giovedì 20 novembre 2025

LA FAVOLA DEL SIGNORE DEL WANGSHIRE (prima puntata)

 (Prima pubblicazione 09.01.2013)

© Crenabog 





“ Guardati dal Signore del Wangshire.

Cammina al centro del sentiero.

Guarda davanti a te ma,

se tieni alla tua vita,

guardati alle spalle.

Perché è notte

e il Signore del Wangshire

ama la notte.”

Era una calda notte di maggio quella in cui il Narratore aveva deciso di andare a trovare re Brian, nella speranza che le sue nuove storie gli avrebbero fruttato una buona ricompensa. Nel villaggio le cose ultimamente non andavano bene e la gente aveva cominciato a dare regali in maniera minore al Narratore, in cambio dei suoi racconti, nella piazza o alla locanda. D’altro canto, doveva pure portare da mangiare a casa e aveva pensato che il Popolo Segreto avrebbe potuto, come sempre, aiutarlo.

Era una buona notte, una notte serena, rischiarata dalla potente luce del plenilunio e il Narratore viaggiava agevolmente, di buon cammino, accompagnato anche da un minuscolo nugolo di fate che gli facevano luce tra gli alberi. Le piccole creature avevano una predilezione per il Narratore, forse perché molte volte le aveva salvate dai perfidi tiri dei claurichaun, e non avevano perso l’occasione di seguirlo anzi, di precederlo lungo la strada. Giunse quindi alla collina che nascondeva l’ingresso alla corte di re Brian, si annunciò e venne fatto entrare dai folletti di guardia. Re Brian Borough fu naturalmente felice di rivederlo, non c’era tema che stessero dormendo, i folletti dormono pochissimo e quindi erano tutti intorno ad una grande tavola di quercia a banchettare. Il Narratore fu fatto accomodare ed espose il suo problema al re che batté le mani divertito.

- Vi divertono i miei guai, Sire? - esclamò l’uomo, leggermente imbarazzato.

- Ah, amico mio, non credevo che te la passassi male ma, ecco la mia idea! Certamente noi, qui ed ora, qualcosa saremo felici di donarti però alla lunga non potrà bastarti. Quel che ti propongo invece, è un avventura: una ricerca di un qualcosa di antico, qualcosa che si è perduto, e che magari, se sarai fortunato, potrebbe ancora esserci e farti felice a lungo …

- Ma certo, Sire, sono più che disposto a fare quel che vorrete dirmi.

- E allora, stasera la storia te la racconterò io. Molto, molto tempo fa, in una terra lontanissima da qui, il Wangshire, regnava un uomo poderoso, grande e formidabile guerriero che aveva sempre guidato con lungimiranza e onore il suo popolo. Le terre prosperavano e la contea era ricca e spesso attraversata da viaggiatori che commerciavano. Il Popolo Segreto aveva anche laggiù le sue dimore, nei grandi boschi essi vivevano tranquilli e le creature fatate non vivevano in lotta con gli uomini. Giunse però un lungo e duro inverno, la terra gelò e il signore del Wangshire permise a tutta la popolazione che non aveva sufficiente riparo, di entrare nella zona del castello, costruendovi dimore di fortuna o addirittura alloggiandoli all’interno delle mura. Riservò per sé e per la sua corte la zona alta del castello perché aveva talmente tanto spazio che sarebbe stato davvero egoista a non aiutare i suoi concittadini.




Tutti ne furono felici, ovviamente, e si prepararono a trascorrere l’inverno ben muniti di scorte. Ma, insieme all’inverno, dal Grande Nord giunsero notizie tragiche. I berserker avevano attraversato il mare sulle loro navi e si preparavano all’invasione. Il signore del Wangshire decise di partire in una spedizione, in incognito e con solo un drappello di uomini scelti, per andare a valutare la situazione. Ma, durante il cammino, il freddo terribile e le tempeste di neve rallentarono la loro marcia, costringendoli a cercare rifugio al centro di un bosco centenario, dove le alte chiome degli alberi riuscivano a stento a frenare l’impeto della tormenta. Alla ricerca di una grotta, si imbatterono in una strana costruzione, una specie di grande capanna di tronchi fusi con le rocce e il muschio, ricoperta di erba fino al tetto e dalla neve che vi si andava depositando sopra. Il fumo che usciva dal camino dimostrava una presenza e si recarono a chiedere aiuto e riparo. Al rumore del loro bussare, una donna venne ad aprire la massiccia porta: una donna vestita di nero, dai lunghi capelli e la pelle bianchissima. Lord Sachan, questo era il nome del signore, le domandò asilo per sé e per i suoi uomini e la donna , in silenzio, annuì e li fece entrare. Erano tutti molto nervosi, però: non sapevano spiegarsi la presenza di quella giovane in quella remota landa. Era troppo pericolosa per una donna sola e non sembrava che con lei abitassero uomini. Ma scorsero in giro strani attrezzi, cose di incerta origine chiuse in file di barattoli di vetro polverosi, e la grande pentola che fumava nel focolare del camino era annerita da sostanze sconosciute. Sempre più tesi, mangiarono dalle loro provviste e poi si distesero in terra, su un folto strato di pelli di lupo, cercando di dormire. Lord Sachan restò seduto al tavolo, guardando la giovane donna: poi, crollò anche lui dal sonno. Molte ore dopo, si risvegliarono agitati da cupi sogni premonitori. Il camino era freddo e solo lontani ululati provenivano dall’esterno. Lord Sachan cercò la donna nelle altre due camere, poi salì la scala che conduceva al sottotetto ma anche lì non c’era. Solo strani simboli argentati erano tracciati sul pavimento, esattamente sul punto corrispondente a dove gli uomini avevano dormito. Un pentacolo in un cerchio e segni mai visti prima. La luce del plenilunio li faceva brillare e Lord Sachan ridiscese senza farne parola con alcuno.





Continua nella seconda puntata, QUI : La favola del Signore del Wangshire 2



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