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martedì 6 gennaio 2026

UN EVENTO INATTESO ( Cosa successe a Paulie e al Narratore)

(Prima pubblicazione su Blogspot: 07.01.2026)
© Crenabog







Titania guardò il lago sotterraneo e rimase perplessa. Certo, pensò, era bello, l' acqua della fonte termale era alla giusta temperatura, i funghi magici che ricoprivano la enorme grotta posta sotto la collina dove era celata la corte di suo marito, il re Oberon, signore dei Sidhe - il Popolo Segreto degli esseri magici - davano all' ambiente la luce morbida e soffusa perenne.. Ma Titania non era davvero soddisfatta. La villetta costruita dagli gnomi sulla riva era molto graziosa ed accogliente, la distesa di fiori bianchi e neri creata dall' Uomo della Luna mandava un profumo inebriante , eppure Titania si stava convincendo che la villetta, il suo regalo a Paulie - la selkie che aveva sposato il Narratore - affinché, essendo una fata foca potesse nuotare quando voleva, non fosse proprio indicata per la vita in comune dei due sposi. Il Popolo Segreto amava e rispettava il Narratore, che infinite volte era stato protagonista della loro storia e ci tenevano a che vivesse felice con Paulie. Proprio questo tormentava Titania, come fare affinché il Narratore godesse della luce del sole e Paulie del lago sotterraneo? Decise di parlarne con Oberon, avrebbe trovato di certo una soluzione.

Così fu, approfittando del fatto che il Narratore e Paulie erano partiti per andare a visitare Morgana sull'isola di Hy Breasil - il regno fluttuante della sorella di Merlino - re Oberon fece velocemente costruire sulla sua collina una nuova deliziosa villetta e gli gnomi scavarono fino a collegare la nuova alla vecchia con una lunga e larga scala a chiocciola, così Paulie poteva andare a nuotare in tutta comodità. Titania si sentiva finalmente soddisfatta e ammirò la soluzione scelta da re Oberon. Suo marito poteva essere un tipo terribile, capace di burle monumentali, ma amava la coppia e anche lui voleva che vivessero bene vicino alla reggia. Era una splendida giornata di sole quella che accompagnava il viaggio di ritorno della coppia; Paulie sedeva con suo marito sul sedile della grande carrozza coperta dal telo , tipica di quelle lande, trainata dai due massicci cavalli abituati a viaggiare lungo le strade rurali. Il vento leggero muoveva dolcemente i lunghi capelli neri della selkie e il Narratore, con il suo aspetto di uomo anziano - benché l' acqua della eterna giovinezza che re Oberon gli aveva fatto bere a sua insaputa lo avesse dotato di una nuova lunghissima vita - sempre guardava con infinito amore le sembianze quasi infantili del suo unico vero amore. Ricordò il loro primo incontro sulla Scogliera dei Giganti , quando la selkie gli aveva fatto dono della sua pelle di foca, rinunciando al suo aspetto fatato per seguire l'uomo di cui si era innamorata in sembianze umane. Paulie era antica, come tutte le fate, quasi immortale e se non fosse stato per il dono di re Oberon le loro esistenze non avrebbero potuto durare lo stesso tempo. Ma Paulie restava una ragazzina e il Narratore restava visivamente l' uomo anziano che era diventato fino ad allora. Peccato, penso' il Narratore, gli sarebbe piaciuto sembrare ancora giovane.. Arrivati in vista della grande collina che celava la sontuosa reggia dei Sidhe e più sotto la grotta col lago dove vivevano, Paulie esclamò: - Caro, guarda! C'è una villetta sopra la collina! Il Narratore disse:- Oh, cos'è questa novità? Cosa avrà combinato stavolta re Oberon? Arrivati ai piedi della collina trovarono a riceverli Oberon e Titania con tutta la corte e l' immancabile ridacchiante re Brian - il re dei folletti, braccio destro di re Oberon - che erano stati avvertiti del loro arrivo dai kelpies guardiani del bosco. La coppia reale andò loro incontro sorridente, re Oberon disse: - Ben tornati! Fatto buon viaggio? E Morgana vi ha trattato bene? Il Narratore: - Sì, certo! Siamo felici di rivedervi ma... Scusate la curiosità, chi è venuto ad abitare sulla collina? Titania, ridendo: - È la vostra nuova casa! Così potete godervi il sole, l' aria del bosco e scendere al lago di Paulie quando vorrete con la scala che abbiamo costruito! Su, venite a vedere se vi piace! Paulie, emozionata, sotto braccio a Titania, varcò per prima la porta esclamando la sua felicità nel vedere la bella villetta in legno e pietra arredata graziosamente dalle fate. Re Oberon intanto chiacchierò a lungo con il Narratore, spiegandogli il desiderio di Titania e facendosi raccontare le ultime notizie da Hy Breasil, poi la corte dei Sidhe si ritirò nella reggia lasciandoli a prendere possesso della nuova casa. La coppia si divertì a guardare dappertutto poi, dopo aver cenato con i piatti che gli erano stati lasciati, andò a dormire, sopraffatti dalla stanchezza del viaggio e dall' emozione per il regalo.. Il canto degli uccelli del bosco ai piedi della collina, e la dolce luce del sole che filtrava dalle finestre, accompagnarono il loro risveglio. Era stata una notte di amore coniugale ed entrambi si sentivano ancora un po' confusi; il Narratore accarezzò il bel viso di sua moglie che iniziava ad aprire gli occhi e pensò che c'era qualcosa di diverso, ma era talmente abituato a lei che non riusciva a capire.. Poi d'improvviso esclamò: - Amore! Ma... Sei diventata bionda! Paulie si mise a sedere, prese i suoi capelli tra le dita, se li guardò e disse: - Oh! Hai ragione! E cos'è questa novità! I lunghi capelli neri della selkie erano diventati biondi, luminosi, a boccoli. Forse ancora più belli di prima, pensò lui in tutta sincerità, domandandosi come fosse successo. Paulie decise di andare a chiedere spiegazioni a Titania e dunque si recarono direttamente alla reggia passando per il corridoio interno alla villetta che li collegava all' interno della collina, saggiamente voluto da re Oberon in fase di costruzione. Arrivati nella sala del trono trovarono la coppia reale intenta a banchettare una sterminata colazione insieme a re Brian e a fate, folletti, gnomi, kelpies e chiunque altro fosse lì. Titania vide Paulie ed esclamò: - Per Crom! Non pensavo che sarebbe successa una cosa simile! Paulie: - Regina, vorresti spiegarci come mai sono diventata bionda? Re Brian rise: - Mamma mia, se eri bella prima adesso davvero non ho parole! Titania: - Brian, sei sempre il solito, vedi di comportarti bene! Allora, amici miei, sì, in effetti c'è un motivo anche se non pensavo succedesse questo. Il fatto è che abbiamo incantato la villetta con ogni sortilegio legato agli esseri umani, per darvi tutte le protezioni possibili ora che vivete fuori dalla collina. Questo non ha sortito effetti strani sul Narratore, che è umano, mentre tu sei diventata un po' più umana. Come? Cambiando l'aspetto naturale delle selkies quando non vestono la pelle di foca, cioè i capelli neri. Paulie, tesoro, ti dispiace tanto essere diventata un pochino più simile all' essenza di tuo marito? Compreso la situazione Paulie disse: - Ah, ecco il perché! Be', in verità la sola cosa che mi importa.. È se a lui piaccio ancora.. Il Narratore la abbracciò commosso, e disse: - Amore mio, non smetterai di piacermi neanche tra cent'anni..
Re Oberon sospirò, per fortuna non ci sarebbero stati litigi dovuti al curioso effetto degli incantesimi di sua moglie, perciò ordinò di fare spazio anche a loro e banchettarono allegramente tutti insieme, bevendo forse anche qualche boccale di troppo per festeggiare la nuova Paulie.







