** Raccolta dei capitoli della Saga del Narratore e l'Antico Villaggio, pubblicati sulla piattaforma Chatta.it dal 2008 al 2025, e i nuovi racconti.** Tutti i racconti presenti su questo blog sono opere originali e anche le illustrazioni generate con strumenti di intelligenza artificiale, sotto direzione creativa dell'autore, sono rilasciate sotto la stessa licenza Creative Commons BY-NC-ND 3.0 . Copyright Crenabog. E' vietata la riproduzione non autorizzata.**
martedì 6 gennaio 2026
UN EVENTO INATTESO ( Cosa successe a Paulie e al Narratore)
lunedì 5 gennaio 2026
I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLA INVASIONE DEGLI GNOMI
(Prima pubblicazione su Chatta.it nel blog Brunoakira, mio figlio, 18.10.2013)
© Crenabog
Un giorno, nel paese del nostro mago giunse uno strano signore che, appena arrivato si mise a cercare la casa del mago, ma prima che vi entrasse, entrò il contadino Mac Jonson, che lo aveva incontrato per strada e, siccome era un grande impiccione, come una gran furia disse-: Signor Bruno,signor Bruno, è arrivato un uomo che vuole incontrarla, cosa faccio? Lo faccio entrare?
Il mago Bruno con tutta calma disse-: Certo, signor Mac Jonson, lo faccia entrare pure.
E con tutta calma si rimise a leggere il suo libro di formule e stregoneria che si portava sempre dietro durante i viaggi per i regni della magia. Ad un tratto si sentì un bussare alla porta:
TUMP TUMP !
- Chi è? - chiese il mago, mentre velocemente il signor Mac Jonson usciva dalla porta sul retro.
Subito la risposta:- Sono il portavoce del regno di Re Oberon e della Regina Titania, i regnanti su tutti gli esseri del popolo segreto. Posso entrare? - chiese.
- Entri - disse subito il mago che sapeva che quando veniva il loro portavoce doveva trattarsi di una cosa urgente.
- Salve, sono il portavoce del Re Oberon che mi manda da lei per chiederle di venire a corte per motivi importanti.- disse entrando il portavoce.
- Ma lei è… è un elfo!- esclamò Bruno.
- Si, perché?- chiese curioso l’elfo.
- No nulla, è raro che ne mandino uno! Comunque andiamo, preparo la sacca e arrivo subito cosi il mago prese tutto quello che gli serviva per partire, come: erbe magiche, pozioni varie, un rametto di timo serpillo per le fate maligne e una campana d’argento per i lupi mannari, e le provviste per il viaggio. - Bene, possiamo andare.-
Dopo aver attraversato il paesino si trovarono dentro una foresta e dopo una buon ora di cammino arrivarono a un palazzo stupendo e maestoso.
- Uh! Come mai il palazzo è qui, e non sotto la collina, come al solito?
- Perché solo pochi umani scelti possono vedere il popolo segreto, e quindi ogni tanto sua Maestà si diverte a farlo uscire all'aperto, tanto nessuno se ne accorgerebbe.
E detto questo entrarono dentro il palazzo, che era già buio.
- Qui è dove starà per un po’ di tempo. Re Oberon la riceverà domani. - disse l'elfo. Il mago rispose:- D'accordo, siccome è tardi e sono stanco, sarà il caso che vada a dormire. Vuole gentilmente indicarmi la mia camera? , - e l'elfo, saltellando, gli fece strada nell'intrico di corridoi, mentre nell'aria si levavano i risolini sussurrati dei piccoli folletti, fate e altri appartenenti al Popolo Segreto che, passando di lì, vedevano il mago camminare tranquillo con il suo valigione di stoffa.
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sabato 3 gennaio 2026
I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLE PECORE INVERNALI
(Prima pubblicazione su Chatta.it nel blog Brunoakira, mio figlio, 18.01.2015)
© Crenabog
Commenti scelti dei lettori dell'epoca :
Evelin64 : ..come per dire: "l'unione fa la forza" Bellissima la morale di questa favola, complimenti! smile
albaincontro : Ciao mago, bentornato. Abbiamo bisogno di favole e di "lieto fine! Un bacione.
AllegroRagazzoMorto : un degno inizio, per un nuovo inizio di anno... i tuoi spunti geniali e i tuoi racconti ancor più carichi sono la stamina ideale per appropinquarsi. Resto sempre convinto dell'idea che alcuni (geniali narratori) abbiano innata codesta capacità.. sia che narrino, sia che raccontino, sia che siano "semplicemente" dei carissimi amici. Gran bella storia, mi auguro la prima di un nuovo e lungo corso!!! Complimenti!
follettoarrabbiato : Mi piace e' bella nella sua semplicità e sono d'accordo con Evelin, dimostra che l'unione fa davvero la forza. Complimenti e in bocca al lupo anche al mago Bruno..
salyma : Il Mago Bruno con un grande cuore come quello del papà, si ma fatti leggere più spesso eh? magari quest'anno hai da studiare un po' più degli anni passati ma 10 minuti ogni tanto puoi trovarli dai!
giusi62 : bravissimo, questa favola mi è piaciuta molto!
