(Prima pubblicazione 25.07.2009)
© Crenabog
C'era una volta, nel paesino che ben conosciamo, un uomo che aveva avuto un bambino e lo vedeva crescere e giocare sano e bello. Ma quel bambino di iniziare a parlare proprio non voleva saperne e la mamma si disperava anche perché si avvicinava il momento di andare a scuola e sarebbero stati guai. Il piccolo non ci pensava, contento di fare i suoi giochi e di esprimersi a segni e a borbottii. Il padre andò a parlarne col Narratore del villaggio, sperando che gli potesse dare qualche consiglio, ché di cose ne sapeva tante e lui gli raccontò di una vecchia credenza popolare. Bisognava recarsi all'antico castello di Blarney e far baciare la pietra magica al bambino, così si sarebbe risolto tutto, la pietra era la metà di quella posta sotto il trono degli antichi Re e sulla quale essi avevano giurato fedeltà alla nazione ed al popolo, ed aveva grandi poteri. Detto fatto, il buon uomo preparò la sua carrozza di legno, quelle grandi e belle carrozze con l'abitacolo in legno a forma di grande botte, con le finestrelle e le tendine, ci attaccò i cavalli, prese il piccolo e partì. Ci misero diversi giorni, passandoli a godersi il paesaggio e le meravigliose notti stellate, ascoltando i sussurri delle Fate della campagna e facendo a gara se vedevano qualche cappello di gnomo spuntare nei campi coltivati. Arrivarono al maestoso castello di Blarney che da secoli dominava le vallate circostanti, chiesero il permesso di salire in cima alla torre e quando furono lì, videro il famoso buco nel pavimento dal quale si accedeva ad un profondissimo cunicolo. La Pietra Magica di Scone era incastonata lì dentro a poche decine di centimetri dall'orlo. Il padre tenne il bambino ben fermo e questi si distese col capo nel buco, trovò la Pietra e la baciò. Soddisfatti se ne tornarono alla carrozza, dopo aver salutato i proprietari del maniero. Non passò un ora che il bambino cominciò ad elencare tutte le cose che vedeva rendendo suo padre molto soddisfatto. Ma poi, per tutto il viaggio, non tacque per un minuto, eccezion fatta per il tempo in cui dormiva. E parlò, e parlò, e una volta arrivati andò a salutare tutti i conoscenti intrattenendosi con loro in lunghissime chiacchierate. Andò anche dal Narratore per ringraziarlo e si fece raccontare tutte le favole che conosceva così da poterle ridire ad altri! E chiacchierò poi, per tutta la vita, diventando famoso anche fuori del villaggio e della sua contea. Ah, i miracoli sono una gran bella cosa ma se si potesse dosarli a volte sarebbe meglio!


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