*** FINE ***


lunedì 5 gennaio 2026

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLA INVASIONE DEGLI GNOMI

 (Prima pubblicazione su Chatta.it nel blog Brunoakira, mio figlio, 18.10.2013)

© Crenabog 





Un giorno, nel paese del nostro mago giunse uno strano signore che, appena arrivato si mise a cercare la casa del mago, ma prima che vi entrasse, entrò il contadino Mac Jonson, che lo aveva incontrato per strada e, siccome era un grande impiccione, come una gran furia disse-: Signor Bruno,signor Bruno, è arrivato un uomo che vuole incontrarla, cosa faccio? Lo faccio entrare?

Il mago Bruno con tutta calma disse-: Certo, signor Mac Jonson, lo faccia entrare pure.

E con tutta calma si rimise a leggere il suo libro di formule e stregoneria che si portava sempre dietro durante i viaggi per i regni della magia. Ad un tratto si sentì un bussare alla porta:

TUMP TUMP !

- Chi è? - chiese il mago, mentre velocemente il signor Mac Jonson usciva dalla porta sul retro.

Subito la risposta:- Sono il portavoce del regno di Re Oberon e della Regina Titania, i regnanti su tutti gli esseri del popolo segreto. Posso entrare? - chiese.

- Entri - disse subito il mago che sapeva che quando veniva il loro portavoce doveva trattarsi di una cosa urgente.

- Salve, sono il portavoce del Re Oberon che mi manda da lei per chiederle di venire a corte per motivi importanti.- disse entrando il portavoce.

- Ma lei è… è un elfo!- esclamò Bruno.

- Si, perché?- chiese curioso l’elfo.

- No nulla, è raro che ne mandino uno! Comunque andiamo, preparo la sacca e arrivo subito cosi il mago prese tutto quello che gli serviva per partire, come: erbe magiche, pozioni varie, un rametto di timo serpillo per le fate maligne e una campana d’argento per i lupi mannari, e le provviste per il viaggio. - Bene, possiamo andare.-

Dopo aver attraversato il paesino si trovarono dentro una foresta e dopo una buon ora di cammino arrivarono a un palazzo stupendo e maestoso. 

 - Uh! Come mai il palazzo è qui, e non sotto la collina, come al solito?  

- Perché solo pochi umani scelti possono vedere il popolo segreto, e quindi ogni tanto sua Maestà si diverte a farlo uscire all'aperto, tanto nessuno se ne accorgerebbe. 

E detto questo entrarono dentro il palazzo, che era già buio.

 - Qui è dove starà per un po’ di tempo. Re Oberon la riceverà domani. - disse l'elfo. Il mago rispose:- D'accordo, siccome è tardi e sono stanco, sarà il caso che vada a dormire. Vuole gentilmente indicarmi la mia camera? , - e l'elfo, saltellando, gli fece strada nell'intrico di corridoi, mentre nell'aria si levavano i risolini sussurrati dei piccoli folletti, fate e altri appartenenti al Popolo Segreto che, passando di lì, vedevano il mago camminare tranquillo con il suo valigione di stoffa.

******

E così fu che il mago Bruno fu chiamato da re Oberon che lo aspettava a pranzo, dove mangiarono tutte cose strabilianti che avevano cucinato i folletti che erano il popolo del re. C'erano molte cose vegetali, erbe aromatiche, formaggi, cacciagione in stufato e altre cose del genere. Insomma, il mago mangiò con piacere e re Oberon gli disse che doveva aiutarlo perché stava per succedere un problema.
- Che cosa succede, Maestà? - chiese il mago.
- Succede che ci sono arrivate notizie dalla periferia del nostro regno che dicono che sta arrivando una invasione di gnomi!
- Ah! e perché?
- Come perché, perché sì. Comunque, dicono che sono scappati dalle loro terre perché sono stati invasi dai troll che sono scesi dalle montagne perché le montagne sono state invase dagli elfi, che sono scappati dalle loro terre perché erano state invase da un drago. E così si sono spostati tutti!
Il mago pensò e disse: - E allora che volete fare?
- Non ce ne vogliamo andare anche noi! Quindi devono andarsene loro. Che ne dici, come facciamo?
- Ma voi volete fare una guerra, Maestà? - disse il mago Bruno che si era preoccupato.
- Ma no, vogliamo solo che non vengano qua!
- Pensiamoci sopra.. e così ci pensarono, e ancora, e ancora, e arrivò ora di cena e tutti i folletti portarono la cena e mangiarono roba profumata. E si rimisero a pensare, e re Oberon bevve anche del liquore e il mago Bruno si fumò la pipa. E così arrivarono all'ora di colazione e mentre i folletti portavano latte, biscotti e dolcetti il mago disse:- Ho avuto una idea!

******

Tutti i folletti e il re andarono in cima alla montagna da cui vedevano le pianure in lontananza e aspettarono che arrivavano gli gnomi. Poi li videro, un mucchio di gnomi, una valanga di gnomi, una baraonda di gnomi che arrivavano correndo da lontano in mezzo a un mare di polvere, strillando e facendo macello. Ma mentre quelli arrivavano seguendo la strada principale che portava al regno del re dei folletti, il mago Bruno fece le sue magie recitando degli incantesimi e muovendo le mani e agitando il lungo bastone magico che si portava sempre dietro. Così la strada sembrò spostarsi e finì dentro il bosco, con tutti gli gnomi che ci correvano sopra, e poi la strada arrivò fino ad una parete di roccia dove il mago aveva fatto apparire il buco di una caverna e ci entrarono tutti sempre di corsa. Quando che furono tutti dentro il mago fece sparire l'entrata e i folletti videro alzarsi la finta montagna in volo. Perché era un incantesimo e tutti gli gnomi che ci stavano dentro volarono oltre le terre degli gnomi, poi oltre quelle dei troll e quelle degli elfi e quelle del drago. E finirono in una terra dove non c'era nessuno e uscirono e lì costruirono le loro grotte, i loro palazzi, i loro villaggi e insomma tutto quello che gli piaceva. Re Oberon fu molto soddisfatto e ordinò ai folletti di fare almeno una settimana di festa con grandi mangiate e regali che si scambiarono tra di loro perché erano contenti e anche al mago Bruno ne diedero molti. Così tutti furono felici e tranquilli e ognuno aveva trovato un posto dove stare!