Cicala:SRsiciliana : Chi scrive in modo semplice e fa capire a tutti il significato di un racconto, è già scrittore. La tua favola è bellissima e ti dirò che un giorno l’allievo supererà il maestro. Complimenti, Rita
patty1953 : Bellissima favola, già "l'unione fa la forza" come sempre nella vita complimenti......Ma un uccellino mi ha detto che domani è il compleanno di questo piccolo scrittore, allora per la paura di dimenticarmi li anticipo a oggi ( e poi così sono la prima eheheheh) tanti auguri cucciolo d'uomo un abbraccio Patrizia
Spiritwalker : Bella storia Bruno....colgo l'ccasione per farti tanti cari auguri per il tuo compleanno. Sono gli anni migliori quelli che stai vivendo: goditeli intensamente abbraccio
COMMENTO PER TUTTI QUELLI CHE SEGUONO ME E IL MAGO BRUNO
(24.02.2015)
Vi ringrazio tutti degli auguri e del fatto che da quando ho pubblicato il mio primo post voi mi seguite regalandomi degli ottimi suggerimenti per le mie storie e anche di tutte le cose belle che mi scrivete sempre riguardo alle storie, vi ringrazio anche del fatto che grazie a voi che avete pazienza nell'aspettare le mie storie smile insieme siamo riusciti a raggiungere un traguardo di ben 839 visualizzazioni ( e pensare che mi aspettavo solo 80 visualizzazioni smile smile ). Grazie a ogni vostro mi piace o commento io sento che riuscirò ad andare sempre più avanti nella mia scalata come blogger .
Be' alla fine c'è solo una cosa da dire ed è GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE. Per il vostro sostegno al mio blog.
Ora metterò qui sotto tutti i preferiti del blog che grazie ai loro mi piace mi hanno aiutato a scrivere sempre di più:
AquilaBianca.tp - albaincontro - crenabog - crenabog3 - Evelin64 - gattina1950 - Hamsho - julia.pink - malenaRM - MorganaMagoo - mpm.roma - pumalui86 - salyma -sayen -serenella21 -Spiritwalker - tina67 - volaminelcuore6
Anche a chi non ho tra i preferiti dico GRAZIE di cuore. E ringrazio anche mio padre che mi ha fatto conoscere questo favoloso mondo delle storie.
Commenti scelti dei lettori dell'epoca :
follettoarrabbiato : Ti auguro un futuro fatto solo di tutte le cose che desideri, di tanta tanta felicita' e tanto tanto di tutto. Auguroni di buon compleanno!!!
graffiteorici : ..Buon compleanno caro Bruno...anche se il regalo sta sera, l´ho ricevuto io..leggendo i tuoi scritti..grazie di cuore! un abbraccio e un bacio dolcissimo.
julia.pink : Ciao Bruno intanto sono felice di scoprire di essere tra i tuoi blog preferiti smile è bellissimo vedere che un ragazzo così giovane ha voglia di scrivere e lo fa così bene, del resto buon sangue non mente continua così!
cioccolatino111 : Tanti, ma tanti Auguri di Buon Compleanno. Un altro simpatico e ottimo scrittore ora! Ti auguro tante belle cose e ancora i miei migliori Auguri
MorganaMagoo : carissimi auguri Bruno, continua così che superi il papà..
sabato 6 dicembre 2025
LE FAVOLE DEI LETTORI: LA FAVOLA DI PRIMA DEL DORMIRE di "Gattina1950"
(Prima pubblicazione 30.07.2013)
Copyright Gattina1950
N;B: Come per i precedenti, una precisazione: questo racconto che ha inviato Gattina1950 fa parte del gioco che avevo proposto, nel mio storico blog su Chatta.it, con il post PASSATEMPI ESTIVI, e consisteva nello scrivere un testo usando i personaggi, i luoghi e le relazioni tra loro che potete trovare nelle mie favole della Saga del Narratore e l'Antico Villaggio sparse qua e là nel blog. Stavolta tocca a Gattina1950 che ha ideato un raccontino lontano dall'idea della favola vera e propria ma comunque attinente data la presenza di vari caratteri comuni. Un grazie anche a lei per aver partecipato e buona lettura a tutti, anche ai nuovi utenti di questo blog.
