiunta l'estremità e sbucati nella radura che li avrebbe condotti alle due colline vicine, i regni sotterranei di Oberon e di Brian Borough, il Narratore si fermò, si guardò intorno e da un cespuglio cosparso di bacche vide spuntare l'enorme gatto che aveva viaggiato con loro su Hy Breasil. Sembrava non badare a loro, anzi, appariva evidentemente ben deciso a camminare nella loro stessa direzione:


- Ma, è arrivato fin qui! - esclamò Paulie, accorgendosi della presenza inattesa.

- Sembra proprio che non siamo destinati a liberarcene come avevo creduto, - le rispose lui. - Non so che intenzioni abbia.

- Intenzioni? Ma è un gatto, starà solo camminando in una zona che non conosce, visto che è lontano da Tir na nOg. Sempre che venisse da lì, chiaramente.

- Paulie, amore mio, mi auguro che sia come dici tu.





Quando furono arrivati alle porte della collina di re Oberon, vennero avvistati dagli gnomi di guardia che mandarono ad avvertire la coppia reale e li fecero entrare. Il Narratore volse gli occhi in cerca del gatto ma non vedendolo si rassicurò ed entrarono, venendo scortati da un nugolo di Sidhe festanti fino alla casa sotterranea di Paulie, dove poterono rinfrescarsi e riposare. Calò la sera e re Oberon mandò ad annunciare il banchetto allestito per festeggiare la sua consorte, Titania: gran parte della popolazione era stata invitata, gli altri erano impiegati in compiti che andavano dal servizio di guardia al lavoro nelle cucine. Già di lontano si sentiva lo strepitare delle musiche e delle canzoni prodotte da un gruppo di folletti installati su un palco vicino ai tavoli del banchetto, e quando anche Paulie e il Narratore arrivarono porsero il loro saluto e i loro omaggi alla coppia regale che già sapeva del loro incontro con Morgana e del viaggio nella mitica terra degli antichi eroi. Si sedettero tutti, le grida festose lentamente cessarono e la grande cena ebbe inizio, un canto sommesso di un gruppo di fate radunò l'attenzione di tutti gli astanti, dal più educato dei folletti cortigiani al più becero brownie (ai quali era stato permesso di venire benché sudici come al solito). Re Oberon, nella sua maestosità, degnamente rappresentava la maestà su tutto il Popolo Segreto, mentre l'antica bellezza di Titania non mancava mai di sorprendere il Narratore. E fu proprio lei, in un momento di pausa del canto fatato, ad alzarsi su tutti per dire, ad alta voce e con evidente sorpresa:
- E questo, chi lo ha fatto entrare?




Continua nella sesta puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 6


venerdì 28 novembre 2025

LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (seconda puntata)

 (Prima pubblicazione 10.02.2020)

© Crenabog 




Una volta che il folletto se ne fu andato il Narratore si avvicinò alle sponde del lago e chiamò Paulie a riva. Dopo averla asciugata avvolgendola in una ricca tela di spesso lino si misero a sedere e discussero di cosa avrebbero potuto trovare per allietare la ricorrenza di Titania: Paulie elencò tutta una serie di regali ma facilmente lui replicò enumerando tutte le volte che già avevano fatto cose del genere.

- Forse non abbiamo cercato abbastanza lontano, - disse la piccola selkie.

- Eppure la Contea l'abbiamo girata ampiamente, anche i villaggi e le città li abbiamo visitati diverse volte. A cosa stavi pensando?

- Se ne andassimo a parlare con Morgana?

Il Narratore prese tra le mani il volto di Paulie, indeciso se dirgli che aveva visto nella sua proposta un motivo per tornare alla spiaggia dei giganti, dove si erano incontrati la prima volta. Cos'era, un sussulto di romanticismo? O forse il rimpianto per quei mari profondi dove aveva così a lungo vissuto prima di raggiungere la terraferma e donargli la sua pelle di foca, assumendo e restando in sembianze umane?

- Come mai proprio da Morgana vuoi andare, tesoro?

