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lunedì 5 gennaio 2026

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLA INVASIONE DEGLI GNOMI

 (Prima pubblicazione su Chatta.it nel blog Brunoakira, mio figlio, 18.10.2013)

© Crenabog 





Un giorno, nel paese del nostro mago giunse uno strano signore che, appena arrivato si mise a cercare la casa del mago, ma prima che vi entrasse, entrò il contadino Mac Jonson, che lo aveva incontrato per strada e, siccome era un grande impiccione, come una gran furia disse-: Signor Bruno,signor Bruno, è arrivato un uomo che vuole incontrarla, cosa faccio? Lo faccio entrare?

Il mago Bruno con tutta calma disse-: Certo, signor Mac Jonson, lo faccia entrare pure.

E con tutta calma si rimise a leggere il suo libro di formule e stregoneria che si portava sempre dietro durante i viaggi per i regni della magia. Ad un tratto si sentì un bussare alla porta:

TUMP TUMP !

- Chi è? - chiese il mago, mentre velocemente il signor Mac Jonson usciva dalla porta sul retro.

Subito la risposta:- Sono il portavoce del regno di Re Oberon e della Regina Titania, i regnanti su tutti gli esseri del popolo segreto. Posso entrare? - chiese.

- Entri - disse subito il mago che sapeva che quando veniva il loro portavoce doveva trattarsi di una cosa urgente.

- Salve, sono il portavoce del Re Oberon che mi manda da lei per chiederle di venire a corte per motivi importanti.- disse entrando il portavoce.

- Ma lei è… è un elfo!- esclamò Bruno.

- Si, perché?- chiese curioso l’elfo.

- No nulla, è raro che ne mandino uno! Comunque andiamo, preparo la sacca e arrivo subito cosi il mago prese tutto quello che gli serviva per partire, come: erbe magiche, pozioni varie, un rametto di timo serpillo per le fate maligne e una campana d’argento per i lupi mannari, e le provviste per il viaggio. - Bene, possiamo andare.-

Dopo aver attraversato il paesino si trovarono dentro una foresta e dopo una buon ora di cammino arrivarono a un palazzo stupendo e maestoso. 

 - Uh! Come mai il palazzo è qui, e non sotto la collina, come al solito?  

- Perché solo pochi umani scelti possono vedere il popolo segreto, e quindi ogni tanto sua Maestà si diverte a farlo uscire all'aperto, tanto nessuno se ne accorgerebbe. 

E detto questo entrarono dentro il palazzo, che era già buio.

 - Qui è dove starà per un po’ di tempo. Re Oberon la riceverà domani. - disse l'elfo. Il mago rispose:- D'accordo, siccome è tardi e sono stanco, sarà il caso che vada a dormire. Vuole gentilmente indicarmi la mia camera? , - e l'elfo, saltellando, gli fece strada nell'intrico di corridoi, mentre nell'aria si levavano i risolini sussurrati dei piccoli folletti, fate e altri appartenenti al Popolo Segreto che, passando di lì, vedevano il mago camminare tranquillo con il suo valigione di stoffa.

******

E così fu che il mago Bruno fu chiamato da re Oberon che lo aspettava a pranzo, dove mangiarono tutte cose strabilianti che avevano cucinato i folletti che erano il popolo del re. C'erano molte cose vegetali, erbe aromatiche, formaggi, cacciagione in stufato e altre cose del genere. Insomma, il mago mangiò con piacere e re Oberon gli disse che doveva aiutarlo perché stava per succedere un problema.
- Che cosa succede, Maestà? - chiese il mago.
- Succede che ci sono arrivate notizie dalla periferia del nostro regno che dicono che sta arrivando una invasione di gnomi!
- Ah! e perché?
- Come perché, perché sì. Comunque, dicono che sono scappati dalle loro terre perché sono stati invasi dai troll che sono scesi dalle montagne perché le montagne sono state invase dagli elfi, che sono scappati dalle loro terre perché erano state invase da un drago. E così si sono spostati tutti!
Il mago pensò e disse: - E allora che volete fare?
- Non ce ne vogliamo andare anche noi! Quindi devono andarsene loro. Che ne dici, come facciamo?
- Ma voi volete fare una guerra, Maestà? - disse il mago Bruno che si era preoccupato.
- Ma no, vogliamo solo che non vengano qua!
- Pensiamoci sopra.. e così ci pensarono, e ancora, e ancora, e arrivò ora di cena e tutti i folletti portarono la cena e mangiarono roba profumata. E si rimisero a pensare, e re Oberon bevve anche del liquore e il mago Bruno si fumò la pipa. E così arrivarono all'ora di colazione e mentre i folletti portavano latte, biscotti e dolcetti il mago disse:- Ho avuto una idea!