A me piace credere di avere in casa dentro una fenditura del muro tanti piccoli Spriggan folletti ladruncoli che aspettano il momento che in casa tutto é buio e noi andiamo a letto per uscire e fare baldoria con i Leprechaun a base di succhi di frutta e caramelle, altrimenti diventano cattivelli..
Molte volte anche le Fate sono invitate a queste festicciole, sono piccole, qualcuna più grande, capaci anche di fare tiri mancini se non prese in considerazione.
Appena le luci si spengono loro escono, e si raccontano cose che solo loro conoscono, però a volte li ho sentiti.. parlavano del Popolo Segreto, e dei loro abitanti, Nani e Gnomi che vivono nei boschi, i Coboldi che vivono sulle montagne, dei Trolls che sono nelle grotte e anfratti dei monti.
Io ho immaginato il loro mondo.. non è poi così lontano.. a me è sembrato fosse uguale a quello che ho visto in vacanza..
Mi sono svegliata e mi sono accorta di essermi addormentata al computer sognando un mondo fantastico, un viaggio della fantasia, ma che spesso ho fatto camminando per i boschi, oltre il Bosco Buio.. dove iniziano le montagne, con cascate, con il fiume e il villaggio.
Ma forse non mi sono ancora svegliata del tutto, perché mi sembra anche di vedere Paulie che parla del suo amore, che lo racconta al vento, e lui lo porta con sé.. oltre la foresta.. dove gli arcobaleni hanno una miriade di colori, dove tutto è più bello, più semplice, più vero.. ecco stavo davvero sognando.. peccato..
LE FAVOLE DEI LETTORI: LA FAVOLA DELLA PICCOLA FATA di "Cioccolatino111"
(Prima pubblicazione 25.07.2013)
Copyright Cioccolatino111
N:B: questi racconti ritrovati, sono stati creati dai miei vecchi lettori del blog originale e non sempre si inseriscono nella Saga del Narratore e l'Antico Villaggio: come fatto in precedenza per il racconto inviato da MorganaMagoo, è la volta della storia mandata da C.ioccolatino111, per la quale ci vogliono alcune piccole precisazioni. C.ioccolatino111 ha chiamato l'Antico Villaggio col nome di Brescello, perché nel mio canovaccio descrivevo il villaggio come una via di mezzo tra i classici luoghi irlandesi o scozzesi e la tanto amata Brescello di Don Camillo e Peppone, cioè un posto fuori dal tempo preciso ma comunque lontana dal caos. Tenete conto che il villaggio - nella Saga - non viene mai nominato, così come il Narratore e suo figlio, per il quale il nome viene rivelato solo nelle ultime storie. Ma comunque il racconto è simpatico anche così com'è, dato che avevo dato libertà a tutti di esprimersi come preferivano. Buona lettura!
Poco lontano dal grazioso Brescello, sorgeva un fitto bosco in cui si dipanavano colline, radure, fiumi e cascatelle cristalline. Gli aggrovigliati rovi, la distesa di enormi alberi e il folto fogliame lo rendevano buio persino di giorno. Per questo motivo, molti anni or sono, gli abitanti del luogo lo soprannominarono "il Bosco Buio".
Le case che gli erano più vicine, dopo il calar del sole, parevano disabitate. Gli abitanti raccontavano che la sera sentivano rumori sinistri, scricchiolii e altri suoni strani provenire dal bosco...alcuni paesani, nell'intento di chiudere le persiane e i solidi portoni...si erano addirittura convinti di intravedere ombre furtive, corpi deformi, correre veloci qua e là tra gli alberi.
Mai nessuno ebbe l'ardire di attraversare il bosco di sera, tanto meno di notte.. fino a ieri.
Arrivò al villaggio uno straniero di primo mattino, il quale pernottò alla locanda del "Gatto che fuma".
Un tempo, il non tanto compianto Conte Guercino possedeva uno grosso grasso animale. Egli fu chiamato a questo modo dai paesani proprio a causa del suo enorme gatto guercio e bianco come un albume.
Una sola macchietta marrone macchiava il candido pelo ed era posizionata proprio all'angolo della bocca. La macchia aveva la forma di un sigaro e ogni volta che qualcuno guardava il muso del gatto.. gli pareva che fumasse un sigaro.
Il gattone aveva il vizio di appollaiarsi sul bancone del bar e scattare come un fulmine ogni qual volta che vedeva dall'occhio buono grossi ratti bighellonare nei paraggi.
Quando l'animale passò a miglior vita...il locandiere non si sognò neanche per l'abbaino del cervelletto di cambiare il nome alla locanda perché essa era diventata nota proprio grazie al suo placido "fumatore".
L'oste diede allo straniero la camera più bella e pulita che aveva.. e in quella vi erano un letto con un materasso e un cuscino fatti di lana infeltrita, un comodino e un cassettone in legno di betulla...un alto armadio a due ante odoroso di muffa a cui mancavano le chiavi nelle serrature e che sembrava incollato al muro per pietà.
