(Prima pubblicazione su Blogspot 23.04.2026)
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** Raccolta dei capitoli della Saga del Narratore e l'Antico Villaggio, pubblicati sulla piattaforma Chatta.it dal 2008 al 2025, e i nuovi racconti.** Tutti i racconti presenti su questo blog sono opere originali e anche le illustrazioni generate con strumenti di intelligenza artificiale, sotto direzione creativa dell'autore, sono rilasciate sotto la stessa licenza Creative Commons BY-NC-ND 3.0 . Copyright Crenabog. E' vietata la riproduzione non autorizzata.**
(Prima pubblicazione su Blogspot 23.04.2026)
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(Prima pubblicazione su Blogspot 04.03.2026)
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(Prima pubblicazione su Blogspot 22.02.2026)
© Crenabog(Prima pubblicazione su Blogspot 19.02.2026)
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(Prima pubblicazione su Blogspot 16.02.2026)
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(Prima pubblicazione 12.09.2013)
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Intanto, nella sua reggia, anche re Brian si era dato da fare per scoprire le mire di Dando, ed aveva inviato i suoi folletti sui Sentieri Specchio, così che potessero raggiungere più velocemente le lontane lande dello Shire e riportargli notizie aggiornate. Fu proprio grazie a questo espediente che re Brian si vide tornare un minuscolo leprechaun, bardato con gli abiti consueti della sua razza, panciotto e calzoni verdi, scarpe di pelle borchiate e cappello verde. Il leprechaun salutò formalmente inchinandosi e re Brian apprezzò il fatto che non sembrasse ubriaco, il che succedeva quasi sempre con quel tipo di folletti. Il minuscolo essere rivelò di aver saputo da un altro suo pari che viveva tra le botti di una cantina che improvvisamente la casa dei fratelli Corchoran si era riempita d'oro, il che interessò subito re Brian, dato che nessuna fattoria avrebbe avuto modo di accedere a ricchezze se non fosse stato per qualche ritrovamento di un tesoro o per artifici poco legali. Il folletto aggiunse anche di aver sentito dire che i Corchoran avevano creato mesi prima un grande allevamento di gatti, cosa davvero inusuale, e che probabilmente dovevano averli venduti perché ora, nella fattoria, non ce n'erano più. Non sapeva se questa informazione potesse servire ma la cosa comunque era strana parecchio. Re Brian ne convenne e lasciò libero il leprechaun di tornare alle sue occupazioni, poi chiamò la sua scorta, indossò un mantello adeguato al suo stato e prese la via per recarsi da re Oberon.
Quando re Brian ebbe finito di raccontare tutto, Oberon si voltò verso la piccola Mab:
- Pensi anche tu quel che penso io?
- Ho paura di sì, anche se mi sembra una cosa assurda.
- Ovviamente. Sono secoli che nessuno è così pazzo da fare un rito del genere.
- Come avranno fatto a conoscerlo?
- Forse la carovana di zingari che è passata nelle lande mesi fa si è fermata anche da loro.
- Potrebbero aver comprato qualche vecchio libro di magia.
- Certo gli zingari non li avranno avvertiti del rischio che correvano.
- Figuriamoci, ma anche se fosse, i Corchoran sono noti in tutta la contea per la loro avarizia. Per l'oro sono capaci di fare qualsiasi cosa.
- Che scorra sangue di nano nelle loro vene? ,- intervenne re Brian.
- Cerca di essere serio, per una volta, - lo rimproverò Oberon. - Le cose si son messe male.
Il Narratore osò interromperli, troppa era la voglia di capire anche lui, e chiese di che si trattasse.
- Vedi, metti insieme le cose: l'oro nascosto in casa, l'allevamento dei gatti che non ci sono più.. devono aver eseguito il rito del Targhaim. Maledetti folli.
- E' una evocazione?
- E' una delle cose peggiori che la magia nera abbia concepito. Serve ad evocare il demone gatto: si arrostiscono vivi dei gatti per giorni interi, senza mai smettere neanche per mangiare o dormire, fin che Grandi Orecchie appare per fermarli e allora lo si può costringere ad esaudire un desiderio, in cambio.