*** Fine ***

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

ViolaNeve : Caro Bruno, qualcuno, vedo, ti ha dato una bella impronta. E oltretutto dimostri di avere molta fantasia.

crenabog : non mi copiare, peste !
brunoakira : Oh babbo ma che tu vo' i' scrivo come te da tuo discendente stretto!

MorganaMagoo : sei bravissimo a scrivere, complimenti, ciao!

Spiritwalker : bellissimo epilogo...tanti auguri di Buon Natale e di uno splendido 2014 !

salyma : Ah! quanto mi piacerebbe possedere anche solo per un giorno il bastone di Mago Bruno, solo un giorno, per togliermi qualche piccola soddisfazione. Senza fare male a nessuno eh? spostarli solo da un'altra parte 
Sei stato molto bravo nella descrizione di tutta la favola e la morale è, mai fare guerre con il prossimo ma ognuno a casa propria senza invadere le terre e i possedimenti altrui 
Grazie degli auguri che ricambio a te e famiglia, che il nuovo anno che sta per arrivare ti porti tanta felicità 
Sai che sei davvero bravo nello scrivere favole? del resto non poteva essere diversamente.....guarda che papi ti ritrovi!!!
Ciaooooooooooooooo

serenella21 : i folletti trovarono una nuova terra dove ognuno aveva trovato un posto
dove stare ..Bella storia Bruno
tanti auguri di un buon ANNO NUOVO
auguri

ViolaNeve : Mangiando mangiando, arrivano le idee. Bello vero? E tutto come per magia, va al giusto posto e così si festeggia, ricominciando a mangiare!
Se anche nella realtà ogni cosa si potesse risolvere davvero così, semplicemente e naturalmente, sarebbe una meraviglia.
Mi associo al tuo papà: scrivi. Anche questa è "magia" e tu sei davvero in gamba.
Buon Anno Bruno


sabato 3 gennaio 2026

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLE PECORE INVERNALI

 (Prima pubblicazione su Chatta.it nel blog Brunoakira, mio figlio, 18.01.2015)

© Crenabog 




Anche quell’anno era arrivato l’inverno nel villaggio del mago Bruno, e tutti si preparavano mettendo da parte cibo e altre provviste e per riscaldarsi iniziavano ad accendere i camini e a mettere coperte pesanti per riscaldare i letti e i lettini. Intanto a Bosco Buio Re Oberon e Re Brian pensavano a come fare per superare l’inverno perché avevano usato tutte le coperte per mantenere al caldo i malati e gli animali. Allora pensarono che sarebbero servite altre coperte di lana, così chiamarono il mago Bruno per avere un aiuto, per avere altre coperte, dato che conosceva tanti allevatori e quindi poteva chiedere se poteva averne un po’ . Quando il mago arrivò nel palazzo di Re Oberon disse che poteva dargli una mano, chiese solo due botti di idromele che poteva barattare con la lana, Oberon acconsentì a dare le botti, poi si salutarono e Bruno partì con il carretto con l‘idromele. Quando arrivò al primo allevamento chiese al proprietario se poteva vendergli un po’ di lana ma, l’allevatore gli disse che aveva venduto tutta la lana e gli era rimasta solo quella sufficiente per riscaldare lui e la sua famiglia, allora ringraziò e andò via. Continuando il suo viaggio raggiunse vari allevamenti ma la storia era sempre la stessa, o avevano venduto tutta la lana oppure avevano iniziato ad allevare altri animali. Arrivò in un villaggio dove chiedendo a vari allevatori riuscì a trovarne uno che possedeva un gregge di pecore giganti che gli producevano dei grandi guadagni, allora il mago si recò velocemente in quell’allevamento, chiedendo se poteva avere una di quelle pecore e che l’avrebbe pagato in maniera sostanziosa facendogli vedere le due botti. L’allevatore accettò l’offerta e aiutò Bruno a caricare la pecora sul carretto. Subito dopo iniziò il viaggio di ritorno verso Bosco Buio. Quando arrivò vide Re Oberon, la Regina Titania e Re Brian che lo aspettavano con al loro fianco uno squadrone di gnomi tutti pronti a tosare la pecora ed un altro squadrone pronto a creare delle splendide coperte dalla lana. Quando si fermò tutti gli gnomi sollevarono la pecora e la fecero scendere , la scena fu piuttosto buffa perché si vedeva questa pecora che si muoveva senza muovere le zampe e sotto un centinaio di gnomi che con tutte le loro forze la spostavano da una parte all’altra senza farla cadere. Tutti e due i Re e la Regina ringraziarono il mago Bruno per averli aiutati e gli regalarono una bellissima coperta fatta dalla lana di quella pecora. Alla fine tutti gli abitanti di Bosco Buio e il mago passarono un inverno caldo e soffice.





Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Evelin64 : ..come per dire: "l'unione fa la forza"  Bellissima la morale di questa favola, complimenti! smile

albaincontro : Ciao mago, bentornato. Abbiamo bisogno di favole e di "lieto fine! Un bacione.

AllegroRagazzoMorto :  un degno inizio, per un nuovo inizio di anno... i tuoi spunti geniali e i tuoi racconti ancor più carichi sono la stamina ideale per appropinquarsi. Resto sempre convinto dell'idea che alcuni (geniali narratori) abbiano innata codesta capacità.. sia che narrino, sia che raccontino, sia che siano "semplicemente" dei carissimi amici. Gran bella storia, mi auguro la prima di un nuovo e lungo corso!!! Complimenti!

follettoarrabbiato : Mi piace e' bella nella sua semplicità e sono d'accordo con Evelin, dimostra che l'unione fa davvero la forza. Complimenti e in bocca al lupo anche al mago Bruno..

salyma : Il Mago Bruno con un grande cuore come quello del papà, si ma fatti leggere più spesso eh? magari quest'anno hai da studiare un po' più degli anni passati ma 10 minuti ogni tanto puoi trovarli dai!

giusi62 : bravissimo, questa favola mi è piaciuta molto!