Lo straniero non fece caso alla squallida stanza.. ma al piccolo bagno quando vi entrò sì perché notò un buco e dentro esso una piccola e logora borsa nera.
Stette a pensare un pochetto cosa fare...se consegnarla al taverniere...oppure...si chinò per..
sssssssshhhhh ...sentì uno strano sibilo e in quel mentre la borsa si mosse.
Lesto si alzò, fece due passi indietro e sbatté una spalla contro la porta...ma non sentì dolore perché la sua concentrazione era impegnata sulla borsa.
SSSSSSSSSSSSHHHHHHHSSSSSSSSSS ancora si mosse!
Orripilato e confuso, strisciò nella sua mente un mostriciattolo repellente e viscido, il quale, probabilmente, stava cambiando pelle nella borsa proprio in quell'istante.
Non ebbe il coraggio di avvicinarsi alla borsa di stoffa fino a quando non gli parve di percepire un miagolio sommesso.
- "i serpenti non miagolano" - pensò..
SSSSSSSSSSSSHHHHSSSSSSSSS iiiiiiiaooo
La borsa sbatté ancora di qua e di là...e si aprì.
Nuovamente lo straniero si ritrasse rapido e aprì la porta del bagno per darsela gambe in spalla!!
Di fatto...un piccolo serpentello verde uscì dalla borsa, ma era curioso che avesse ali colorate di un giallo splendente. Il serpente luccicava di fulgida luce infatti e inchiodò su di sé lo sguardo dello straniero prima di cambiare sembianze mostrando di essere una bellissima e minuscola fata.
Lo straniero in principio non credette a ciò che vide e strabuzzò gli occhi..
- Chi sei? - chiese con voce bassa e dubbiosa.
- Oddio...ma è impossibile tu mi vedi...mi vedi, mi senti? - gli rispose una vocina.
- Certo che ti vedo e ti sento piccola...come ho visto prima uno strano serpente con le ali! -
"Non posso tenere per me questa novità...la devo raccontare per forza a re Oberon e alla regina Titania e non saranno per nulla entusiasti di ciò che dirò loro!" pensò la fatina.
All'improvviso, una risata profonda vibrò nella stanza e non si fermò fino..
- Ma insomma! Cos'hai da abbaiare? Sembri i Trolls quando ridono. -
- E cosa sarebbero questi Trolls ? -
- Somigliano un po' ai vostri cani...ma non sono veri cani -
- ah ah ah ah che colpo di buonisima sorte ho avuto...arrivo in questo luogo, sicuro di non trovare alcuna prova dell'esistenza di gnomi, fate e folletti.. certo di poter confutare le sciocchezze, ogni diceria sorte nella mia città e limitrofi...e cosa trovo? Le prove delle balordaggini a cui non credevo ma che invece son veritiere. -
- Ma come parli umano? -
- Non farci caso...dimmi, come ti chiami piccolo sogno? -
- Non posso dirtelo..-
- Bene, dolce "nonpossodirtelo"...da dove vieni? Chi ti ha infilata in quella borsa? -
- E' una storia terrificante umano...e non so se faccio bene a raccontartela! -
- Non temere, se la storia oltre ad essere terrificante è anche confidenziale, io so mantenere un segreto. -
La fatina stette un momento a pensare se fosse meglio per lei dire o non dire...alla fine..
- Appartengo al Popolo Segreto che abita nel Bosco Buio...come voi altri, anche noi abbiamo amici e nemici. Ed è stato proprio un nostro acerrimo nemico...Berretto Rosso...a rapirmi e ad infilarmi in quella borsa maleodorante. Per puro caso ho ascoltato una conversazione tra lui e il Signore del Wangshire...ma prima che potessi sgattaiolare via e spiattellare tutto a re Oberon, il malefico folletto mi ha vista e in un lampo mi ha imprigionata in quella borsa e mi ha nascosta alla locanda. -
Ripensando al discorso sentito tra i due...la fata iniziò ad agitarsi.
- Debbo correre da re Oberon e dalla regina Titania - disse con voce tremante - per dire loro cosa stanno tramando i maledetti. Debbo affrettarmi umano...prima che arrivino con i Banshee alle colline per decimare il Popolo Segreto !! -
- Aspetta...non andartene, io..! -
Ma la fatina in preda al panico, non lo ascoltò e volò via velocissima!
- "Mamma ho sonno"..."
