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venerdì 21 novembre 2025

LA FAVOLA DEL SIGNORE DEL WANGSHIRE (decima puntata)

 (Prima pubblicazione 01.02.2013)

© Crenabog 





" Finalmente, sei tornato. Iniziavamo a preoccuparci, poi le fate di Bosco Buio ci hanno avvertito che eravate ospiti di re Brian - esclamò Oberon, Signore del Popolo Segreto.- Immagino che te la sarai cavata bene, a quanto vedo!"

" Grazie, maestà. Ho avuto qualche incontro imprevisto ma alla fine sì, è andato tutto bene e ho potuto portare con me una parte del vecchio tesoro di Afelia."

" Sicuramente ti riferisci a Lahin; non credevo che fosse ancora là. Che fine ha fatto? "

" L'ho persa di vista quando le mura del castello non hanno retto e sono cadute. Immagino che possa essere morta ma non ne sono sicuro."

" Ad ogni modo non mi preoccuperei, il Portale è stato legato da un incantesimo e non può oltrepassarlo, quindi, a meno che non voglia viaggiare fin qui, e ne dubito, e sempre che sia ancora viva, Lahin non è un nostro problema. E poi,- fece, rivolto alla sua corte, - se mai si presentasse qui troverebbe una accoglienza adatta a lei! Giusto?" , concluse, lasciando che tutta la corte esplodesse in grasse risate. Tra il Popolo Segreto e streghe e negromanti non era mai corso buon sangue, e più d'uno di loro non aveva fatto ritorno vivo alle sue dimore.



" Maestà, per ringraziare vostra moglie per la sua infinita gentilezza, mi sono permesso di portare in offerta alcuni doni dal tesoro che ho portato con me... volete gradirli?"

" Uomo sciocco! Non ce n'era bisogno. Per noi è stato un piacere poterti aiutare ma, se proprio ti va, accettiamo di buon grado."

Il Narratore estrasse dalla giacca un anello elfico di grande bellezza e lo diede a Titania che sorridendo se lo mise al dito medio della mano destra; e una pietra preziosa dalle mille sfaccettature luminose donò a re Oberon, che lo ringraziò. Poi Titania si rivolse all'uomo:

" Le voci di Bosco Buio mi hanno narrato anche un altra storia, caro amico. Ho la sensazione che tu e Paulie abbiate qualcosa da dirmi.."

Il Narratore si voltò a guardare Paulie, seduta timidamente al suo fianco.

" E' esatto, mia signora. Voi conoscete la nostra storia, e avete accettato di ospitare Paulie nelle grotte sotterranee dove può nuotare liberamente insieme agli altri esseri fatati. Ma abbiamo dovuto fare i conti con i nostri cuori, e loro non sanno cosa sia la ragione. Stare lontani era una sofferenza, ora è un dolore. Qualcosa dobbiamo fare per risolvere questa faccenda: Paulie non accetterà mai di tornare al Mare del Nord né io me la sento di non rivederla più. So bene che la mia situazione mi impedisce di vivere una vita regolare insieme a lei ma almeno vi chiediamo di permetterci di viverla nel mondo del Popolo Segreto. Lei continuerà a stare qui, non verrà più al villaggio, io verrò a trovarla e quando lo farò sarà come se fossimo la stessa cosa. Ce lo concedete? ", disse, guardando Paulie negli occhi, mentre lei arrossiva in silenzio.




"Temevo che sarebbe successo, prima o poi. Sai che l'unione tra un uomo e una fata foca non è una cosa facile: la sua pelle originale va conservata nel più stretto segreto perché se venisse ridata a lei, sarebbe costretta ad indossarla e tornare al mare. Anche la lontananza dall'acqua la farà soffrire ma a questo si può rimediare. Tu, piuttosto, veramente la desideri al punto da voler vivere un altra vita qui tra noi, tutte le volte che lo potrai fare? Non tratterai male questa nostra sorella? "

" Ci ho pensato a lungo, mia signora. No. Non potrei mai, così come non posso più perderla."