******

Tutti i folletti e il re andarono in cima alla montagna da cui vedevano le pianure in lontananza e aspettarono che arrivavano gli gnomi. Poi li videro, un mucchio di gnomi, una valanga di gnomi, una baraonda di gnomi che arrivavano correndo da lontano in mezzo a un mare di polvere, strillando e facendo macello. Ma mentre quelli arrivavano seguendo la strada principale che portava al regno del re dei folletti, il mago Bruno fece le sue magie recitando degli incantesimi e muovendo le mani e agitando il lungo bastone magico che si portava sempre dietro. Così la strada sembrò spostarsi e finì dentro il bosco, con tutti gli gnomi che ci correvano sopra, e poi la strada arrivò fino ad una parete di roccia dove il mago aveva fatto apparire il buco di una caverna e ci entrarono tutti sempre di corsa. Quando che furono tutti dentro il mago fece sparire l'entrata e i folletti videro alzarsi la finta montagna in volo. Perché era un incantesimo e tutti gli gnomi che ci stavano dentro volarono oltre le terre degli gnomi, poi oltre quelle dei troll e quelle degli elfi e quelle del drago. E finirono in una terra dove non c'era nessuno e uscirono e lì costruirono le loro grotte, i loro palazzi, i loro villaggi e insomma tutto quello che gli piaceva. Re Oberon fu molto soddisfatto e ordinò ai folletti di fare almeno una settimana di festa con grandi mangiate e regali che si scambiarono tra di loro perché erano contenti e anche al mago Bruno ne diedero molti. Così tutti furono felici e tranquilli e ognuno aveva trovato un posto dove stare!






*** Fine ***

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

ViolaNeve : Caro Bruno, qualcuno, vedo, ti ha dato una bella impronta. E oltretutto dimostri di avere molta fantasia.

crenabog : non mi copiare, peste !
brunoakira : Oh babbo ma che tu vo' i' scrivo come te da tuo discendente stretto!

MorganaMagoo : sei bravissimo a scrivere, complimenti, ciao!

Spiritwalker : bellissimo epilogo...tanti auguri di Buon Natale e di uno splendido 2014 !

salyma : Ah! quanto mi piacerebbe possedere anche solo per un giorno il bastone di Mago Bruno, solo un giorno, per togliermi qualche piccola soddisfazione. Senza fare male a nessuno eh? spostarli solo da un'altra parte 
Sei stato molto bravo nella descrizione di tutta la favola e la morale è, mai fare guerre con il prossimo ma ognuno a casa propria senza invadere le terre e i possedimenti altrui 
Grazie degli auguri che ricambio a te e famiglia, che il nuovo anno che sta per arrivare ti porti tanta felicità 
Sai che sei davvero bravo nello scrivere favole? del resto non poteva essere diversamente.....guarda che papi ti ritrovi!!!
Ciaooooooooooooooo

serenella21 : i folletti trovarono una nuova terra dove ognuno aveva trovato un posto
dove stare ..Bella storia Bruno
tanti auguri di un buon ANNO NUOVO
auguri

ViolaNeve : Mangiando mangiando, arrivano le idee. Bello vero? E tutto come per magia, va al giusto posto e così si festeggia, ricominciando a mangiare!
Se anche nella realtà ogni cosa si potesse risolvere davvero così, semplicemente e naturalmente, sarebbe una meraviglia.
Mi associo al tuo papà: scrivi. Anche questa è "magia" e tu sei davvero in gamba.
Buon Anno Bruno


sabato 3 gennaio 2026

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLE PECORE INVERNALI

 (Prima pubblicazione su Chatta.it nel blog Brunoakira, mio figlio, 18.01.2015)