- "Va bene, continueremo la storia domani sera tesoro...ora dormi!" -
*** FINE ***
LE FAVOLE DEI LETTORI : IL FURTO DEGLI SPRIGGAN di "Morganamagoo"
(Prima pubblicazione 24.07.2013)
© MorganaMagoo
N.B. sul mio vecchio blog invitai gli altri lettori-scrittori a creare alcune favole brevi e ora le ho ritrovate. Non sono direttamente collegabili alla Saga del Narratore e l'Antico Villaggio ma trovo giusto salvarle, visto che il vecchio blog verrà chiuso e tutti gli scritti andranno perduti. Buona lettura.
Quella mattina i Tuatha dè Danann erano un pò agitati, la voce che correva diceva che alcuni Spriggan avevano rubato loro degli attrezzi per riparare le armi, per cui queste ultime erano praticamente inservibili; avrebbero dovuto catturarne uno, e farsi spiegare il perché dei vari furti, oppure ..
.. chiamarono alcune Fate ed esposero il loro problema. le Fatine corsero subito dalla Regina Mab che, dopo aver ascoltato, cominciò a pensare.
Chi poteva essere stato, e soprattutto perché? Questa era la domanda..
A chi potevano servire quegli attrezzi che servivano esclusivamente per riparare e saldare le spade?
Agli Spriggan no di sicuro, loro erano solo dei ladruncoli.
Pensò pensò e pensò ..ed ecco .. intuizione da Regina....,pensò subito all'Omino della Luna...al suo filo d'argento.. forse si era spezzato? ok, c'era il Ragno gigante che avrebbe saputo ripararlo, ma lui viveva sulla Luna, dall'altra parte della Luna.
,,,l'Omino forse aveva avuto necessità di ripararlo subito e velocemente e, conoscendo la natura ladresca degli Spriggan .. avrebbe fatto sicuramente prima a chiedere loro un aiuto veloce..
La Regina Mab salì sul calesse e si fece portare subito dall'Omino della Luna. Lo beccò in flagranza di reato, era talmente assorto ed intento a riparare quel magico filo d'argento con gli attrezzi degli Spriggan, che manco si accorse dell'arrivo della Regina.
" Signor Omino della Luna, vedo con piacere che abbiamo ritrovato gli attrezzi degli Spriggan, non che ne sia felice, io non sopporto le armi, ma comunque si tratta di un furto".
"Regina Mab Regina Mab, non dica niente a Re Oberon percarità, era mia intenzione far sistemare tutto dagli Spriggannon appena aggiustato il Filo d'argento!"
" Ma Omino perchè rubare? Non potevi chiedere?"
"Regina Mab, avevo fretta, il Ragno gigante è dalla parte opposta della Luna e non mi sentiva, io ho provato a chiamarlo, ma mia figlia era rimasta lì e non riusciva più a ritornare, piangeva, urlava, dovevo aggiustare in fretta il filo! Non avevo tempo di andare a chiedere permessi in giro, avevo frettissima!"
"Uomo, ti capisco ma non ti giustifico. Se hai aggiustato il filo, fai riavere immediatamente tutti gli attrezzi ai Tuatha dè Danann, prima che sia troppo tardi, sai quanto furiosi possano diventare!"."Sì sì adesso è tutto a posto, gli Spriggan sono pronti per andare a restituire tutto".
"Per questa volta non dirò niente a re Oberon e a regina Titania,ma hai un debito d'onore con me, Uomo della Luna. Corri a prendere tua figlia e ci risentiremo. Vai". E la regina Mab risalì sul calesse e ritornò nel suo Regno. Tutto, alla fine, si era risolto per il meglio. I Tuatha dè Danann ritrovarono tutte le attrezzature al loro posto, ringraziarono le Fate, ma non seppero mai cos'era successo quella notte. Rimase un segreto tra Fata Mab e l'Uomo della Luna.
