domenica 23 novembre 2025

LA FAVOLA DEI BWCA MIGRANTI

 (Prima pubblicazione 16.07.2013)

© Crenabog 





Centinaia d'anni prima dello svolgersi delle vicende del Narratore, dai gelidi mari del Nord giunsero sulle coste le lunghe navi, sottili ma irte di ferro e d'acciaio, dei Tuatha de Danann. Giunsero per cercare, per conoscere , sì, ma giunsero anche per depredare. E lunghissimi furono gli anni di guerra che sconvolsero tutto il paese, fino a che i Tuatha de Danann diventarono la prima popolazione, la più numerosa, feroce ed imbattibile. Padre e madre delle progenie che seguirono. Ora, quando i Tuatha decisero di imbarcarsi, portarono con sé anche Ragnar lo sciamano, un mago potente capace di comandare gli elementi e di volgere a loro favore la sorte delle battaglie. Ragnar aveva come spirito domestico - e animale da compagnia da lui molto amato - Angwie Sonny, la maialina fatata. Angwie Sonny era bianca, con le orecchie rotonde e gli occhi rossi e mai se ne era veduta l'eguale: tutti la tenevano in conto di portafortuna e a nessun costo la avrebbero lasciata nel loro paese di origine. Quel che i Tuatha non sapevano, e Ragnar non sospettava, era che la grande cuccia di Angwie - tutta di piccoli tronchi di legno istoriati da bizzarri motivi - era anche la casa preferita dei Bwca, i loro folletti locali, capaci di mutare dimensione e quindi di vivere - piccolissimi - nelle gallerie che avevano scavato nei tronchi. Dunque, quando i Tuatha si furono insediati nelle nuove terre conquistate, Ragnar lanciò un incantesimo taboo sulla cuccia e su Angwie Sonny, al fine di proteggerla da qualsiasi stregoneria nemica. Questo però costrinse anche i Bwca a scappare e a disperdersi per le lande e le contee. I Bwca cominciarono quindi ad avere rapporti con il Popolo Segreto locale e lentamente trovarono collocazione nelle case degli uomini, in varie forme. 

Nelle Alte Terre divennero i Bodach, ancora memori delle loro origini e tristi per la loro perdita, cosa che li rese cattivi di animo e pericolosi da incontrare di notte lungo i sentieri solitari. Nelle isole e talvolta presso i fiumi divennero i Fenoderee, usi ad abitare nei mulini disabitati, dove incessantemente macinavano il grano che trovavano nei fienili vicini, lasciandolo in sacchi bene impilati alla portata di chi lo desiderasse e apprezzando molto quando gli veniva lasciata una ricompensa. Il ramo più stupido della famiglia diede vita invece ai Brownie, che abitavano nelle case degli uomini, dentro i loro muri, ed il loro trapestìo veniva spesso creduto opera dei topi. Quando li si incontrava era solo perché loro si lasciavano vedere, dato che gli umani potevano vedere il Popolo Segreto solo se possedevano la seconda vista, o se avevano bagnato le loro palpebre con un particolare unguento magico. Chi vedeva un Brownie poteva chiedergli di aiutarlo nelle faccende domestiche, e di solito essi erano così semplici e creduloni che si facevano ingannare da vane promesse, finendo per servire le famiglie umane per generazioni. I Brownie, al pari degli elfi domestici - che nulla avevano a spartire con gli Alti Elfi, immortali e orgogliosi del loro stato di semidivinità - non gradivano l'essere ricompensati in più o in meno del pattuito. Ogni errore umano avrebbe provocato la loro fuga irata, e spesso anche la loro vendetta. E, come gli elfi domestici, i Brownie pensavano tradizionalmente che quando gli venivano donati degli indumenti questo li rendesse liberi. Molte furono le famiglie umane che persero i loro servi magici, pagando loro per errore anzi che con cibo o monete, con vestiti nuovi o usati che fossero. Certi Bwca infine, perdendosi nelle sterminate foreste del paese, si stabilirono vicino ai fiumi e si unirono agli Sprite che vi abitavano, dando origine alla razza degli Uruisg, dotata di forti poteri magici, e sovente amante delle Asrai, le fate dell'acqua. Così, il Popolo Segreto incrementò il già grandissimo numero dei suoi appartenenti e i re fatati delle contee ebbero davvero un gran daffare a tenere tutti sotto controllo.





*** FINE ***

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