- Ma è una cosa orrenda!
Certo, e non vedo cosa altro abbiano fatto se non questo. Quello che non sanno è che Grandi Orecchie ti dà quel che vuoi ma poi si vendica. Sempre. E certamente ha scatenato lui Dando e la Corte Scontenta.
- Che in questo momento sta mietendo vittime per tutto il territorio. Che si può fare, sire?
- Bisogna ripagare il debito a Grandi Orecchie, il prima possibile, e temo che l'unica cosa sia catturare i Corchoran e darglieli. Ma il guaio è che non richiamerà la caccia selvaggia della Corte: quelli di loro che sono spiriti torneranno con lui negli inferi, se lo accontentiamo, ma gli esseri maligni che li accompagnano andranno combattuti e non con sortilegi.
- Con le nostre forze non ce la faremo - disse Titania. - Ci serve qualcosa di più potente.
- Lo so, mia cara, - replicò Oberon. - Speravo di non dover arrivare a questo. Brian, mi serve il tuo folletto più abile nelle trattative.
- Agli ordini, sire. Cosa devo fargli fare?
- Mandalo su monte Atro e fagli convocare il portavoce dei Troll.
Continua nella sesta puntata, QUI : La favola dei tempi oscuri 6
(Prima pubblicazione 10.09.2013)
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(Prima pubblicazione 07.06.2013)
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C'era una volta, ben oltre Bosco Buio, Monte Atro e le grandi pianure dei Tumuli, un altra lontana Contea e poi un altra ancora e così via fino a giungere alle propaggini del Mare del Nord. Da lì, un giorno, arrivò la notizia che la regina Mab, signora delle fate e capace di comandare anche agli elfi in virtù dei suoi poteri che le derivavano dalla discendenza con la regina Maeve, sarebbe giunta in visita a re Oberon. Il Popolo Segreto si scatenò nei preparativi, i trolls vennero controllati uno ad uno e relegati nelle loro grotte, re Brian venne avvertito da re Oberon di non tentare nessuno scherzo e persino il Narratore venne coinvolto con la richiesta di nuovi racconti da narrare durante i festeggiamenti. Pian piano, dai paesi e villaggi attraversati dal microscopico corteo di Mab (bisogna sapere, infatti, che la regina è piccolissima, e ama viaggiare su una carrozza trainata da insetti d'ogni specie), giungevano le conferme del suo avvicinarsi.
Tutto sembrava procedere per il meglio quando, giunta nella contea che ospitava la collina di Knock Ma, sotto la quale prosperava la corte di re Finvarra, il corteo venne fermato da un improvviso, magico tempo burrascoso. Il cielo nero , i venti sferzanti, persino un pesante strato di brina gelata copriva il terreno, completamente in disaccordo con il periodo estivo e decisamente caldo che invece teneva tutto il Popolo Segreto a boccheggiare nelle altre contee. Era successo che re Finvarra, capace di dominare gli elementi e comandare anche alla morte, non aveva affatto gradito il non ricevere alcun invito da re Oberon , e voleva vendicarsi.
Le cose stavano mettendosi male per le relazioni tra i regni fatati e re Oberon inviò ambasciatori da re Finvarra per chiedergli di smetterla. Ma lui, forte dello stare nel suo territorio e ritenendosi intoccabile, calcò la mano oscurando il cielo con una pesante ed inamovibile coltre di nubi nere. I folletti tornarono da re Oberon per dirgli della situazione e avvertirlo che re Finvarra sembrava più deciso che mai a creare un occasione per una guerra. Preoccupatissimo, il re del Popolo Segreto chiamò a sé il Narratore per trovare una soluzione. Intanto, nei suoi gelidi meandri, re Finvarra pregustava il dolore della regina Mab.