© Crenabog 




Anche quell’anno era arrivato l’inverno nel villaggio del mago Bruno, e tutti si preparavano mettendo da parte cibo e altre provviste e per riscaldarsi iniziavano ad accendere i camini e a mettere coperte pesanti per riscaldare i letti e i lettini. Intanto a Bosco Buio Re Oberon e Re Brian pensavano a come fare per superare l’inverno perché avevano usato tutte le coperte per mantenere al caldo i malati e gli animali. Allora pensarono che sarebbero servite altre coperte di lana, così chiamarono il mago Bruno per avere un aiuto, per avere altre coperte, dato che conosceva tanti allevatori e quindi poteva chiedere se poteva averne un po’ . Quando il mago arrivò nel palazzo di Re Oberon disse che poteva dargli una mano, chiese solo due botti di idromele che poteva barattare con la lana, Oberon acconsentì a dare le botti, poi si salutarono e Bruno partì con il carretto con l‘idromele. Quando arrivò al primo allevamento chiese al proprietario se poteva vendergli un po’ di lana ma, l’allevatore gli disse che aveva venduto tutta la lana e gli era rimasta solo quella sufficiente per riscaldare lui e la sua famiglia, allora ringraziò e andò via. Continuando il suo viaggio raggiunse vari allevamenti ma la storia era sempre la stessa, o avevano venduto tutta la lana oppure avevano iniziato ad allevare altri animali. Arrivò in un villaggio dove chiedendo a vari allevatori riuscì a trovarne uno che possedeva un gregge di pecore giganti che gli producevano dei grandi guadagni, allora il mago si recò velocemente in quell’allevamento, chiedendo se poteva avere una di quelle pecore e che l’avrebbe pagato in maniera sostanziosa facendogli vedere le due botti. L’allevatore accettò l’offerta e aiutò Bruno a caricare la pecora sul carretto. Subito dopo iniziò il viaggio di ritorno verso Bosco Buio. Quando arrivò vide Re Oberon, la Regina Titania e Re Brian che lo aspettavano con al loro fianco uno squadrone di gnomi tutti pronti a tosare la pecora ed un altro squadrone pronto a creare delle splendide coperte dalla lana. Quando si fermò tutti gli gnomi sollevarono la pecora e la fecero scendere , la scena fu piuttosto buffa perché si vedeva questa pecora che si muoveva senza muovere le zampe e sotto un centinaio di gnomi che con tutte le loro forze la spostavano da una parte all’altra senza farla cadere. Tutti e due i Re e la Regina ringraziarono il mago Bruno per averli aiutati e gli regalarono una bellissima coperta fatta dalla lana di quella pecora. Alla fine tutti gli abitanti di Bosco Buio e il mago passarono un inverno caldo e soffice.





Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Evelin64 : ..come per dire: "l'unione fa la forza"  Bellissima la morale di questa favola, complimenti! smile

albaincontro : Ciao mago, bentornato. Abbiamo bisogno di favole e di "lieto fine! Un bacione.

AllegroRagazzoMorto :  un degno inizio, per un nuovo inizio di anno... i tuoi spunti geniali e i tuoi racconti ancor più carichi sono la stamina ideale per appropinquarsi. Resto sempre convinto dell'idea che alcuni (geniali narratori) abbiano innata codesta capacità.. sia che narrino, sia che raccontino, sia che siano "semplicemente" dei carissimi amici. Gran bella storia, mi auguro la prima di un nuovo e lungo corso!!! Complimenti!

follettoarrabbiato : Mi piace e' bella nella sua semplicità e sono d'accordo con Evelin, dimostra che l'unione fa davvero la forza. Complimenti e in bocca al lupo anche al mago Bruno..

salyma : Il Mago Bruno con un grande cuore come quello del papà, si ma fatti leggere più spesso eh? magari quest'anno hai da studiare un po' più degli anni passati ma 10 minuti ogni tanto puoi trovarli dai!

giusi62 : bravissimo, questa favola mi è piaciuta molto!

Cicala:SRsiciliana : Chi scrive in modo semplice e fa capire a tutti il significato di un racconto, è già scrittore. La tua favola è bellissima e ti dirò che un giorno l’allievo supererà il maestro. Complimenti, Rita

patty1953 : Bellissima favola, già "l'unione fa la forza" come sempre nella vita complimenti......Ma un uccellino mi ha detto che domani è il compleanno di questo piccolo scrittore, allora per la paura di dimenticarmi li anticipo a oggi ( e poi così sono la prima eheheheh) tanti auguri cucciolo d'uomo un abbraccio Patrizia

Spiritwalker : Bella storia Bruno....colgo l'ccasione per farti tanti cari auguri per il tuo compleanno. Sono gli anni migliori quelli che stai vivendo: goditeli intensamente abbraccio


COMMENTO PER TUTTI QUELLI CHE SEGUONO ME E IL MAGO BRUNO

(24.02.2015)


Vi ringrazio tutti degli auguri e del fatto che da quando ho pubblicato il mio primo post voi mi seguite regalandomi degli ottimi suggerimenti per le mie storie e anche di tutte le cose belle che mi scrivete sempre riguardo alle storie, vi ringrazio anche del fatto che grazie a voi che avete pazienza nell'aspettare le mie storie smile insieme siamo riusciti a raggiungere un traguardo di ben 839 visualizzazioni ( e pensare che mi aspettavo solo 80 visualizzazioni smile smile ). Grazie a ogni vostro mi piace o commento io sento che riuscirò ad andare sempre più avanti nella mia scalata come blogger .