Cicala:SRsiciliana : Chi scrive in modo semplice e fa capire a tutti il significato di un racconto, è già scrittore. La tua favola è bellissima e ti dirò che un giorno l’allievo supererà il maestro. Complimenti, Rita

patty1953 : Bellissima favola, già "l'unione fa la forza" come sempre nella vita complimenti......Ma un uccellino mi ha detto che domani è il compleanno di questo piccolo scrittore, allora per la paura di dimenticarmi li anticipo a oggi ( e poi così sono la prima eheheheh) tanti auguri cucciolo d'uomo un abbraccio Patrizia

Spiritwalker : Bella storia Bruno....colgo l'ccasione per farti tanti cari auguri per il tuo compleanno. Sono gli anni migliori quelli che stai vivendo: goditeli intensamente abbraccio


COMMENTO PER TUTTI QUELLI CHE SEGUONO ME E IL MAGO BRUNO

(24.02.2015)


Vi ringrazio tutti degli auguri e del fatto che da quando ho pubblicato il mio primo post voi mi seguite regalandomi degli ottimi suggerimenti per le mie storie e anche di tutte le cose belle che mi scrivete sempre riguardo alle storie, vi ringrazio anche del fatto che grazie a voi che avete pazienza nell'aspettare le mie storie smile insieme siamo riusciti a raggiungere un traguardo di ben 839 visualizzazioni ( e pensare che mi aspettavo solo 80 visualizzazioni smile smile ). Grazie a ogni vostro mi piace o commento io sento che riuscirò ad andare sempre più avanti nella mia scalata come blogger .

Be'  alla fine c'è solo una cosa da dire ed è GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE. Per il vostro sostegno al mio blog.

Ora metterò qui sotto tutti i preferiti del blog che grazie ai loro mi piace mi hanno aiutato a scrivere sempre di più:

AquilaBianca.tp - albaincontro - crenabog - crenabog3 - Evelin64 - gattina1950 - Hamsho - julia.pink - malenaRM - MorganaMagoo - mpm.roma - pumalui86 - salyma -sayen -serenella21 -Spiritwalker - tina67 - volaminelcuore6

Anche a chi non ho tra i preferiti dico GRAZIE di cuore. E ringrazio anche mio padre che mi ha fatto conoscere questo favoloso mondo delle storie.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

follettoarrabbiato : Ti auguro un futuro fatto solo di tutte le cose che desideri, di tanta tanta felicita' e tanto tanto di tutto. Auguroni di buon compleanno!!!

graffiteorici : ..Buon compleanno caro Bruno...anche se il regalo sta sera, l´ho ricevuto io..leggendo i tuoi scritti..grazie di cuore! un abbraccio e un bacio dolcissimo.

julia.pink : Ciao Bruno intanto sono felice di scoprire di essere tra i tuoi blog preferiti smile è bellissimo vedere che un ragazzo così giovane ha voglia di scrivere e lo fa così bene, del resto buon sangue non mente  continua così!

cioccolatino111 : Tanti, ma tanti Auguri di Buon Compleanno.  Un altro simpatico e ottimo scrittore ora! Ti auguro tante belle cose e ancora i miei migliori Auguri

MorganaMagoo : carissimi auguri Bruno, continua così che superi il papà..


*** FINE ***

sabato 6 dicembre 2025

LE FAVOLE DEI LETTORI: LA FAVOLA DI PRIMA DEL DORMIRE di "Gattina1950"

 (Prima pubblicazione 30.07.2013)

Copyright Gattina1950

N;B:  Come per i precedenti, una precisazione: questo racconto che ha inviato Gattina1950 fa parte del gioco che avevo proposto, nel mio storico blog su Chatta.it, con il post PASSATEMPI ESTIVI, e consisteva nello scrivere un testo usando i personaggi, i luoghi e le relazioni tra loro che potete trovare nelle mie favole della Saga del Narratore e l'Antico Villaggio sparse qua e là nel blog. Stavolta tocca a Gattina1950 che ha ideato un raccontino lontano dall'idea della favola vera e propria ma comunque attinente data la presenza di vari caratteri comuni. Un grazie anche a lei per aver partecipato e buona lettura a tutti, anche ai nuovi utenti di questo blog.






A me piace credere di avere in casa dentro una fenditura del muro tanti piccoli Spriggan folletti ladruncoli che aspettano il momento che in casa tutto é buio e noi andiamo a letto per uscire e fare baldoria con i Leprechaun a base di succhi di frutta e caramelle, altrimenti diventano cattivelli..

Molte volte anche le Fate sono invitate a queste festicciole, sono piccole, qualcuna più grande, capaci anche di fare tiri mancini se non prese in considerazione.

Appena le luci si spengono loro escono, e si raccontano cose che solo loro conoscono, però a volte li ho sentiti.. parlavano del Popolo Segreto, e dei loro abitanti, Nani e Gnomi che vivono nei boschi, i Coboldi che vivono sulle montagne, dei Trolls che sono nelle grotte e anfratti dei monti.

Io ho immaginato il loro mondo.. non è poi così lontano.. a me è sembrato fosse uguale a quello che ho visto in vacanza..

Mi sono svegliata e mi sono accorta di essermi addormentata al computer sognando un mondo fantastico, un viaggio della fantasia, ma che spesso ho fatto camminando per i boschi, oltre il Bosco Buio.. dove iniziano le montagne, con cascate, con il fiume e il villaggio.

Ma forse non mi sono ancora svegliata del tutto, perché mi sembra anche di vedere Paulie che parla del suo amore, che lo racconta al vento, e lui lo porta con sé.. oltre la foresta.. dove gli arcobaleni hanno una miriade di colori, dove tutto è più bello, più semplice, più vero.. ecco stavo davvero sognando.. peccato..





*** FINE ***


                                                                          

LE FAVOLE DEI LETTORI: LA FAVOLA DELLA PICCOLA FATA di "Cioccolatino111"

 (Prima pubblicazione 25.07.2013)

Copyright Cioccolatino111

N:B: questi racconti ritrovati, sono stati creati dai miei vecchi lettori del blog originale e non sempre si inseriscono nella Saga del Narratore e l'Antico Villaggio: come fatto in precedenza per il racconto inviato da MorganaMagoo, è la volta della storia mandata da C.ioccolatino111, per la quale ci vogliono alcune piccole precisazioni. C.ioccolatino111 ha chiamato l'Antico Villaggio col nome di Brescello, perché nel mio canovaccio descrivevo il villaggio come una via di mezzo tra i classici luoghi irlandesi o scozzesi e la tanto amata Brescello di Don Camillo e Peppone, cioè un posto fuori dal tempo preciso ma comunque lontana dal caos. Tenete conto che il villaggio - nella Saga - non viene mai nominato, così come il Narratore e suo figlio, per il quale il nome viene rivelato solo nelle ultime storie. Ma comunque il racconto è simpatico anche così com'è, dato che avevo dato libertà a tutti di esprimersi come preferivano. Buona lettura!




Poco lontano dal grazioso Brescello, sorgeva un fitto bosco in cui si dipanavano colline, radure, fiumi e cascatelle cristalline. Gli aggrovigliati rovi, la distesa di enormi alberi e il folto fogliame lo rendevano buio persino di giorno. Per questo motivo, molti anni or sono, gli abitanti del luogo lo soprannominarono "il Bosco Buio".

Le case che gli erano più vicine, dopo il calar del sole, parevano disabitate. Gli abitanti raccontavano che la sera sentivano rumori sinistri, scricchiolii e altri suoni strani provenire dal bosco...alcuni paesani, nell'intento di chiudere le persiane e i solidi portoni...si erano addirittura convinti di intravedere ombre furtive, corpi deformi, correre veloci qua e là tra gli alberi.

