mercoledì 19 novembre 2025

LA FAVOLA DELLA RAGNATELA ETERNA

 (Prima pubblicazione 21.07.2009)

© Crenabog




Quella sera Finbar, il piccolo figlio del Narratore, stentava a prendere sonno così suo padre si sedette vicino al suo letto e, mentre gli accarezzava la testa, prese a narrare una delle sue storie preferite :

C'era una volta, in una casa vicino al Bosco Buio, un bambino che amava giocare con i suoi trastulli e che spesso usciva per andare a vedere cosa stesse facendo la Gente Segreta, là nel folto del bosco. Così facendo aveva fatto amicizia con molti esseri fatati e spesso trovava da divertirsi parecchio insieme a loro; un giorno che stava passeggiando insieme a due scoiattoli, discutendo insieme a loro su quale albero avrebbero potuto trovare più nocciole, si trovarono davanti ad un piccolo sentiero, a malapena visibile tra la folta vegetazione. Incuriosito, ci si addentrò, noncurante del fatto che gli scoiattoli fossero voluti rimanere nella radura. E cammina, cammina, arrivò davanti ad una strana grotta che non aveva mai visto prima: si fece coraggio, accese la pila che portava con sé ed entrò dentro. Andando avanti cominciò a sentire freddo, era sempre più buio, alla fine si ritrovò la strada sbarrata da una ragnatela. Ma era una ragnatela enorme, immensa, fittissima, come una gigantesca nuvola rubata dal cielo e stipata lì dentro; non aveva mai visto una cosa simile! Sentiva distintamente in lontananza il frusciare dei ragni e cercando di vederli ne strappò qualche lembo. Subito sentì una vocina dirgli: "Non lo fare, non lo fare!" Ma lui, no, continuò imperterrito a strappare la ragnatela per arrivare dall'altra parte ed ecco che, dal profondo della grotta, si alzò come un vento fortissimo che uscì ruggendo dalla caverna. Il bambino rotolò fuori trasportato dal vento e pieno di paura iniziò a correre verso casa. Corse e corse e non si sentiva più nulla nel Bosco, nessun uccello cantare, nessun folletto fare musica, niente di niente. Quando fu arrivato a casa spalancò la porta e... guardò la sua mano. Era cresciuta! Non poteva essere la sua! Si fermò davanti allo specchio dell'ingresso ed ecco là un bel ragazzo, grande e grosso: Stupefatto chiamò suo padre ma solo una voce roca e stanca gli rispose. Andò di sopra e lo trovò steso sul letto, vecchio, pieno di rughe e incapace di alzarsi. "Figlio, cosa è successo mentre eri nel bosco?" sussurrò. Lui gli racconto tutto e il padre disse:" Oh no, hai distrutto la ragnatela proibita. Il Re dei Ragni la tesse da millenni e tutti gli anni che passano, quando fuggono via, finiscono lì. Tutto il tempo del mondo era tenuto dalla ragnatela. Ora è ritornato addosso a tutti noi.." Il bambino, ormai grande ma sempre spaventato da morire, chiese cosa si potesse fare mai. Il padre, allo stremo delle forze, gli spiegò cosa - secondo le antiche leggende - andava fatto. Quando venne la notte il giovane andò a bruciare dell'incenso all'imboccatura del Grande Pozzo Vuoto, che da secoli troneggiava al centro del Bosco e al quale nessuno si avvicinava. Al sentire il profumo poco dopo fece capolino la grande testa del gigantesco Verme Ouroborous, bianco come la luna, che vide il ragazzo e pensò bene di catturarlo. Lui si mise a correre in cerchio attorno al Pozzo e corse e corse e corse con tutte le sue forze e quando il Verme cominciò ad essere stanco, il ragazzo raccolse un pupazzo che aveva portato e nascosto in un cespuglio, e lo lanciò nel Pozzo. Subito il Verme si tuffò per catturarlo e lui tornò a casa. Trovò suo padre come lo aveva lasciato la mattina presto, allegro e davanti ad un bicchiere di birra e si accorse che non arrivava al tavolo: era ritornato piccolo. Ouroborous, gli spiegò il padre, creava il Tempo, girando all'infinito nelle profondità del mondo. Averlo fatto girare così tanto all'incontrario aveva riportato le cose a posto ma avevano corso un rischio terribile. Di certo da quella volta il bambino imparò a non toccare mai più, figurarsi a rompere!, le cose che non conosceva.





*** FINE ***





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