Il Narratore espose a Oberon e a Titania il suo piano e loro accettarono di buon grado di tentare. Re Brian spedì i suoi folletti più veloci nelle profondità delle caverne dei Coblynau e questi si dichiararono felici di poter dare una mano. Subito venne approntata una squadra di coboldi che viaggiarono a tappe forzate per arrivare a Knock Ma: quando videro le condizioni atmosferiche, lanciarono in alto i fili dell'arcobaleno, su, su, fin sopra le spesse nubi. Parte di loro corse all'altro estremo e tutti si misero a riavvolgere i fili incantati: lo splendente arcobaleno dei Coblynau fece da rete da pescatori, costrinse fino a terra le nuvole evocate da re Finvarra e lì le lasciò, sotto forma di un enorme banco di nebbia. Il sole, tornato a splendere, accompagnò i coboldi, i folletti ed il corteo della regina Mab fino alla reggia di re Oberon, dove a lungo durarono i conviti ed i festeggiamenti. Il Narratore ebbe una favolosa storia da vendere nelle fiere e nei mercati e re Finvarra restò oppresso dalla nebbia per lunghi anni, perdendo gran parte del suo popolo, visto che ogni volta che uscivano dalle profondità di Knock Ma inevitabilmente non ritrovavano più la strada di casa.
*** FINE ***
(Prima pubblicazione 01.02.2013)
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" Finalmente, sei tornato. Iniziavamo a preoccuparci, poi le fate di Bosco Buio ci hanno avvertito che eravate ospiti di re Brian - esclamò Oberon, Signore del Popolo Segreto.- Immagino che te la sarai cavata bene, a quanto vedo!"
" Grazie, maestà. Ho avuto qualche incontro imprevisto ma alla fine sì, è andato tutto bene e ho potuto portare con me una parte del vecchio tesoro di Afelia."
" Sicuramente ti riferisci a Lahin; non credevo che fosse ancora là. Che fine ha fatto? "
" L'ho persa di vista quando le mura del castello non hanno retto e sono cadute. Immagino che possa essere morta ma non ne sono sicuro."
" Ad ogni modo non mi preoccuperei, il Portale è stato legato da un incantesimo e non può oltrepassarlo, quindi, a meno che non voglia viaggiare fin qui, e ne dubito, e sempre che sia ancora viva, Lahin non è un nostro problema. E poi,- fece, rivolto alla sua corte, - se mai si presentasse qui troverebbe una accoglienza adatta a lei! Giusto?" , concluse, lasciando che tutta la corte esplodesse in grasse risate. Tra il Popolo Segreto e streghe e negromanti non era mai corso buon sangue, e più d'uno di loro non aveva fatto ritorno vivo alle sue dimore.
" Maestà, per ringraziare vostra moglie per la sua infinita gentilezza, mi sono permesso di portare in offerta alcuni doni dal tesoro che ho portato con me... volete gradirli?"
" Uomo sciocco! Non ce n'era bisogno. Per noi è stato un piacere poterti aiutare ma, se proprio ti va, accettiamo di buon grado."
Il Narratore estrasse dalla giacca un anello elfico di grande bellezza e lo diede a Titania che sorridendo se lo mise al dito medio della mano destra; e una pietra preziosa dalle mille sfaccettature luminose donò a re Oberon, che lo ringraziò. Poi Titania si rivolse all'uomo:
" Le voci di Bosco Buio mi hanno narrato anche un altra storia, caro amico. Ho la sensazione che tu e Paulie abbiate qualcosa da dirmi.."
Il Narratore si voltò a guardare Paulie, seduta timidamente al suo fianco.
" E' esatto, mia signora. Voi conoscete la nostra storia, e avete accettato di ospitare Paulie nelle grotte sotterranee dove può nuotare liberamente insieme agli altri esseri fatati. Ma abbiamo dovuto fare i conti con i nostri cuori, e loro non sanno cosa sia la ragione. Stare lontani era una sofferenza, ora è un dolore. Qualcosa dobbiamo fare per risolvere questa faccenda: Paulie non accetterà mai di tornare al Mare del Nord né io me la sento di non rivederla più. So bene che la mia situazione mi impedisce di vivere una vita regolare insieme a lei ma almeno vi chiediamo di permetterci di viverla nel mondo del Popolo Segreto. Lei continuerà a stare qui, non verrà più al villaggio, io verrò a trovarla e quando lo farò sarà come se fossimo la stessa cosa. Ce lo concedete? ", disse, guardando Paulie negli occhi, mentre lei arrossiva in silenzio.