Mai nessuno ebbe l'ardire di attraversare il bosco di sera, tanto meno di notte.. fino a ieri.

Arrivò al villaggio uno straniero di primo mattino, il quale pernottò alla locanda del "Gatto che fuma".

Un tempo, il non tanto compianto Conte Guercino possedeva uno grosso grasso animale. Egli fu chiamato a questo modo dai paesani proprio a causa del suo enorme gatto guercio e bianco come un albume.

Una sola macchietta marrone macchiava il candido pelo ed era posizionata proprio all'angolo della bocca. La macchia aveva la forma di un sigaro e ogni volta che qualcuno guardava il muso del gatto.. gli pareva che fumasse un sigaro.

Il gattone aveva il vizio di appollaiarsi sul bancone del bar e scattare come un fulmine ogni qual volta che vedeva dall'occhio buono grossi ratti bighellonare nei paraggi.

Quando l'animale passò a miglior vita...il locandiere non si sognò neanche per l'abbaino del cervelletto di cambiare il nome alla locanda perché essa era diventata nota proprio grazie al suo placido "fumatore".

L'oste diede allo straniero la camera più bella e pulita che aveva.. e in quella vi erano un letto con un materasso e un cuscino fatti di lana infeltrita, un comodino e un cassettone in legno di betulla...un alto armadio a due ante odoroso di muffa a cui mancavano le chiavi nelle serrature e che sembrava incollato al muro per pietà.

Lo straniero non fece caso alla squallida stanza.. ma al piccolo bagno quando vi entrò sì perché notò un buco e dentro esso una piccola e logora borsa nera.

Stette a pensare un pochetto cosa fare...se consegnarla al taverniere...oppure...si chinò per..

sssssssshhhhh ...sentì uno strano sibilo e in quel mentre la borsa si mosse.

Lesto si alzò, fece due passi indietro e sbatté una spalla contro la porta...ma non sentì dolore perché la sua concentrazione era impegnata sulla borsa.

SSSSSSSSSSSSHHHHHHHSSSSSSSSSS ancora si mosse!

Orripilato e confuso, strisciò nella sua mente un mostriciattolo repellente e viscido, il quale, probabilmente, stava cambiando pelle nella borsa proprio in quell'istante.

Non ebbe il coraggio di avvicinarsi alla borsa di stoffa fino a quando non gli parve di percepire un miagolio sommesso.

- "i serpenti non miagolano" - pensò..

SSSSSSSSSSSSHHHHSSSSSSSSS iiiiiiiaooo

La borsa sbatté ancora di qua e di là...e si aprì.

Nuovamente lo straniero si ritrasse rapido e aprì la porta del bagno per darsela gambe in spalla!!

Di fatto...un piccolo serpentello verde uscì dalla borsa, ma era curioso che avesse ali colorate di un giallo splendente. Il serpente luccicava di fulgida luce infatti e inchiodò su di sé lo sguardo dello straniero prima di cambiare sembianze mostrando di essere una bellissima e minuscola fata.




Lo straniero in principio non credette a ciò che vide e strabuzzò gli occhi..

- Chi sei? - chiese con voce bassa e dubbiosa.

- Oddio...ma è impossibile tu mi vedi...mi vedi, mi senti? - gli rispose una vocina.

- Certo che ti vedo e ti sento piccola...come ho visto prima uno strano serpente con le ali! -

"Non posso tenere per me questa novità...la devo raccontare per forza a re Oberon e alla regina Titania e non saranno per nulla entusiasti di ciò che dirò loro!" pensò la fatina.

All'improvviso, una risata profonda vibrò nella stanza e non si fermò fino..

- Ma insomma! Cos'hai da abbaiare? Sembri i Trolls quando ridono. -

- E cosa sarebbero questi Trolls ? -

- Somigliano un po' ai vostri cani...ma non sono veri cani -

- ah ah ah ah che colpo di buonisima sorte ho avuto...arrivo in questo luogo, sicuro di non trovare alcuna prova dell'esistenza di gnomi, fate e folletti.. certo di poter confutare le sciocchezze, ogni diceria sorte nella mia città e limitrofi...e cosa trovo? Le prove delle balordaggini a cui non credevo ma che invece son veritiere. -

- Ma come parli umano? -

- Non farci caso...dimmi, come ti chiami piccolo sogno? -

- Non posso dirtelo..-

- Bene, dolce "nonpossodirtelo"...da dove vieni? Chi ti ha infilata in quella borsa? -

- E' una storia terrificante umano...e non so se faccio bene a raccontartela! -

- Non temere, se la storia oltre ad essere terrificante è anche confidenziale, io so mantenere un segreto. -

La fatina stette un momento a pensare se fosse meglio per lei dire o non dire...alla fine..

- Appartengo al Popolo Segreto che abita nel Bosco Buio...come voi altri, anche noi abbiamo amici e nemici. Ed è stato proprio un nostro acerrimo nemico...Berretto Rosso...a rapirmi e ad infilarmi in quella borsa maleodorante. Per puro caso ho ascoltato una conversazione tra lui e il Signore del Wangshire...ma prima che potessi sgattaiolare via e spiattellare tutto a re Oberon, il malefico folletto mi ha vista e in un lampo mi ha imprigionata in quella borsa e mi ha nascosta alla locanda. -

Ripensando al discorso sentito tra i due...la fata iniziò ad agitarsi.

- Debbo correre da re Oberon e dalla regina Titania - disse con voce tremante - per dire loro cosa stanno tramando i maledetti. Debbo affrettarmi umano...prima che arrivino con i Banshee alle colline per decimare il Popolo Segreto !! -

- Aspetta...non andartene, io..! -

Ma la fatina in preda al panico, non lo ascoltò e volò via velocissima!


- "Mamma ho sonno"..."

- "Va bene, continueremo la storia domani sera tesoro...ora dormi!" -




***  FINE ***


                                                      





LE FAVOLE DEI LETTORI : IL FURTO DEGLI SPRIGGAN di "Morganamagoo"

 (Prima pubblicazione 24.07.2013)

© MorganaMagoo

N.B. sul mio vecchio blog invitai gli altri lettori-scrittori a creare alcune favole brevi e ora le ho ritrovate. Non sono direttamente collegabili alla Saga del Narratore e l'Antico Villaggio ma trovo giusto salvarle, visto che il vecchio blog verrà chiuso e tutti gli scritti andranno perduti. Buona lettura.







Quella mattina i Tuatha dè Danann erano un pò agitati, la voce che correva diceva che alcuni Spriggan avevano rubato loro degli attrezzi per riparare le armi, per cui queste ultime erano praticamente inservibili; avrebbero dovuto catturarne uno, e farsi spiegare il perché dei vari furti, oppure ..