*** FINE ***
venerdì 5 dicembre 2025
I RACCONTI RITROVATI: LA FAVOLA DELLE TRE GOCCE
(Prima pubblicazione 08.06.2009)
© Crenabog
C'era una volta un regno, lontano, lontano, ma così lontano che non ne avrete mai sentito parlare. Il Re che lo comandava aveva fatto tante guerre e aveva accumulato nel suo castello montagne di tesori ma quando non ci furono più nemici da conquistare si mise a prendere tutto quello che trovava nel suo regno e alla fine la sua gente non aveva più niente. Venne la siccità, i fiumi si seccarono e l'erba non crebbe più, così le greggi cominciarono a morire e la gente non aveva più niente da mangiare. Il tempo passava e le cose andavano sempre peggio e allora il Re decise di chiedere aiuto mandando in giro per il mondo i suoi araldi. Tempo dopo arrivò una carovana, la comandava un potente Mago venuto dalle terre del nord, al limite del mondo. Il Mago si presentò al Re dicendo: "Sire, ho portato con me una potente magia. Una goccia del mare del nord, carica di sale e di vento; quest'acqua rende i nostri pascoli verdi e le greggi grasse, i nostri monti sono sempre coperti di neve." Estrasse dalla tunica una scatolina d'oro e da essa trasse una ampollina di cristallo purissimo dal tappo d'oro. Si recarono nella piazza della città e sulla terra riarsa dal sole il Mago fece cadere la goccia magica ma... puff! Il terreno la assorbì senza che accadesse nulla. Il Mago rimase stupito e si scusò a lungo con il sovrano che lo mandò via. Pochi giorni dopo arrivò, dal sud del mondo, un altra spedizione guidata da un potente Negromante che si presentò così al sovrano:" Sire, ho portato con me una goccia dei laghi delle nostre terre, l'acqua è così pura e cristallina che tutto ciò che tocca cresce istantaneamente. La nostra frutta è celebre in tutta la Terra." Così dicendo, andarono a versarla nella piazza principale ma anche stavolta il terreno, così arido e secco la assorbì senza che nulla succedesse. Il Negromante si inginocchiò scusandosi e andò via, in silenzio. Il Re passava ormai le notti sveglio, ascoltando i lamenti del suo popolo che raggiungevano le finestre del castello e non sapeva più che fare quando una mattina, di buon ora, si presentò alla reggia un mendicante, coperto di stracci e di polvere che, semplicemente, gli disse:" Sire, venite con me." Lo accompagnò nella piazza dal terreno ormai spaccato dal sole e, volgendosi intorno, con un dito gli indicò le mura delle case che si sgretolavano, le colline brulle, gli animali morti e abbandonati nei campi e i volti disperati della gente che si affacciavano da dietro le finestre. Il Re si sentì così triste, ma così triste per quel che era accaduto che cominciò a piangere e una lacrima cadde in terra. Subito spuntò un germoglio poi tanti fili d'erba che si rincorsero , facendo a gara a ricoprire colline e vallate. Poco dopo, grandi nubi si addensarono in cielo e venne la pioggia che riempì di nuovo i laghi e i fiumi. Il Re e il mendicante restarono lì, fradici, col volto alzato e ridevano felici perché non serve la magia quando un buon pentimento cancella tanti peccati .
*** FINE ***
sabato 29 novembre 2025
LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (settima e ultima puntata)
(Prima pubblicazione 11.03.2020)
© Crenabog
- Avete visto, e avete sentito. D'ora in poi, se incontrerete il Palug fate finta di niente, probabilmente non vi attaccherà ma state comunque attenti, non si sa mai cosa abbia in mente, intanto prepareremo un luogo dedicato a lui dove lasciargli da mangiare sperando che si comporti bene. E se un giorno capiremo che se ne è andato, organizzeremo una festa più grandiosa di questa. Anzi, a tale scopo, nomino già da adesso re Brian ad occuparsi del luogo per il Cath e della organizzazione della festa, quando e se ci sarà.
A queste parole re Brian, che già si era notevolmente ubriacato durante la cena, salì sul tavolo e iniziò a ballare una giga cantando a squarciagola, tra gli applausi di tutti i suoi sudditi che lo avevano accompagnato e le risate degli altri.
Titania si rivolse al Narratore:
- Oberon sapeva bene che Brian sarebbe stato contento e avrebbe sfogato così la sua soddisfazione, ha fatto bene a dargli questo incarico, come vedi si stanno rilassando tutti al guardarlo. Ma veniamo a noi, desidero che sappiate che non ce l'ho con voi due per aver portato qui il Palug, ovviamente non vedevate in lui altro che un normale gatto, anche se di dimensioni molto più grandi del solito. E anche che il vostro dono è stato davvero gradito, perché mi avete dimostrato molte cose, che avete pensato a me, che avete cercato qualcosa di inusuale, e molto raro davvero, e che avrebbe aumentato ancora i miei poteri e - perché negarlo - la mia bellezza, cosa che nessuna donna, dalla più brutta delle Spriggan alla più bella delle Fate, negherebbe mai di desiderare. Quindi abbiate i miei ringraziamenti più sentiti ed in virtù di questo - anche per i molti anni di lieta compagnia che hai donato a tutto il popolo dei Sidhe e a noi - voglio che brindiate con me.
Titania batté le mani e tre fate giunsero in volo, recando bicchieri d'argento niellato con ricami dorati; li posarono davanti ai regnanti, a Paulie e al Narratore e subito volarono via dopo un breve inchino.
- Che la salute sia sempre al vostro fianco, maestà, e il regno dei Sidhe viva per sempre, - disse il Narratore.
- Gioia e felicità a voi, che guidiate tutti in armonia e pace ,- disse Paulie.
- E che questo brindisi faccia felici anche voi, - disse re Oberon, ammiccando verso Titania.