"Temevo che sarebbe successo, prima o poi. Sai che l'unione tra un uomo e una fata foca non è una cosa facile: la sua pelle originale va conservata nel più stretto segreto perché se venisse ridata a lei, sarebbe costretta ad indossarla e tornare al mare. Anche la lontananza dall'acqua la farà soffrire ma a questo si può rimediare. Tu, piuttosto, veramente la desideri al punto da voler vivere un altra vita qui tra noi, tutte le volte che lo potrai fare? Non tratterai male questa nostra sorella? "
" Ci ho pensato a lungo, mia signora. No. Non potrei mai, così come non posso più perderla."
" E allora va bene. Dopo che avremo festeggiato il tuo ritorno da Afelia, andrai al villaggio e ricomincerai come sempre la tua esistenza, badando a centellinare il tesoro che hai con te, cambiando le pietre in villaggi e città lontani, per non dare pensieri strani ai tuoi concittadini. Noi qui, intanto, sistemeremo alcune cose insieme a Paulie e poi ti manderemo a chiamare. Ora basta, pensiamo ad altro: sono certa che tutti, qui, sono ansiosi di ascoltare le tue avventure ad Afelia. E mio marito sarà sicuramente il più curioso tra di loro. - rise, rivolta a re Oberon. Il Narratore prese le mani di Paulie tra le sue, si alzò in piedi, guardò gli innumerevoli gnomi, coboldi, spriggan, boogie, nani, folletti, leprechaun seduti nella grande sala; le fate sedevano sugli scaffali che costellavano i muri illuminando a giorno la sala con il loro luccichio e persino qualche troll sedeva in fondo, intenti a maneggiare botti di sidro. I loro sorrisi riscaldarono il suo animo, alzò una coppa in segno d'omaggio a tutti loro, ed iniziò a narrare.
Re Brian parlottò a lungo, quella sera, insieme ai suoi luogotenenti, mentre sul lungo tavolo di quercia i boccali di idromele si susseguivano. Piani vennero elaborati, voglie inconfessate vennero espresse, problemi logistici vennero esaminati e le sacre pietre runiche vennero consultate, ma alla fine la conclusione non fu che una: i folletti volevano il resto del tesoro di Afelia e in un modo o nell'altro lo avrebbero avuto..
Seduta su un ramo, la gatta guardava la luna. Nell'aria ancora stagnava lieve il pulviscolo dei detriti. Ringraziò la Grande Madre per la sua capacità di mutare forma: un gatto, agile e scattante, aveva più possibilità di un essere umano di scivolare tra tra le rocce cadenti e salvarsi la vita..
" Tutta questa oscurità, tutti questi anni, tutta questa solitudine.
Così inutile..
Cercavo solo un bagliore che mi riscaldasse la vita.", pensava tra sé e, i suoi, furono pensieri di vendetta.
Paulie sedeva allacciandosi le gambe con le braccia esili, tra le pellicce che coprivano il grande letto. Al morbido chiarore della luna, che filtrava dalle finestre della camera offerta da Titania, guardava il Narratore dormire disteso vicino a lei. Non l'aveva voluta prendere, e questo poteva comprenderlo. Anzi, ne era stata contenta, limitandosi a restare abbracciata a lui fin che il sonno non lo aveva trasportato nella dimensione del sogno. Lentamente, argentee lacrime di felicità scesero sul suo viso da bambina. Il Narratore dormiva, e i suoi sogni li conobbe soltanto lui.
Qui termina la favola del Signore del Wangshire, così come viene ricordata dal Popolo Segreto.
*** FINE ***