.. chiamarono alcune Fate ed esposero il loro problema. le Fatine corsero subito dalla Regina Mab che, dopo aver ascoltato, cominciò a pensare.

Chi poteva essere stato, e soprattutto perché? Questa era la domanda..

A chi potevano servire quegli attrezzi che servivano esclusivamente per riparare e saldare le spade?

Agli Spriggan no di sicuro, loro erano solo dei ladruncoli.

Pensò pensò e pensò ..ed ecco .. intuizione da Regina....,pensò subito all'Omino della Luna...al suo filo d'argento.. forse si era spezzato? ok, c'era il Ragno gigante che avrebbe saputo ripararlo, ma lui viveva sulla Luna, dall'altra parte della Luna.

,,,l'Omino forse aveva avuto necessità di ripararlo subito e velocemente e, conoscendo la natura ladresca degli Spriggan .. avrebbe fatto sicuramente prima a chiedere loro un aiuto veloce..

La Regina Mab salì sul calesse e si fece portare subito dall'Omino della Luna. Lo beccò in flagranza di reato, era talmente assorto ed intento a riparare quel magico filo d'argento con gli attrezzi degli Spriggan, che manco si accorse dell'arrivo della Regina.

" Signor Omino della Luna, vedo con piacere che abbiamo ritrovato gli attrezzi degli Spriggan, non che ne sia felice, io non sopporto le armi, ma comunque si tratta di un furto".

"Regina Mab Regina Mab, non dica niente a Re Oberon percarità, era mia intenzione far sistemare tutto dagli Spriggannon appena aggiustato il Filo d'argento!"

" Ma Omino perchè rubare? Non potevi chiedere?"

"Regina Mab, avevo fretta, il Ragno gigante è dalla parte opposta della Luna e non mi sentiva, io ho provato a chiamarlo, ma mia figlia era rimasta lì e non riusciva più a ritornare, piangeva, urlava, dovevo aggiustare in fretta il filo! Non avevo tempo di andare a chiedere permessi in giro, avevo frettissima!"

"Uomo, ti capisco ma non ti giustifico. Se hai aggiustato il filo, fai riavere immediatamente tutti gli attrezzi ai Tuatha dè Danann, prima che sia troppo tardi, sai quanto furiosi possano diventare!"."Sì sì adesso è tutto a posto, gli Spriggan sono pronti per andare a restituire tutto".

"Per questa volta non dirò niente a re Oberon e a regina Titania,ma hai un debito d'onore con me, Uomo della Luna. Corri a prendere tua figlia e ci risentiremo. Vai". E la regina Mab risalì sul calesse e ritornò nel suo Regno. Tutto, alla fine, si era risolto per il meglio. I Tuatha dè Danann ritrovarono tutte le attrezzature al loro posto, ringraziarono le Fate, ma non seppero mai cos'era successo quella notte. Rimase un segreto tra Fata Mab e l'Uomo della Luna.





*** FINE ***


venerdì 5 dicembre 2025

I RACCONTI RITROVATI: LA FAVOLA DELLE TRE GOCCE

 (Prima pubblicazione 08.06.2009)

© Crenabog 




C'era una volta un regno, lontano, lontano, ma così lontano che non ne avrete mai sentito parlare. Il Re che lo comandava aveva fatto tante guerre e aveva accumulato nel suo castello montagne di tesori ma quando non ci furono più nemici da conquistare si mise a prendere tutto quello che trovava nel suo regno e alla fine la sua gente non aveva più niente. Venne la siccità, i fiumi si seccarono e l'erba non crebbe più, così le greggi cominciarono a morire e la gente non aveva più niente da mangiare. Il tempo passava e le cose andavano sempre peggio e allora il Re decise di chiedere aiuto mandando in giro per il mondo i suoi araldi. Tempo dopo arrivò una carovana, la comandava un potente Mago venuto dalle terre del nord, al limite del mondo. Il Mago si presentò al Re dicendo: "Sire, ho portato con me una potente magia. Una goccia del mare del nord, carica di sale e di vento; quest'acqua rende i nostri pascoli verdi e le greggi grasse, i nostri monti sono sempre coperti di neve." Estrasse dalla tunica una scatolina d'oro e da essa trasse una ampollina di cristallo purissimo dal tappo d'oro. Si recarono nella piazza della città e sulla terra riarsa dal sole il Mago fece cadere la goccia magica ma... puff! Il terreno la assorbì senza che accadesse nulla. Il Mago rimase stupito e si scusò a lungo con il sovrano che lo mandò via. Pochi giorni dopo arrivò, dal sud del mondo, un altra spedizione guidata da un potente Negromante che si presentò così al sovrano:" Sire, ho portato con me una goccia dei laghi delle nostre terre, l'acqua è così pura e cristallina che tutto ciò che tocca cresce istantaneamente. La nostra frutta è celebre in tutta la Terra." Così dicendo, andarono a versarla nella piazza principale ma anche stavolta il terreno, così arido e secco la assorbì senza che nulla succedesse. Il Negromante si inginocchiò scusandosi e andò via, in silenzio. Il Re passava ormai le notti sveglio, ascoltando i lamenti del suo popolo che raggiungevano le finestre del castello e non sapeva più che fare quando una mattina, di buon ora, si presentò alla reggia un mendicante, coperto di stracci e di polvere che, semplicemente, gli disse:" Sire, venite con me." Lo accompagnò nella piazza dal terreno ormai spaccato dal sole e, volgendosi intorno, con un dito gli indicò le mura delle case che si sgretolavano, le colline brulle, gli animali morti e abbandonati nei campi e i volti disperati della gente che si affacciavano da dietro le finestre. Il Re si sentì così triste, ma così triste per quel che era accaduto che cominciò a piangere e una lacrima cadde in terra. Subito spuntò un germoglio poi tanti fili d'erba che si rincorsero , facendo a gara a ricoprire colline e vallate. Poco dopo, grandi nubi si addensarono in cielo e venne la pioggia che riempì di nuovo i laghi e i fiumi. Il Re e il mendicante restarono lì, fradici, col volto alzato e ridevano felici perché non serve la magia quando un buon pentimento cancella tanti peccati .





*** FINE ***

sabato 29 novembre 2025

LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (settima e ultima puntata)

 (Prima pubblicazione 11.03.2020)

© Crenabog 





Una volta che il Cath Palug fu uscito, perdendosi nel buio delle gallerie del regno di re Oberon, sul convivio calò un pesante silenzio. Anche il più stupido dei folletti della Contea aveva capito che qualcosa di pericoloso, anzi decisamente mortale, se ne stava impunemente in giro per Bosco Buio; re Oberon alzò una mano e rivolgendosi a tutti gli astanti, disse:

- Avete visto, e avete sentito. D'ora in poi, se incontrerete il Palug fate finta di niente, probabilmente non vi attaccherà ma state comunque attenti, non si sa mai cosa abbia in mente, intanto prepareremo un luogo dedicato a lui dove lasciargli da mangiare sperando che si comporti bene. E se un giorno capiremo che se ne è andato, organizzeremo una festa più grandiosa di questa. Anzi, a tale scopo, nomino già da adesso re Brian ad occuparsi del luogo per il Cath e della organizzazione della festa, quando e se ci sarà.

