(Prima pubblicazione 11.01.2013)
© Crenabog
- Sembra che si fossero davvero messi nei guai, Sire... - disse il Narratore.
- Questo è fuor di dubbio, amico mio! Ma non sempre tutto è come appare a prima vista, - replicò re Brian - Ed infatti ecco cosa accadde.
...Lord Sachan tornò verso i suoi uomini che stavano risvegliandosi. Inquieti, si guardavano intorno, come sospettosi di qualche trappola.
- Lord, che sta succedendo?
- Non saprei cosa dirvi. La donna che ci ha accolti non c'è, deve essere uscita nel cuore della notte. Ho guardato in giro ma non ho visto nessuno.
Lord Sachan sobbalzò stupefatto, nel vedere una donna entrare dalla porta della cucina. Senza dire nulla si avvicinò al tavolo e vi posò una forma di pane e una grossa caraffa di latte. Gli uomini si alzarono di scatto, portando istintivamente le mani alle armi.
- Chi siete voi? Sono appena stato lì e non ho visto nessuno.
- Davvero, signore? Temo che vi stiate sbagliando. - disse la donna, con i rossi capelli scarmigliati che le nascondevano quasi il volto.
- Ma cosa dite!
- Certamente vi confondete, sarà la stanchezza del viaggio. - borbottò la donna, tornando verso la cucina. Lord Sachan la seguì ma si bloccò sulla porta. All'interno della piccola camera non c'era nessuno.
- Lord Sachan, dobbiamo andarcene subito, questa è stregoneria!
- Credo che abbiate ragione. Radunate le vostre cose e sbrighiamoci ad andarcene.
Non fece in tempo a dire queste parole che dalle scale scese una ragazza, poco più che una bambina, dalle fattezze bizzarre. Non era facile staccare gli occhi dalle sue orecchie a punta e dai rilucenti capelli blu. Lord Sachan sguainò la spada e le intimò di fermarsi.
- Cosa sta succedendo qui? Spiegami, prima che ti ci costringa io.
- Vedi, signore? Io sono tutto e ogni cosa. Sono così o come mi avete vista prima. Sono qui, sono là, oppure non ci sono affatto. O magari ci sono e non voglio farmi vedere. Non sono cose complicate, per una strega.
- Ci avrei giurato! Verso quale destino avevi intenzione di farci cascare?
- Nulla che vi avrebbe danneggiato, signore. Le notizie dell'arrivo dei berserker sono giunte anche qui e non mi hanno certo fatto piacere. So benissimo che razza di gente siano, se possiamo definirli così. E' naturale che, se posso danneggiarli in qualche modo, io faccia un tentativo. Le mie arti possono fare parecchio ma sicuramente voi potrete fare di più.
- E in che modo pensi che potremmo farlo?
- Ho pensato che dei grandi e valorosi guerrieri come voi - sogghignò - avrebbero gradito diventare più forti e imbattibili. Mi sbaglio?
- Certamente no, anche se non ti avevamo chiesto nulla. Quindi ora saremmo diversi da come eravamo?
- Di notte, miei signori, ma non di giorno. E tutte le notti, contrariamente da come pensano certi contadini rimasti ancorati a vecchie dicerie.
- Quindi se combatteremo di notte saremo in grado di sconfiggerli?
- Lo vedrete da voi. Per oggi è meglio che restiate qui, e beviate quel che vi ho portato. Vi farà stare tranquilli poi, domani notte, potrete riprendere il vostro cammino.
E così dicendo si voltò, salì le scale e scomparve nuovamente. Lord Sachan e gli altri passarono il tempo ragionando su quel che era successo e facendo piani in merito ai berserker. Quando fu l'imbrunire uscirono, della strega non vi era traccia, e avanzarono nel freddo e nella neve fino a raggiungere un altura dalla quale potevano osservare un ampio spazio libero. Al cui limitare, notarono, sorgeva un accampamento illuminato da fuochi, con parecchi armati che giravano di guardia.
- Signore, non è un esercito, probabilmente si tratta di truppe mandate in avanscoperta per valutare se attaccare le nostre terre e vedere come il gelo ci ha ridotti.
- Sembra proprio così; se riuscissimo ad infliggergli una grande sconfitta magari non verrebbero in forze. Vale la pena tentare, morire per morire almeno facendolo noi, qui, salveremo la nostra gente.
- Noi siamo con voi, Signore. Ordinate ed attaccheremo.
- Aspettiamo che faccia buio e che inizino a dormire.
La notte calò rapida e da dietro le cime degli alberi sorse pallida una luna enorme. Lord Sachan iniziò a tremare incontrollatamente e con lui i suoi uomini: il bisogno di togliersi gli abiti e le armature di dosso era fortissimo e iniziò a strapparsi le vesti, quasi senza rendersene conto. In un ultimo barlume di lucidità comprese cosa era successo: dormire sotto il simbolo tracciato dalla strega aveva convogliato su di loro l'influsso malefico della
luna mannara e li aveva trascinati nella maledizione dei
lycan. Erano più forti, certo, erano quasi immortali, certo; ma non sarebbero mai più tornati ad essere quel che erano. Con occhi da belve, iniettati di sangue, le zanne scoperte, si fiutarono. Poi, ululando follemente, si gettarono giù dall'altura in cerca di sangue.

Nessun commento:
Posta un commento