Be'  alla fine c'è solo una cosa da dire ed è GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE. Per il vostro sostegno al mio blog.

Ora metterò qui sotto tutti i preferiti del blog che grazie ai loro mi piace mi hanno aiutato a scrivere sempre di più:

AquilaBianca.tp - albaincontro - crenabog - crenabog3 - Evelin64 - gattina1950 - Hamsho - julia.pink - malenaRM - MorganaMagoo - mpm.roma - pumalui86 - salyma -sayen -serenella21 -Spiritwalker - tina67 - volaminelcuore6

Anche a chi non ho tra i preferiti dico GRAZIE di cuore. E ringrazio anche mio padre che mi ha fatto conoscere questo favoloso mondo delle storie.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

follettoarrabbiato : Ti auguro un futuro fatto solo di tutte le cose che desideri, di tanta tanta felicita' e tanto tanto di tutto. Auguroni di buon compleanno!!!

graffiteorici : ..Buon compleanno caro Bruno...anche se il regalo sta sera, l´ho ricevuto io..leggendo i tuoi scritti..grazie di cuore! un abbraccio e un bacio dolcissimo.

julia.pink : Ciao Bruno intanto sono felice di scoprire di essere tra i tuoi blog preferiti smile è bellissimo vedere che un ragazzo così giovane ha voglia di scrivere e lo fa così bene, del resto buon sangue non mente  continua così!

cioccolatino111 : Tanti, ma tanti Auguri di Buon Compleanno.  Un altro simpatico e ottimo scrittore ora! Ti auguro tante belle cose e ancora i miei migliori Auguri

MorganaMagoo : carissimi auguri Bruno, continua così che superi il papà..


*** FINE ***

giovedì 1 gennaio 2026

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLO GNOMO CHE RUBO' IL TESORO

(Prima pubblicazione in internet, nel blog di BRUNOAKIRA, mio figlio, che è l'autore: 02.10.2013)

© Crenabog 




C'era una volta, in un paese lontano lontano un pover'uomo che aveva perso tutte le sue ricchezze, a causa di uno gnomo pestifero che si aggirava in quei boschi. Quel signore un giorno si recò tra i boschi in cerca di funghi magici per le sue pozioni curative e come se le sue preghiere fossero state ascoltate intravide quello stesso gnomo che dieci anni prima lo aveva derubato. Tornato a casa, prese subito il tomo di magia bianca (dato che era una specie di mago) e si studiò il modo per riuscire a riprendersi il tesoro, detto fatto preparò una bottiglietta di idromele e tornò in quel bosco. Preparata la posizione dove mettere la bevanda si nascose dietro a un cespuglio e aspettò il suo arrivo, neanche fu passata una mezz'ora e arrivò lo gnomo che, dopo aver bevuto la bevanda, si mise a correre per arrivare a casa ma arrivato all'uscio si addormentò di colpo e andò a sbattere contro la porta. Il brav'uomo si affrettò a raggiungerlo e dopo averlo ritrovato aprì la porta scavata in un albero. Non potete capire la felicità dell'uomo che vide davanti a sé un grosso forziere con lo stemma della sua famiglia con sopra anche l'immagine della corona dato che lui prima di essere derubato era un nobile. Tornato a casa ripose il forziere nel laboratorio che era situato dietro a un muro, richiuse e portò allo gnomo (che nel frattempo si era svegliato) una bottiglia di limone per farlo svegliare. E salutato lo gnomo tornò a casa felice. lo gnomo però non sapeva nulla perché nella bottiglia di limonata gli era stata messa della pozione smemorina. E cosi nessuno seppe nulla..





Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Hamsho : Meglio del padre! Questo è sicuro!

brunoakira : x Hamsho : nooooo io mi ispiro a lui é lui il mio guru il mio maestro la mia ispirazione per le storie


*** FINE ***

lunedì 22 dicembre 2025

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLA FESTA NEL BOSCO

 (Prima pubblicazione 01.07.2013)

© Crenabog 




C'era una volta, oltre il villaggio che conosciamo bene, Bosco Buio e lì, sotto una collina ferveva la vita dei folletti e di re Brian Borough. Siccome il re amava le feste e non amava aspettare di essere invitato a quelle altrui, ben volentieri ne organizzava in proprio. Fu così che decise di darne una nel bosco e mandò le sue falene a portare gli inviti a tutto il Popolo Segreto. Ovviamente una falena andò a sbattere anche alla finestra del Narratore che, letto il minuscolo invito, si preparò a partire. Non aveva voglia di percorrere il consueto sentiero nel bosco, così percorse la via che portava alla spiaggia dei Giganti, allungando di molto la strada da fare. Mentre camminava sotto il sole, si accorse di una cosa strana: alla sua destra, nel folto del bosco che andava costeggiando, gli sembrava di vedere qualcuno camminare. Fermandosi non lo notava più, allora si inoltrò e vide chiaramente una figura umana avvicinarsi. Quando la raggiunse si accorse con stupore che era sè stesso: mentre cercava di raccapezzarsi sbucò un piccolo leprechaun da un cespuglio.

- Buongiorno Narratore, come mai da queste parti?
- Buongiorno a te! Passeggiavo per andare da re Brian Borough quando mi sono visto nel folto del bosco. Sai spiegarmi questa cosa?
- Ehhh... be', non avresti dovuto saperlo ma oramai tanto vale che te lo dica. Devi sapere che il Popolo Segreto ha creato i Sentieri Specchio, nei quali solo loro possono camminare, per andare da un luogo all'altro molto distanti tra loro. Siccome non vogliamo che gli umani conoscano questi sentieri, li abbiamo incantati e dunque riflettono quel che c'è intorno.






- Pensi che se lo percorressi arriverei più velocemente dal re?
- In realtà non si sa mai dove portino e non posso assicurarti la destinazione!,- disse ridendo il leprechaun. Il Narratore però volle provarci lo stesso, lo ringraziò e si incamminò nel Sentiero Specchio. Fatti pochi passi si trovò avvolto da una fitta nebbia: ne sbucò velocemente, ritrovandosi in una grande radura che riconobbe. Era giunto alle pendici del Monte Atro, parecchio lontano da dove voleva andare. Sentì delle voci e dei rumori avvicinarsi ed ecco giungere un gruppetto di elfi. Li salutò decorosamente e si presentò.
- Ti abbiamo sentito nominare, Narratore, - disse quello che sembrava il capo - anche se non ci siamo mai incontrati. Dove stai andando?
- Alla celebrazione organizzata da re Borough; anche voi?
- Effettivamente è così, anche se ci andiamo di rado. Non amiamo molto la vicinanza dei nani, ma ogni tanto è buona creanza che anche noi partecipiamo.
E fecero la lunga strada insieme. Il Narratore, ad un certo punto, mentre sostavano per cuocere della carne sul fuoco, chiese al capo del gruppo chi fosse uno strano elfo che li seguiva a breve distanza.
- Lo hai notato, vero? Non è proprio uno di noi, è un mezzelfo, nato da un elfo e da un umana, molti anni fa. E' un cantore, ma anche dopo tutti questi anni, ancora non si trova a suo agio insieme alla comunità elfica. D'altronde la nostra vita è lunghissima, speriamo possa abituarsi, prima o poi...






Giunsero al tramonto nel luogo dedicato alla festa e vi trovarono una enorme tavolata, carica di cibi elaborati e fumanti, tutt'intorno ogni specie del Popolo Segreto girava, rideva, chiacchierava e faceva baldoria. Perfino i kelpie caracollavano senza dar fastidio a nessuno, e sopportando gli scherzi dei pooka. Sedettero anche loro e mangiarono e bevvero birra, mentre l'atmosfera era riscaldata dall'enorme falò e dai canti e risa che si alzavano di continuo. Improvvisamente entrarono un nugolo di fate per danzare e gli occhi di tutti si rivolsero a loro. La fata nuova, inevitabilmente, accentrò su di sé l'attenzione, con la sua bravura magica ed impareggiabile. Il mezzelfo si alzò, le raggiunse e cominciò a cantare, la sua voce disumana e cristallina rivaleggiava con qualsiasi altro e superava di gran lunga ogni fantasia. Quando finì l'esibizione il mezzelfo e la fata nuova restarono a fissarsi a lungo.