A queste parole re Brian, che già si era notevolmente ubriacato durante la cena, salì sul tavolo e iniziò a ballare una giga cantando a squarciagola, tra gli applausi di tutti i suoi sudditi che lo avevano accompagnato e le risate degli altri.

Titania si rivolse al Narratore:

- Oberon sapeva bene che Brian sarebbe stato contento e avrebbe sfogato così la sua soddisfazione, ha fatto bene a dargli questo incarico, come vedi si stanno rilassando tutti al guardarlo. Ma veniamo a noi, desidero che sappiate che non ce l'ho con voi due per aver portato qui il Palug, ovviamente non vedevate in lui altro che un normale gatto, anche se di dimensioni molto più grandi del solito. E anche che il vostro dono è stato davvero gradito, perché mi avete dimostrato molte cose, che avete pensato a me, che avete cercato qualcosa di inusuale, e molto raro davvero, e che avrebbe aumentato ancora i miei poteri e - perché negarlo - la mia bellezza, cosa che nessuna donna, dalla più brutta delle Spriggan alla più bella delle Fate, negherebbe mai di desiderare. Quindi abbiate i miei ringraziamenti più sentiti ed in virtù di questo - anche per i molti anni di lieta compagnia che hai donato a tutto il popolo dei Sidhe e a noi - voglio che brindiate con me.

Titania batté le mani e tre fate giunsero in volo, recando bicchieri d'argento niellato con ricami dorati; li posarono davanti ai regnanti, a Paulie e al Narratore e subito volarono via dopo un breve inchino.

- Che la salute sia sempre al vostro fianco, maestà, e il regno dei Sidhe viva per sempre, - disse il Narratore.

- Gioia e felicità a voi, che guidiate tutti in armonia e pace ,- disse Paulie.

- E che questo brindisi faccia felici anche voi, - disse re Oberon, ammiccando verso Titania.

Mentre bevevano il Narratore iniziò a sentire un leggero stordimento, che imputò al vino denso e corposo proveniente dalle vigne dei Broghan di là dal fiume, che era stato servito con larghezza ai tavoli. Un calore morbido e soffuso lo avvolse, e pensò che sarebbe stato più indicato tornare a sedersi prima di perdere l'equilibrio, così si sedette guardandosi intorno vagamente confuso.






- Cosa hai, amore? ,- disse Paulie prendendogli una mano e accarezzandogli la nuca.

- Non so, mi sento un po' strano, sarò stanco, o forse ho bevuto un po' troppo vino..

- Non penso sia colpa del vino, amico mio ,- disse Oberon, ridacchiando. -Sai, sono anni che io e mia moglie pensiamo a come ringraziarti per tutto quello che hai fatto per noi, le battaglie combattute insieme, le mille storie con cui ci hai rallegrati, tutti i consigli che hai dato a noi due e a tutto il popolo senza mai tirarti indietro, come se fossi sempre stato uno di noi. Ora, vedi, sappiamo bene che quando tuo figlio è rinato fatato voi due avete finito per allontanarvi, anche se non ve ne rendete conto. Chiaro, lui ora fa parte del Popolo Segreto e come Cinnia avrà una vita lunghissima , come noi, come anche Paulie visto che è una Selkie, e tu lentamente finirai per invecchiare e lasciarci. E' il normale cerchio della vita per gli umani, lo sappiamo entrambi, però questo ci ha fatto pensare a trovare un modo per tenerti vicino il più possibile; quindi, considerato che la regina Titania è da sempre dotata di una infinita bellezza e, anche se tra moltissimo tempo, comunque invecchierà con me abbiamo pensato di comune accordo che l'acqua della fonte della eterna giovinezza era sì, un dono davvero regale, ma che lei non ne aveva veramente bisogno mentre chi ne avrebbe avuto il miglior vantaggio saresti stato proprio tu. Perciò, mi auguro che il vino che ti abbiamo dato non abbia risentito troppo dell'acqua della fonte che Titania ci ha versato dentro ,- e anche la regina si unì al marito nelle risate. Il Narratore era rimasto sbalordito dal tiro che gli avevano giocato, e non sapeva come ringraziarli: davvero un onore troppo grande per chi non aveva mai chiesto nulla se non l'amicizia e il rispetto che tutti gli dimostravano.

- Che ne dici, tesoro, per quanti anni vuoi sopportarmi ancora, visto quel che è successo?

- Per tutto il tempo che avremo, sciocco.. - disse la piccola Selkie, baciandolo.







*** Fine ***

P:S: Questa è l'ultima storia della Saga del Narratore, come vennero in origine pubblicate sul blog "Crenabog" creato su Chatta.it . Da adesso vengono pubblicate le storie ritrovate e le nuove storie della Saga.


LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (sesta puntata)

 (Prima pubblicazione 26.02.2020)

© Crenabog 





Davanti al tavolo regale stava tranquillamente passeggiando, senza alcun timore apparente di tutta la agitazione che aveva intorno, il gatto più grande che si fosse mai visto nella Contea , e subito la voce della bizzarra creatura corse fino all'ultimo commensale. Il Narratore si rivolse alla regina dicendo:

- Vogliate perdonare, maestà, ho paura che sia colpa nostra. Quando siamo andati a Tir na nOg con Morgana, nel ritornare ci siamo accorti che questo gatto era salito a bordo ma, quando abbiamo preso il sentiero per tornare qui lo avevo perso di vista e pensavo se ne fosse andato in giro per Bosco Buio, non immaginavo certo che fosse sgusciato dentro mentre varcavamo il portone. In effetti, direi che non lo abbiamo proprio visto farlo e la cosa mi lascia piuttosto perplesso.

Titania e Oberon si guardarono negli occhi poi lui lasciò che lei proseguisse:

- Non c'è da essere perplessi, amico mio. Con questo qui bisogna andarci davvero cauti, penso che Morgana lo abbia riconosciuto e sia stata ben felice di essersene liberata. E direi che so anche perché era a bordo, considerato la sua natura beffarda. Tu sai qualcosa di una delle nostre più antiche leggende, quella del re Arthur?

- Poco, invero, se non che combatté contro invasori e fu ucciso in battaglia.