Mentre bevevano il Narratore iniziò a sentire un leggero stordimento, che imputò al vino denso e corposo proveniente dalle vigne dei Broghan di là dal fiume, che era stato servito con larghezza ai tavoli. Un calore morbido e soffuso lo avvolse, e pensò che sarebbe stato più indicato tornare a sedersi prima di perdere l'equilibrio, così si sedette guardandosi intorno vagamente confuso.
- Cosa hai, amore? ,- disse Paulie prendendogli una mano e accarezzandogli la nuca.
- Non so, mi sento un po' strano, sarò stanco, o forse ho bevuto un po' troppo vino..
- Non penso sia colpa del vino, amico mio ,- disse Oberon, ridacchiando. -Sai, sono anni che io e mia moglie pensiamo a come ringraziarti per tutto quello che hai fatto per noi, le battaglie combattute insieme, le mille storie con cui ci hai rallegrati, tutti i consigli che hai dato a noi due e a tutto il popolo senza mai tirarti indietro, come se fossi sempre stato uno di noi. Ora, vedi, sappiamo bene che quando tuo figlio è rinato fatato voi due avete finito per allontanarvi, anche se non ve ne rendete conto. Chiaro, lui ora fa parte del Popolo Segreto e come Cinnia avrà una vita lunghissima , come noi, come anche Paulie visto che è una Selkie, e tu lentamente finirai per invecchiare e lasciarci. E' il normale cerchio della vita per gli umani, lo sappiamo entrambi, però questo ci ha fatto pensare a trovare un modo per tenerti vicino il più possibile; quindi, considerato che la regina Titania è da sempre dotata di una infinita bellezza e, anche se tra moltissimo tempo, comunque invecchierà con me abbiamo pensato di comune accordo che l'acqua della fonte della eterna giovinezza era sì, un dono davvero regale, ma che lei non ne aveva veramente bisogno mentre chi ne avrebbe avuto il miglior vantaggio saresti stato proprio tu. Perciò, mi auguro che il vino che ti abbiamo dato non abbia risentito troppo dell'acqua della fonte che Titania ci ha versato dentro ,- e anche la regina si unì al marito nelle risate. Il Narratore era rimasto sbalordito dal tiro che gli avevano giocato, e non sapeva come ringraziarli: davvero un onore troppo grande per chi non aveva mai chiesto nulla se non l'amicizia e il rispetto che tutti gli dimostravano.
- Che ne dici, tesoro, per quanti anni vuoi sopportarmi ancora, visto quel che è successo?
- Per tutto il tempo che avremo, sciocco.. - disse la piccola Selkie, baciandolo.
LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (sesta puntata)
(Prima pubblicazione 26.02.2020)
© Crenabog
- Vogliate perdonare, maestà, ho paura che sia colpa nostra. Quando siamo andati a Tir na nOg con Morgana, nel ritornare ci siamo accorti che questo gatto era salito a bordo ma, quando abbiamo preso il sentiero per tornare qui lo avevo perso di vista e pensavo se ne fosse andato in giro per Bosco Buio, non immaginavo certo che fosse sgusciato dentro mentre varcavamo il portone. In effetti, direi che non lo abbiamo proprio visto farlo e la cosa mi lascia piuttosto perplesso.
Titania e Oberon si guardarono negli occhi poi lui lasciò che lei proseguisse:
- Non c'è da essere perplessi, amico mio. Con questo qui bisogna andarci davvero cauti, penso che Morgana lo abbia riconosciuto e sia stata ben felice di essersene liberata. E direi che so anche perché era a bordo, considerato la sua natura beffarda. Tu sai qualcosa di una delle nostre più antiche leggende, quella del re Arthur?
- Poco, invero, se non che combatté contro invasori e fu ucciso in battaglia.
- Già, è passato talmente tanto tempo che anche la storia diventa leggenda, poi mito, poi viene dimenticata del tutto. Arthur fu ferito, nella battaglia contro Mordred a Camdan, e si sparse la voce che fosse morto e fosse stato sepolto ad Avalon. Ma non andò così, il re guarì e tornò a regnare per un breve periodo, mentre lontano dalle sue terre ancora gli antichi dei si agitavano e creavano mostri e sortilegi. A Llanfair, Henwen diede alla luce un minuscolo gatto nero che venne trovato dagli abitanti della zona e da questi gettato in mare dove, per qualche magia, mutò colore del manto e riuscì a nuotare fino a Ynys Mòn. Laggiù qualcuno ebbe la cattiva idea di prenderlo e crescerlo ma non ricevettero ringraziamenti, anzi. Una volta diventato enorme scatenò il suo spirito selvaggio e uccise quasi duecento abitanti e soldati; perciò Arthur, informato della cosa, raggiunse con i suoi quelle terre e iniziò a dargli la caccia. Il fatto che tu lo veda qui dovrebbe farti capire come sia finita, ferì a morte il re e sparì nella foresta. La sorella del re, Morgana, lo raccolse e non ad Avalon lo seppellì ma nella cripta del suo castello, a Hy Breasil, e con le sue spoglie mortali lei, che è una grande maga, ha vissuto per centinaia d'anni, viaggiando senza posa. Capisci anche perchè questo, il Chat Palug delle antiche storie, si sia preso il divertimento di salire su Hy Breasil, per farsi beffe di Arthur ancora una volta. Non scherzate con il Chat Palug, - continuò, alzando la voce affinchè tutti, nel salone potessero sentirla, - non sottovalutatelo e non offendetelo. Troppe terre ha devastato, troppe vite lo hanno saziato. Quindi sia il benvenuto, continuiamo la nostra festa rendendo omaggio al Cath Palug e che qualsiasi casa o sentiero della Contea sia aperto al suo passaggio.