Il Narratore si avvicinò a re Brian, lo prese sotto braccio, arraffarono due enormi boccali di birra spumeggiante e si allontanarono confabulando tra loro. A lungo gli raccontò le storie dei due, il mezzelfo e la nuova fata, e alla fine re Brian annuì più volte, mentre un gran sorriso gli invadeva la faccia. Ora, tutti sappiamo quanto potesse essere malevolo e inaffidabile, ma re Brian aveva anche il pregio di essere facilmente manipolabile. Il Narratore spinse sulla sua voglia di apparire magnanimo e gentile e ottenne che i due venissero ospitati dal re, per un lungo periodo, così da potersi conoscere meglio. E, come venne poi a sapere, mesi dopo, da un Tom  parecchio divertito, inevitabilmente si innamorarono e re Brian Borough, per non perdere la possibilità di veder danzare lei e sentir cantare lui, lasciò che andassero ad abitare in una delle sue villette fatate, vicino alla reggia, dove poterono unire le loro diversità, sfuggire dai rispettivi popoli che non sentivano veramente propri e vivere decorosamente. Il Narratore aveva previsto che solo tra loro avrebbero potuto stare a lungo: gli elfi hanno una vita quasi eterna e la nuova fata era già morta come umana e rinata magicamente, quindi non poteva morire di nuovo, naturalmente. Si ritenne felice di aver contribuito a risolvere i loro problemi e, ammettiamolo, magari se ne vantò anche un bel po' con Tom e sua moglie .



*** FINE ***







sabato 6 dicembre 2025

UN BREVE RIASSUNTO PER SPIEGARE I PERSONAGGI DELLA SAGA

 (Prima pubblicazione 11.07.2013)

© Crenabog 

Questo testo fa parte del post originale "PASSATEMPI ESTIVI" in cui chiedevo ai lettori del mio storico blog su Chatta.it di creare delle loro storie sullo stile della Saga del Narratore. Per aiutarli nel compito avevo quindi scritto una sorta di riassunto o, come si diceva una volta, un "dramatis personae" , affinché avessero memoria di come andavano le cose nella Saga. Mi auguro che torni utile e gradito anche ai nuovi lettori di questo blog.





- il Narratore, vive nell'Antico Villaggio e si guadagna da vivere raccontando le sue storie in giro per fiere e mercati

- Finbar , il figlio del Narratore, piccolo ma sveglio, cresce durante tutta la Saga 

- re Brian Borough, re dei Folletti, crapulone e capace di tiri mancini

- re Oberon e regina Titania, regnano su tutto il Popolo Segreto

- Paulie, la fata foca, innamorata del Narratore, vive ospite di Titania nel lago sotterraneo alla reggia

- il Popolo Segreto, tutto l'insieme degli esseri delle leggende inglesi, gallesi, irlandesi, celtiche

- Nani e Gnomi, vivono nelle grotte, non amano gli Elfi

- Spriggan, piccolissimi folletti ladri che vivono nei muri delle case

- Leprechaun, folletti maliziosi, quando si ubriacano diventano Claurichaun pestiferi

- Coboldi, vivono nelle montagne e comandano gli arcobaleni

- Kelpie, demone che prende la forma di cavallo selvaggio, spesso mortale

- Banshee, spirito che annuncia lutti e porta via le anime

- Fenoderee, folletti che vivono nei mulini abbandonati, lavorando la farina

- Fate, piccolissime, possono cambiare dimensione, volare, non sempre benevole

- il Signore del Wangshire, capostipite di una leggendaria stirpe di Mannari

- Berretto Rosso, mortale folletto, pericolosissimo

- la regina Mab, comanda sulle Fate, guida un calesse trainato da insetti

- re Firannan, comanda folletti e ha potere sugli elementi e sulla Morte

- Tuatha dè Danann, "i Figli di Diana", primordiale popolazione celtica guerriera

- Orchi, carnivori, vivono nella foresta

- Trolls, vivono nelle grotte dei monti, carnivori, al sole diventano di pietra

- l'Uomo della Luna, piccolissimo, può cambiare dimensione, vive sulla Luna dalla quale scende grazie al filo d'argento tessuto dal Ragno gigante che vive nel lato in ombra. Recentemente ha avuto una figlia da una fata.


