giovedì 20 novembre 2025

LA FAVOLA DEL SIGNORE DEL WANGSHIRE (terza puntata)

 (Prima pubblicazione 14.01.2013)

© Crenabog 




- Non ci fu storia, ovviamente. Cinquanta berserker erano in grado di devastare villaggi e città, ma contro otto mannari inferociti - complice anche il fatto che molti erano addormentati - non se ne salvò nessuno.

- Re Brian, ho sentito molto parlare dei licantropi, ma sono così imbattibili?

- Ricorda sempre che solo l'argento li può uccidere e certamente i berserker non avevano armi d'argento ma di acciaio, più forti ma in quel caso inutili. Le ferite si rimarginano quasi subito, a meno che non si riesca a tagliar loro la testa. Così, il problema dei berserker venne atrocemente risolto ma il gruppo di Lord Sachan si trovava ad affrontare un pericolo maggiore: sé stessi. Cominciarono a capirlo al mattino, quando si risvegliarono in mezzo al campo di battaglia e si resero conto dell'accaduto. Il signore del Wangshire volle stringere con loro un patto di sangue e formarono un k-not, l'antica fratellanza d'arme che lega ognuno al suo commilitone, andando ben più oltre, prendendo quasi l'aspetto di una famiglia. Il k-not è impossibile da spezzare, per chi ci crede veramente. Iniziarono a percorrere le contrade in lungo e in largo, cercando nemici della popolazione da abbattere e vi riuscirono molto bene ma, la notte, a volte la furia e la fame facevano perdere di vista gli obbiettivi prefissati e purtroppo ci andarono di mezzo anche degli innocenti. Alla fine, le voci si propagarono, ed arrivarono alla regina degli Elfi, Kal Ladel, che perseguiva un sogno di perfezione per il suo regno e non poteva sopportare che quelle belve girassero indisturbate .




Mandò le sue truppe alla ricerca dei mannari e un mese dopo, seguendo racconti terrorizzati e scie di sangue, riuscirono a circondarli sulle rocce di Barnèa; Lord Sachan fece nascondere i suoi in una grotta, attese il mattino e, trasformatosi, discese nella piana per parlare con gli elfi, sperando di arrivare ad una spiegazione e, magari, trovare un rimedio per la loro maledizione. Venne invece catturato e legato ad una catena in segno di spregio e di offesa, come un cane, mentre gli elfi avanzavano verso le rupi. Lord Sachan udì da lontano le grida di agonia dei suoi uomini, trafitti da frecce argentee e cadde in una profonda disperazione. Venne trascinato via dagli elfi a cavallo, che ostentavano sulle loro picche le teste dei suoi commilitoni. Passarono per villaggi e piccole città, accolti da urla di rabbia e di scherno, badando a tenere il Lord incatenato e al centro di falò durante la notte poi, giunti alla città del re degli elfi, venne esposto in una gabbia d'argento come esempio per tutti della giustizia di Kal Ladel. Lord Sachan languì per giorni e notti, sempre più debole quando, in una notte buia e nebbiosa al punto che a malapena riusciva a scorgere qualcosa oltre le sbarre, sentì un passo furtivo avvicinarsi e vide il volto diafano della strega che lo fissava. Non aveva neanche la forza di inveire contro di lei, che disse:
- Mi spiace, mio signore, che il mio dono abbia avuto questo risultato. Desideravo farti combattere gli invasori nel modo migliore ed invece, per colpa di questi elfi, eccoti qui a morire. Cosa faresti, se potessi uscire?
- Hanno ucciso i miei uomini, hanno distrutto il mio k-not. Distruggerei loro, se solo ne avessi la forza...
- E cosa daresti per farlo?
- Quello che vuoi, strega.
- E sia. Allora, sarai mio. E se non ti piacerò, ricorda che posso prendere qualsiasi sembianza. Ora, vediamo cosa sai fare.





Così dicendo, alzò una mano e la serratura della gabbia scattò. Il sangue della sentinella addormentata fece scorrere di nuovo il sangue nelle sue vene, la luna fece il resto. In poche ore la popolazione era stata decimata e il branco di mannari era aumentato a dismisura perché mannari si può diventare in vari modi. O se si è il settimo figlio di un settimo figlio, o per il morso di un licantropo o per una maledizione. Qualcuno dice che lo si diventi anche bevendo il succo estratto dalla luparia ma di questo, amico mio, non c'è certezza. Il giorno dopo Lord Sachan beveva sangue dal cranio di Kal Ladel, seduto sul suo trono, mentre i mannari perlustravano la città sbranando chi non voleva unirsi a loro col contagio. Afelia, la città degli elfi, divenne il centro della vita dei mannari, dalla quale, dopo averla ulteriormente fortificata, partivano per le loro cacce notturne, e Lord Sachan regnò con la strega al fianco a lungo perché la vita dei mannari è lunghissima, ben più degli umani, molto, molto di più, anche se non sono eterni. Fino a che non giunse, dalle lontane propaggini del nostro mondo, uno stregone invitato dai regnanti del Popolo Segreto per distruggere la piaga dei mannari: costui usò tutti i suoi poteri, comandò gli elementi, bloccò con gli incantesimi le uscite di Afelia, portò i suoi abitanti alla carestia e alla fame. Quando i mannari iniziarono a sbranarsi tra loro sciolse argento vivo nelle falde acquifere avvelenando i rimanenti. Fu una strage immensa, per opera di un solo uomo - se uomo lo si poteva definire. Quando anche l'ultimo ululato si spense, in pieno giorno, lo stregone aprì la porta principale di Afelia con un solo gesto ed entrò, tra cumuli di cadaveri. Solo il ronzio delle mosche faceva da sottofondo al suo camminare. Lo stregone giunse alla sala del trono, scansò il corpo di Lord Sachan, rimasto a morire al suo posto insieme al suo nuovo k-not, e sedette, godendo alla vista delle ricchezze accumulate ad ogni angolo; mentre restava immerso nei suoi pensieri vide entrare una ragazzina.


Stupefatto gli domandò chi fosse e come avesse fatto a sopravvivere. Lei rispose di aver vissuto nelle fognature della città sin dal primo assalto di Lord Sachan e lo pregò in ginocchio di salvarla da quel luogo spaventoso e portarla via per ricominciare a vivere. Lo stregone la guardò e venne colto da un malevolo desiderio fisico che gli ottenebrò la mente. Desiderava possederla, subito, anche se non capiva il perché. La prese per mano e la condusse verso una porta aperta, oltre la quale vedeva un grande letto coperto di pelli di lupo. Un ora dopo, la strega uscì da lì con un mantello nuovo. La pelle dello stregone. Non se ne seppe più nulla e col tempo anche di Afelia si persero le tracce: la città dannata non induceva nessuno a volerla ricordare. E' passato un tempo enorme, amico mio, ma, non è una bella storia?
- Oh, certamente lo è, re Brian. Ma in che modo può tornarmi utile, a parte il raccontarla ad altri?
- Mio buon amico, lo può, eccome. Perché nessuno andò più ad Afelia, e nessuno ne ebbe i tesori. E solo alcuni ricordano dove essa fosse. Io, ad esempio..
disse il re dei folletti, sogghignando alla luce del falò che ardeva nel grande camino.



 





Continua nella quarta puntata, QUI : La favola del Signore del Wangshire 4



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