Mentre tutti ascoltavano il lungo racconto di Titania, con timore e stupore, il gatto se ne rimase acciambellato su un prezioso tappeto, come se la festa fosse per lui e niente altro lo preoccupasse. Poi alzò la grande testa, gli occhi gialli brillarono mentre sembrava annuire alla regina; e sempre silenziosamente, come se pesasse meno di una piuma a dispetto dell'enorme mole, attraversò il salone e se ne andò su per le scale.
Continua - e termina - nella settima puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 7
LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (quinta puntata)
(Prima pubblicazione 24.02.2020)
© Crenabog
Giunti in vista della spiaggia dei giganti, Paulie e il Narratore raccolsero le loro cose e si accinsero a salutare Morgana, la quale sembrava piuttosto accigliata. Il Narratore volle chiedergliene conto, temendo di aver fatto qualcosa che poteva esserle dispiaciuta, ma la regina di Hy Breasil rispose:
- Non preoccuparti, vecchio amico, non è per causa vostra che sto in pensiero. E' piuttosto il nostro ospite che mi dà da pensare.
- Ti riferisci al gatto che è salito a bordo?
- Esattamente. Ci sono antiche storie che potresti non aver mai sentito, nel corso dei tuoi viaggi, e solo persone che hanno vissuto quanto ho vissuto io potrebbero ancora ricordare. Ed è strano che proprio sulla mia isola sia voluto salire, se veramente è chi penso io.
- Non posso negare di essere davvero curioso, a questo punto. Puoi dirmi di cosa si tratta?
- Preferisco di no, se non lo è, meglio così; se malauguratamente ho ragione allora tutti dovremo stare molto attenti. Penserò io a lui, andate pure a casa tranquilli.
E così dicendo abbracciò entrambi e lasciò che tornassero a terra mentre la sua corte fatata si assicurava che l'isola fosse adeguatamente ferma contro la riva di lastroni di pietra della spiaggia dei giganti. Così, si rimisero in cammino dirigendosi verso il folto boschivo che li avrebbe condotti al sentiero specchio. Il Narratore aveva evitato di mettere Paulie al corrente delle ultime parole di Morgana, non voleva che la selkie avesse pensieri paurosi o immaginasse cose capaci di spaventarla; mentre camminavano spediti nel fatato intrico del sentiero specchio, come tutti gli altri simili circondato da una vegetazione così fitta da sembrare un muro e che si univa in alto a formare una sorta di tunnel semibuio, un sommesso fruscio arrivò alle sue orecchie, e non poteva trattarsi dello stormire delle foglie. I sentieri specchio infatti erano luoghi magici, sottoposti a leggi fisiche diverse da quelle naturali, che in poche decine di metri racchiudevano interi viaggi tra una zona e l'altra della Contea e anche oltre: in essi regnava quiete e silenzio, rotti a volte soltanto dai passi dei viaggiatori che li adoperavano. Una volta raggiunta l'estremità e sbucati nella radura che li avrebbe condotti alle due colline vicine, i regni sotterranei di Oberon e di Brian Borough, il Narratore si fermò, si guardò intorno e da un cespuglio cosparso di bacche vide spuntare l'enorme gatto che aveva viaggiato con loro su Hy Breasil. Sembrava non badare a loro, anzi, appariva evidentemente ben deciso a camminare nella loro stessa direzione:
- Ma, è arrivato fin qui! - esclamò Paulie, accorgendosi della presenza inattesa.
- Sembra proprio che non siamo destinati a liberarcene come avevo creduto, - le rispose lui. - Non so che intenzioni abbia.
- Intenzioni? Ma è un gatto, starà solo camminando in una zona che non conosce, visto che è lontano da Tir na nOg. Sempre che venisse da lì, chiaramente.
- Paulie, amore mio, mi auguro che sia come dici tu.
Continua nella sesta puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 6
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