(Prima pubblicazione 07.08.2009)
© Crenabog
C'era una volta, poco fuori dall'abitato del villaggio, una casa piccola tutta di legno, con una graziosa veranda; ci viveva una donna che da giovane era stata una vera bellezza, molto amata e corteggiata ma che, con l'avanzare dell'età, aveva pian piano perduto i rapporti con le persone del villaggio e, siccome non si era mai decisa a scegliere tra i suoi corteggiatori, non si era sposata restando così da sola ad affrontare gli anni che venivano. Si consolava scrivendo lettere ai tanti amici che aveva sparsi per le contee e finanche fuori dal regno, e leggendo le risposte che questi le inviavano. Le conservava tutte in molti cassetti, ordinate e catalogate al nome di ognuno, così da poterle ritrovare e rileggerle ricordando fatti e tempi trascorsi felici. I mesi passavano, gli anni scorrevano e così la sua esistenza, come un fiume in piena diventato ruscello andava lentamente disseccandosi. Un giorno si ammalò di uno dei tanti malanni che vengono alle persone anziane e, quando vide il medico allontanarsi scuotendo la testa, ebbe un vago fremito di paura. La sua vita non era stata granché ma era pur sempre la sua vita e le dispiaceva perderla. Una notte sentì dei rumori fuori dalla porta e poi bussare. Si alzò con fatica per aprire e si ritrovò a tu per tu con la Morte. Non se ne stupì, in fondo se l'aspettava, ma le rivolse la parola pregandola di lasciarla ancora stare. " Non voglio morire,- disse -, voglio ancora leggere le lettere che mi mandano i miei amici. Ho così tante cose da dire e tante da ascoltare." La Morte annuì in silenzio e si girò per andarsene, sussurrando : "Tornerò, bada." La donna tornò a letto e il giorno dopo si mise in veranda con il tavolino pieno di fogli di carta e scrisse innumerevoli lettere a tutti i suoi amici. Da allora non fece altro che scrivere e ricevere, leggere e scrivere di nuovo ma le stagioni passavano, l'autunno cedette il posto all'inverno e tutti, chiusi al caldo nelle loro case, non avevano altro da fare che scrivere aiutandola inconsapevolmente ad allungare la sua vita. Venne la primavera, con i suoi profumi e i suoi colori, nuovi amori da raccontare e nuove avventure da scrivere alla anziana signora che era così felice di accogliere il portalettere e offrirgli del tè...e giunse alfine una nuova estate, così calda e splendente che tutti i suoi conoscenti decisero di partire per vedere nuovi posti che, pensavano, le avrebbero descritto poi quando fosse tornato il freddo. Un giorno il portalettere le portò cinque buste, un giorno gliene portò tre, un altro una.. poi non venne. Passarono i giorni e lui non veniva. Nessuno pensava alla vecchia signora e nessuna lettera giungeva più. Ma la Morte sì, quella giunse puntuale, a ricordarle il patto e la signora si distese triste sul letto, chiudendo gli occhi. Quando venne il freddo vento d'inverno a spogliare i rami dalle ultime foglie secche giunse infine il portalettere a lasciare davanti alla sua porta un gran pacco di buste...e nelle notti di luna piena, quando la bianca luce illumina il villaggio, lo spirito della signora se ne sta lì a guardarle, triste, perché non può aprirle. Ancora un poco di tempo, pensa, le sarebbe bastato.. e se tutti i suoi amici si fossero ricordati di lei, quando era il caso che lo facessero, ora starebbe seduta in poltrona a leggerle.
*** FINE ***


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