(Prima pubblicazione 24.07.2009)
© Crenabog
Il Narratore stava percorrendo il sentiero per andare a trovare re Oberon nella sua reggia sotto la collina magica quando si sentì tirare il lembo dei calzoni, guardò in basso e vide un piccolo Spriggan. Si chinò a chiedere cosa mai volesse e il piccolo Spriggan insistette per sentire una delle sue favole, il Narratore pensò che fosse proprio l'ascoltatore giusto per quella che aveva in mente, perciò si sedette nell'erba e cominciò a raccontare :
C'era una volta, in quel certo villaggio che ben conosciamo, un uomo che faceva le scarpe: dai grandi stivali per andare a seminare le zolle alle scarpette da donna per andare al ballo di Calendimaggio, e gli venivano così bene che anche da altre località venivano per comprarle. Un giorno i Broggan che vivevano dentro le sue mura rubacchiando da mangiare si recarono a rendere omaggio a Re Brian e, davanti ai minuscoli boccali di birra, si vantarono di vivere a casa del più grande ciabattino vivente. Re Brian Borough si incuriosì parecchio e gli venne voglia di avere anche lui quelle scarpe così speciali. Re Brian infatti era solo il Re dei Folletti, non come Oberon che essendo il Re della Gente Segreta comandava su tutti, e perciò non aveva stuoli di servitori pronti a fargli qualsiasi cosa. Spesso le cose che voleva doveva rimediarle da sé. Una notte quindi, accompagnato da un gruppo di Leprechaun, andò dal ciabattino che fu molto sorpreso di trovarselo davanti: aveva sempre saputo di lui ma non lo aveva mai incontrato di persona. Si sedette sul tavolo (i folletti son proprio piccoli, si sa) e gli spiegò che voleva un paio di scarpe bianche e verdi, con i tacchi dorati e nel più breve tempo possibile, anzi, quella notte stessa! Il ciabattino gli propose di fargliele trovare per il tramonto seguente e si misero d'accordo sul prezzo, un paiolo di monete d'oro. Quando fu il momento Re Brian andò a prenderle e fu contentissimo di come gliele aveva fatte perciò fece comparire il paiolo promesso e se ne andò; poco dopo il ciabattino saltò sul suo carretto trainato da un pony e corse verso la Radura dei Tumuli. Ai folletti e altri esserini fatati che si presentarono disse che era venuto per acquistare tutto l'idromele che gli avessero portato e quelli, essendo molto avidi, si precipitarono a prendere tutte le botticelle che avevano con le quali riempirono la botte che aveva portato sul carretto. Lui l'assaggiò, ne fu soddisfatto e pagò tutti generosamente con le monete di Re Brian poi tornò alla locanda dove vendette la botte all'oste per l'equivalente di ben più di due paioli di monete d'oro. Il mattino dopo, appena sorse il sole, le monete di Re Brian, essendo fatate, scomparvero diventando cenere, suscitando l'ira dei folletti che andarono dal Re a protestare. Quando seppero che erano sue, si arrabbiarono talmente che Re Brian fu costretto a scappare a Cavanagh e a restarci per un mese finché non se ne furono dimenticati.. Anche il ciabattino non si era dimenticato delle storie che raccontava il narratore e ben sapeva quanto Re Brian potesse essere infido perciò aveva escogitato quel piano: se devi fare una cosa, falla in fretta! e non credere a tutto ciò che luccica.


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