" E allora va bene. Dopo che avremo festeggiato il tuo ritorno da Afelia, andrai al villaggio e ricomincerai come sempre la tua esistenza, badando a centellinare il tesoro che hai con te, cambiando le pietre in villaggi e città lontani, per non dare pensieri strani ai tuoi concittadini. Noi qui, intanto, sistemeremo alcune cose insieme a Paulie e poi ti manderemo a chiamare. Ora basta, pensiamo ad altro: sono certa che tutti, qui, sono ansiosi di ascoltare le tue avventure ad Afelia. E mio marito sarà sicuramente il più curioso tra di loro. - rise, rivolta a re Oberon. Il Narratore prese le mani di Paulie tra le sue, si alzò in piedi, guardò gli innumerevoli gnomi, coboldi, spriggan, boogie, nani, folletti, leprechaun seduti nella grande sala; le fate sedevano sugli scaffali che costellavano i muri illuminando a giorno la sala con il loro luccichio e persino qualche troll sedeva in fondo, intenti a maneggiare botti di sidro. I loro sorrisi riscaldarono il suo animo, alzò una coppa in segno d'omaggio a tutti loro, ed iniziò a narrare.


******

Re Brian parlottò a lungo, quella sera, insieme ai suoi luogotenenti, mentre sul lungo tavolo di quercia i boccali di idromele si susseguivano. Piani vennero elaborati, voglie inconfessate vennero espresse, problemi logistici vennero esaminati e le sacre pietre runiche vennero consultate, ma alla fine la conclusione non fu che una: i folletti volevano il resto del tesoro di Afelia e in un modo o nell'altro lo avrebbero avuto..




******

Seduta su un ramo, la gatta guardava la luna. Nell'aria ancora stagnava lieve il pulviscolo dei detriti. Ringraziò la Grande Madre per la sua capacità di mutare forma: un gatto, agile e scattante, aveva più possibilità di un essere umano di scivolare tra tra le rocce cadenti e salvarsi la vita..

" Tutta questa oscurità, tutti questi anni, tutta questa solitudine.

Così inutile..

Cercavo solo un bagliore che mi riscaldasse la vita.", pensava tra sé e, i suoi, furono pensieri di vendetta.


******

 Paulie sedeva allacciandosi le gambe con le braccia esili, tra le pellicce che coprivano il grande letto. Al morbido chiarore della luna, che filtrava dalle finestre della camera offerta da Titania, guardava il Narratore dormire disteso vicino a lei. Non l'aveva voluta prendere, e questo poteva comprenderlo. Anzi, ne era stata contenta, limitandosi a restare abbracciata a lui fin che il sonno non lo aveva trasportato nella dimensione del sogno. Lentamente, argentee lacrime di felicità scesero sul suo viso da bambina. Il Narratore dormiva, e i suoi sogni li conobbe soltanto lui.





     Qui termina la favola del Signore del Wangshire, così come viene ricordata dal Popolo Segreto.


*** FINE ***


LA FAVOLA DEL SIGNORE DEL WANGSHIRE (nona puntata)

 (Prima pubblicazione 31.01.2013)

© Crenabog 




La giornata, insieme a re Brian Borough e la sua corte sterminata passò in maniera piacevole, anche perchè tutti vollero sapere cosa fosse sucesso e cosa ci fosse ancora ad Afelia. Il re dei folletti era decisamente curioso:

" Ah, dunque c'era una strega laggiù. E dici che è morta? Che è crollato tutto? E il tesoro? "

" Sire, immagino che sia finito sepolto sotto le macerie, non ho perso tempo a guardare, sono scappato e basta. Però non dimentico gli amici e mi sono premurato di portarvi un regalo, sempre che vi faccia piacere..." , e così dicendo il Narratore diede a re Brian un anello incrostato di gemme, talmente sfavillante da sembrare che assorbisse la luce della sala della reggia e la riversasse poi in un alone multicolore. Re Brian ne restò affascinato e, dopo esserselo infilato al dito, cominciò a sfregarsi le mani e disse:

" Ah, amico mio, bellissimo, davvero bellissimo! E chi sa quanti altri ce ne saranno ancora laggiù.."