- Ho pensato che una gita su Hy Breasil ci avrebbe fatto bene, tu hai bisogno di svagarti o diventerai troppo pigro a star sempre qui sotto, mentre a me manca il rombo delle onde e il sale negli spruzzi d'acqua.

- E sia, allora vedremo di trovare Morgana e di approfittare di lei. Su, - disse, accompagnando la frase con una piccola sculacciata - vai a preparare quel che ti serve.

Paulie scappò via saltellando, lui non aveva fretta, da anni aveva preso l'abitudine di tenere sempre vicino alla porta una grossa sacca da viaggio con dentro tutto quel che poteva servirgli, vestiti di ricambio, un grosso coltello elfico, attrezzi e tutte quelle altre cose che un uomo non manca mai di portarsi dietro anche se non ricorda più a cosa debbano servirgli. Quando furono pronti uscirono dalla collina di re Oberon e si inoltrarono nella placida oscurità di Bosco Buio dirigendosi verso un folto cespuglio, alto più di un uomo, irto di rovi e more. Il profumo inebriante delle more poteva attirare qualche incauto ma le spine proteggevano adeguatamente il passaggio verso il sentiero specchio che da lì partiva. Come tutto il Popolo Segreto sapeva, e loro anche, i sentieri specchio partivano da punti ben precisi della foresta e finivano in tutte le zone della Contea, e talvolta anche fuori, ben più lontano, restringendo magicamente enormi distanze in poche decine di metri e permettendo a tutti di evitare viaggi di mesi. La coppia si ritrovò in breve sulla spiaggia dei giganti, calpestando attentamente gli enormi lastroni di pietra che la pavimentavano, perennemente coperti da uno strato di acqua salmastra, salsedine e alghe. Il sorriso estasiato sul volto della piccola selkie inevitabilmente riscaldò il cuore del Narratore, mentre lei guardava il mare spumeggiante perdendosi nel ricordo della sua vita passata. Il Narratore era sempre stato preso dai dubbi, se avesse fatto bene a permetterle di lasciare la sua pelle di foca per vivere con lui, ma Paulie gli aveva dimostrato un amore talmente assoluto e così spesso gli aveva replicato di non essersi piegata ai suoi desideri ma di aver solo seguito la sua scelta, che non se ne era più preoccupato; presero posto sul lastrone dove altre volte si erano accampati, ben in alto e al riparo dalla umidità, e iniziarono ad attendere l'arrivo di Hy Breasil. Per essere sicuri di incontrare Morgana, che vagava con la sua isola magica per i mari del nord, il Narratore aveva chiesto a re Oberon di avvertirla del loro viaggio e così un piccolo stormo di corvi era partito in volo alla ricerca di Hy Breasil. Dopo una notte passata abbracciati, avvolti nelle folte coperte di pelle e lana, tipiche dei viaggiatori che visitavano le lande estreme della Contea, la coppia vide sorgere l'alba con un sole rosso fiamma perso nei lontani bordi dell'orizzonte e insieme alla nebbia che sempre l'avvolgeva come una nuvola, per nasconderla agli occhi del mondo, ecco fluttuare la maestosa isola di Hy Breasil. Una volta giunta in secca poterono facilmente salire sulla scala che si dipanava, dorata ed eterea, dai grandi gradini di marmo che conducevano alla reggia di Morgana sino dalla sponda: e dolce fu l'accoglienza che la regina riservò loro, insieme alla sua corte, mentre ripartivano e ragionavano insieme sul loro dilemma. Morgana propose di recarsi fino a Tir na nOg, la terra sacra degli eroi del passato, la terra dell'eterna giovinezza, là dove i grandi stalloni bianchi smuovono zolle di torba mentre galoppano liberi e selvaggi, là dove gli spiriti immortali dei Tuatha dè Danann banchettano al ricordo delle loro imprese leggendarie. E lentamente solcarono i flutti, discorrendo e riposando, mentre nell'aria si alzavano musiche e canti dei bardi della corte di Morgana la meravigliosa, colei la cui vista avrebbe accecato qualsiasi mortale e che per questo non mancava mai - quando il Narratore era in visita su Hy Breasil - di cospargergli le palpebre con l'unguento magico.




Continua nella terza puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 3