- Già, è passato talmente tanto tempo che anche la storia diventa leggenda, poi mito, poi viene dimenticata del tutto. Arthur fu ferito, nella battaglia contro Mordred a Camdan, e si sparse la voce che fosse morto e fosse stato sepolto ad Avalon. Ma non andò così, il re guarì e tornò a regnare per un breve periodo, mentre lontano dalle sue terre ancora gli antichi dei si agitavano e creavano mostri e sortilegi. A Llanfair, Henwen diede alla luce un minuscolo gatto nero che venne trovato dagli abitanti della zona e da questi gettato in mare dove, per qualche magia, mutò colore del manto e riuscì a nuotare fino a Ynys Mòn. Laggiù qualcuno ebbe la cattiva idea di prenderlo e crescerlo ma non ricevettero ringraziamenti, anzi. Una volta diventato enorme scatenò il suo spirito selvaggio e uccise quasi duecento abitanti e soldati; perciò Arthur, informato della cosa, raggiunse con i suoi quelle terre e iniziò a dargli la caccia. Il fatto che tu lo veda qui dovrebbe farti capire come sia finita, ferì a morte il re e sparì nella foresta. La sorella del re, Morgana, lo raccolse e non ad Avalon lo seppellì ma nella cripta del suo castello, a Hy Breasil, e con le sue spoglie mortali lei, che è una grande maga, ha vissuto per centinaia d'anni, viaggiando senza posa. Capisci anche perchè questo, il Chat Palug delle antiche storie, si sia preso il divertimento di salire su Hy Breasil, per farsi beffe di Arthur ancora una volta. Non scherzate con il Chat Palug, - continuò, alzando la voce affinchè tutti, nel salone potessero sentirla, - non sottovalutatelo e non offendetelo. Troppe terre ha devastato, troppe vite lo hanno saziato. Quindi sia il benvenuto, continuiamo la nostra festa rendendo omaggio al Cath Palug e che qualsiasi casa o sentiero della Contea sia aperto al suo passaggio.




Mentre tutti ascoltavano il lungo racconto di Titania, con timore e stupore, il gatto se ne rimase acciambellato su un prezioso tappeto, come se la festa fosse per lui e niente altro lo preoccupasse. Poi alzò la grande testa, gli occhi gialli brillarono mentre sembrava annuire alla regina; e sempre silenziosamente, come se pesasse meno di una piuma a dispetto dell'enorme mole, attraversò il salone e se ne andò su per le scale.

     

    Continua - e termina - nella settima puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 7





LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (quinta puntata)

 (Prima pubblicazione 24.02.2020)

© Crenabog 




Giunti in vista della spiaggia dei giganti, Paulie e il Narratore raccolsero le loro cose e si accinsero a salutare Morgana, la quale sembrava piuttosto accigliata. Il Narratore volle chiedergliene conto, temendo di aver fatto qualcosa che poteva esserle dispiaciuta, ma la regina di Hy Breasil rispose:


- Non preoccuparti, vecchio amico, non è per causa vostra che sto in pensiero. E' piuttosto il nostro ospite che mi dà da pensare.

- Ti riferisci al gatto che è salito a bordo?

- Esattamente. Ci sono antiche storie che potresti non aver mai sentito, nel corso dei tuoi viaggi, e solo persone che hanno vissuto quanto ho vissuto io potrebbero ancora ricordare. Ed è strano che proprio sulla mia isola sia voluto salire, se veramente è chi penso io.

- Non posso negare di essere davvero curioso, a questo punto. Puoi dirmi di cosa si tratta?

- Preferisco di no, se non lo è, meglio così; se malauguratamente ho ragione allora tutti dovremo stare molto attenti. Penserò io a lui, andate pure a casa tranquilli.


E così dicendo abbracciò entrambi e lasciò che tornassero a terra mentre la sua corte fatata si assicurava che l'isola fosse adeguatamente ferma contro la riva di lastroni di pietra della spiaggia dei giganti. Così, si rimisero in cammino dirigendosi verso il folto boschivo che li avrebbe condotti al sentiero specchio. Il Narratore aveva evitato di mettere Paulie al corrente delle ultime parole di Morgana, non voleva che la selkie avesse pensieri paurosi o immaginasse cose capaci di spaventarla; mentre camminavano spediti nel fatato intrico del sentiero specchio, come tutti gli altri simili circondato da una vegetazione così fitta da sembrare un muro e che si univa in alto a formare una sorta di tunnel semibuio, un sommesso fruscio arrivò alle sue orecchie, e non poteva trattarsi dello stormire delle foglie. I sentieri specchio infatti erano luoghi magici, sottoposti a leggi fisiche diverse da quelle naturali, che in poche decine di metri racchiudevano interi viaggi tra una zona e l'altra della Contea e anche oltre: in essi regnava quiete e silenzio, rotti a volte soltanto dai passi dei viaggiatori che li adoperavano. Una volta raggiunta l'estremità e sbucati nella radura che li avrebbe condotti alle due colline vicine, i regni sotterranei di Oberon e di Brian Borough, il Narratore si fermò, si guardò intorno e da un cespuglio cosparso di bacche vide spuntare l'enorme gatto che aveva viaggiato con loro su Hy Breasil. Sembrava non badare a loro, anzi, appariva evidentemente ben deciso a camminare nella loro stessa direzione:


- Ma, è arrivato fin qui! - esclamò Paulie, accorgendosi della presenza inattesa.

- Sembra proprio che non siamo destinati a liberarcene come avevo creduto, - le rispose lui. - Non so che intenzioni abbia.

- Intenzioni? Ma è un gatto, starà solo camminando in una zona che non conosce, visto che è lontano da Tir na nOg. Sempre che venisse da lì, chiaramente.

- Paulie, amore mio, mi auguro che sia come dici tu.





Quando furono arrivati alle porte della collina di re Oberon, vennero avvistati dagli gnomi di guardia che mandarono ad avvertire la coppia reale e li fecero entrare. Il Narratore volse gli occhi in cerca del gatto ma non vedendolo si rassicurò ed entrarono, venendo scortati da un nugolo di Sidhe festanti fino alla casa sotterranea di Paulie, dove poterono rinfrescarsi e riposare. Calò la sera e re Oberon mandò ad annunciare il banchetto allestito per festeggiare la sua consorte, Titania: gran parte della popolazione era stata invitata, gli altri erano impiegati in compiti che andavano dal servizio di guardia al lavoro nelle cucine. Già di lontano si sentiva lo strepitare delle musiche e delle canzoni prodotte da un gruppo di folletti installati su un palco vicino ai tavoli del banchetto, e quando anche Paulie e il Narratore arrivarono porsero il loro saluto e i loro omaggi alla coppia regale che già sapeva del loro incontro con Morgana e del viaggio nella mitica terra degli antichi eroi. Si sedettero tutti, le grida festose lentamente cessarono e la grande cena ebbe inizio, un canto sommesso di un gruppo di fate radunò l'attenzione di tutti gli astanti, dal più educato dei folletti cortigiani al più becero brownie (ai quali era stato permesso di venire benché sudici come al solito). Re Oberon, nella sua maestosità, degnamente rappresentava la maestà su tutto il Popolo Segreto, mentre l'antica bellezza di Titania non mancava mai di sorprendere il Narratore. E fu proprio lei, in un momento di pausa del canto fatato, ad alzarsi su tutti per dire, ad alta voce e con evidente sorpresa:
- E questo, chi lo ha fatto entrare?




Continua nella sesta puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 6