Particolarità:

il Kelpie teme il segno della croce

la Banshee è astuta ma può essere ingannata

il Narratore ha ottimi rapporti con tutto il Popolo Segreto

Paulie, se riavesse la sua pelle di foca, dovrebbe tornare nel Mare del Nord


Luoghi:

l'Antico Villaggio arriva ai limiti di Bosco Buio, una immensa foresta dove vive il Popolo Segreto. Nel Bosco Buio ci sono molte radure, ad esempio la Radura dei Tumuli, e in queste ci sono le colline sotto cui sono le regge del Popolo Segreto. Oltre Bosco Buio partono le montagne, tra cui Monte Atro dove sono i trolls. Da lassù sgorga la fonte che diventa cascata e poi il fiume che attraversa Bosco Buio e il villaggio. A nord si arriva alla Spiaggia dei Giganti, lastricata da enormi pietre lanciate dai giganti che vi si combatterono, e al mare del Nord, da cui viene Paulie. La foresta è attraversata dai Sentieri Specchio che permettono al Popolo Segreto, magicamente, di recarsi da un luogo all'altro. Per questo esistono anche dei portali magici, ma sono rari. Tutto l'insieme deriva dalla consueta ambientazione delle leggende celtiche tranne il villaggio che, nel suo tran tran quotidiano, è un classico paesino rurale con le sue attività di commercio e agricoltura.  Nel Bosco Buio, non lontano dall'antico villaggio,  c'è la taverna di Tom de Danann che lì vive e lavora, insieme a sua moglie e a Vivvi, protagonista de "La piccola fata dell'aria", Il cognome di Tom lo ha sempre indotto a vantarsi di essere un legittimo discendente dei Tuatha.





*** FINE ***

venerdì 5 dicembre 2025

I RACCONTI RITROVATI: LA FAVOLA DELLE TRE GOCCE

 (Prima pubblicazione 08.06.2009)

© Crenabog 




C'era una volta un regno, lontano, lontano, ma così lontano che non ne avrete mai sentito parlare. Il Re che lo comandava aveva fatto tante guerre e aveva accumulato nel suo castello montagne di tesori ma quando non ci furono più nemici da conquistare si mise a prendere tutto quello che trovava nel suo regno e alla fine la sua gente non aveva più niente. Venne la siccità, i fiumi si seccarono e l'erba non crebbe più, così le greggi cominciarono a morire e la gente non aveva più niente da mangiare. Il tempo passava e le cose andavano sempre peggio e allora il Re decise di chiedere aiuto mandando in giro per il mondo i suoi araldi. Tempo dopo arrivò una carovana, la comandava un potente Mago venuto dalle terre del nord, al limite del mondo. Il Mago si presentò al Re dicendo: "Sire, ho portato con me una potente magia. Una goccia del mare del nord, carica di sale e di vento; quest'acqua rende i nostri pascoli verdi e le greggi grasse, i nostri monti sono sempre coperti di neve." Estrasse dalla tunica una scatolina d'oro e da essa trasse una ampollina di cristallo purissimo dal tappo d'oro. Si recarono nella piazza della città e sulla terra riarsa dal sole il Mago fece cadere la goccia magica ma... puff! Il terreno la assorbì senza che accadesse nulla. Il Mago rimase stupito e si scusò a lungo con il sovrano che lo mandò via. Pochi giorni dopo arrivò, dal sud del mondo, un altra spedizione guidata da un potente Negromante che si presentò così al sovrano:" Sire, ho portato con me una goccia dei laghi delle nostre terre, l'acqua è così pura e cristallina che tutto ciò che tocca cresce istantaneamente. La nostra frutta è celebre in tutta la Terra." Così dicendo, andarono a versarla nella piazza principale ma anche stavolta il terreno, così arido e secco la assorbì senza che nulla succedesse. Il Negromante si inginocchiò scusandosi e andò via, in silenzio. Il Re passava ormai le notti sveglio, ascoltando i lamenti del suo popolo che raggiungevano le finestre del castello e non sapeva più che fare quando una mattina, di buon ora, si presentò alla reggia un mendicante, coperto di stracci e di polvere che, semplicemente, gli disse:" Sire, venite con me." Lo accompagnò nella piazza dal terreno ormai spaccato dal sole e, volgendosi intorno, con un dito gli indicò le mura delle case che si sgretolavano, le colline brulle, gli animali morti e abbandonati nei campi e i volti disperati della gente che si affacciavano da dietro le finestre. Il Re si sentì così triste, ma così triste per quel che era accaduto che cominciò a piangere e una lacrima cadde in terra. Subito spuntò un germoglio poi tanti fili d'erba che si rincorsero , facendo a gara a ricoprire colline e vallate. Poco dopo, grandi nubi si addensarono in cielo e venne la pioggia che riempì di nuovo i laghi e i fiumi. Il Re e il mendicante restarono lì, fradici, col volto alzato e ridevano felici perché non serve la magia quando un buon pentimento cancella tanti peccati .