" Sicuramente, ma temo che sia una impresa impossibile ritrovarli."
" Forse per te, mio buon amico, ma pensa un po' cosa potrebbe fare un gruppo di coboldi...un mucchio di coboldi, un plotone di coboldi! Ah ah ah, ne abbiamo fatte, centinaia d'anni fa, altro che! Scommetto che non sai perché li chiamano ancora "i coboldi dell'arcobaleno", eh? "
" Questa mi è nuova, re. Di che si tratta? " , domandò il Narratore, mentre porgeva un calice di sidro a Paulie, silenziosamente seduta al suo fianco.
" Be', fu moltissimo tempo fa, ma sai bene che il Popolo Segreto vive secondo metri molto diversi dai vostri. Neanche ti immagini quanti anni abbia io! Allora, ci fu un tempo in cui tra la terra e il cielo regnavano altri dei, e il loro castello era su una nuvola. Erano dei brutali, violenti, spesso dediti al saccheggio delle nostre contrade. Così, i capi del Popolo Segreto si riunirono in concilio e decisero che quegli dei avevano rubato talmente tanto da aver sicuramente accumulato un enorme tesoro. Quindi, perché non andare a riprendercelo tutto? Radunarono nelle infinite gallerie un esercito di nani, gnomi, troll, orchi e coboldi e poi li scatenarono, subito dopo un temporale. Perché sai, la strada per il loro castello era l'arcobaleno e le nostre fate riuscirono a vedere dove questo toccava terra.




I coboldi giunsero per primi, seguiti dagli altri, e si precipitarono nel castello. Oh, avresti dovuto vederlo il loro capo, quel vecchio tizio con un occhio solo, come roteava il suo bastone magico, ahah! Come si chiamava, Wattan? " - fece, rivolto alla corte che beveva e sghignazzava festosa.

" Weltan! ", " Wugmun! " , strillavano ubriachi. " Wottan! "

" Ah, ecco, sì, Wotan, eh eh! E suo figlio, quello con i capelli da pazza, che cercava di difendere il tesoro col suo martello magico! Ma dico, amico mio, hai mai visto un plotone di coboldi ubriachi in cerca di tesori? Non ce l'avrebbero fatta mai! E infatti alla fine dovettero fuggire, e di corsa pure, mentre noi ci prendevamo tutto. Come pensi che ci siamo costruiti le nostre regge, da allora? "

" E quegli dei, re, che fine fecero? "

" Oh, sai come fanno gli dei, sorgono, regnano, vengono spodestati da altri dei, e se ne vanno in giro per il mondo a costruire leggende per vivere di ricordi, possibilmente bei ricordi. Così sparsero la voce di essere stati abbattuti da dei giganti feroci - e non dai nostri piccoletti ubriaconi - in una specie di fine del mondo chiamato Ragnarok e se la filarono nel profondo della Foresta Nera dove fondarono Città Nuova, o Neue Burg, o Nor-m-brg o come diavolo la chiamino ancora adesso, non so e non mi importa...AHAHAH! "

" Ma senti, no, questa storia non la conoscevo proprio! Bene, -fece il Narratore- re Brian, se ce lo permettete, io e Paulie dovremo proprio andare a questo punto, di certo Titania ci sta aspettando e non vorremmo che si inquietasse, vero? "

Solo a sentire il nome della regina del Mondo Fatato re Brian scattò in piedi e si affrettò ad abbracciarli entrambi, congedandoli festosamente.





Continua - e termina - nella decima puntata, QUI : La favola del Signore del Wangshire 10