*** FINE ***

mercoledì 26 novembre 2025

I RACCONTI RITROVATI: LA FAVOLA DI RE BRIAN E I DONI PERICOLOSI

(Prima pubblicazione 11.10.2010)

© Crenabog 

AVVERTENZA. questa favola non rientra nel continuum della Saga del Narratore. E' una storia a sé stante che fu pubblicata nel blog di "ninfeadelnilo ", una cara amica blogger che come me scriveva su Chatta.it . Questa storia è molto antecedente alla Saga vera e propria, infatti Finbar, il figlio del Narratore, qui è ancora un ragazzino, e anche lo stile è quello delle prime favole e non quello della Saga. Mi auguro comunque che a voi nuovi lettori, che state apprezzando questi miei racconti, possa divertire.




C'era una volta, nel villaggio che ben conosciamo, il figlio del narratore che, come sempre, non riusciva a starsene fermo dentro casa ma amava sin troppo andare a girare nel Bosco Buio. Dunque, anche quel giorno preparò la sua sacchetta di cose da mangiare, piccoli doni per chi - del Popolo Segreto - avesse incontrato, e si incamminò per il sentiero. Arrivato che fu nella radura dei Tumuli si sedette e, come spesso avveniva, di lì a poco giunse re Brian Borough con un gruppetto di folletti suoi cortigiani. Stavano trascinando un sacco così grande, ma così grande che il piccolo non sapeva se mettersi a ridere o essere preoccupato. Dopo aver ben salutato tutti, chiese a re Brian cosa mai avesse là dentro e lui, ghignando pericolosamente, disse che aveva dei regali a sorpresa per certe persone del villaggio che non erano state abbastanza riguardose verso di lui. 

Oh!, - disse il bambino - e cosa mai volete fare, Sire? 

Re Brian, ovviamente, punto sul vivo, si scatenò subito nel raccontargli tutto: - Devi sapere che il locandiere non ha permesso ai miei folletti di scaldarsi vicino al suo camino ed ecco, qui dentro ho Ariel il gobelin che col suo ombrello gli tapperà la canna fumaria e gli riempirà la locanda di fumo! L'acquaiolo non ha lasciato che il mio troll riempisse le sue borracce al pozzo e allora gli manderò Samir il leprechaun con un cammello magico che si berrà tutta l'acqua del suo pozzo. E il maestro della scuola ha sgridato uno dei miei figlioli scambiati, che avevo mandato nella sua aula per imparare a scrivere. Perciò gli manderò Fox il nano pazzo, travestito da bambino, così ogni volta che vorrà insegnare qualcosa Fox gli riderà in faccia e nessuno gli crederà più. E infine...una favolosa zanzara gigante che mi era stata regalata dal re dei nani di Kazad-Dhum e che , se devo essere sincero, col suo chiasso mi impedisce di dormire. Non vedo l'ora di liberarla fuori dai confini del mio regno così da starmene un poco in pace!

 Re Brian se la rideva a crepapelle al pensiero di quel che avrebbe combinato da lì a poco e il bambino pensava a come avrebbe potuto evitare tutto quel pasticcio e disse:

- Sire, potrei forse farvi un meraviglioso dono in cambio della promessa di tenere per voi tutte quelle persone?

Il re , ovviamente incuriosito, chiese subito di cosa si trattasse. 

- Ecco Sire, ho con me la biglia più grande e più bella che sia mai stata fatta! Quando la rimirerete, Ariel potrà proteggerla dai raggi del sole col suo ombrello, Samir lascerà che rotoli sulle gobbe del cammello per il vostro divertimento, Fox vi dirà quali strane visioni vedrà al suo interno e potrete spassarvela a far danzare la vostra zanzara sulla mia biglia. Sarà uno spettacolo unico! 

Re Brian Borough non ci pensò un attimo, allungò la mano con la promessa che avrebbe desistito da spedire quei guai al villaggio e il bambino trasse di tasca una biglia enorme, di vetro azzurro purissimo con microscopiche scaglie d'oro all'interno, dono che un giorno, di nascosto al narratore, gli aveva fatto Paulie, la fata foca che amava suo padre, per farlo felice. Gliela diede, certo che Paulie non se ne sarebbe dispiaciuta, e una volta ancora salvò il villaggio da quel pestifero re Brian!




*** FINE ***