(Prima pubblicazione 23.06.2009)
© Crenabog
Era calata la notte già da qualche ora ma una strana inquietudine aveva avvolto l' antico villaggio e anche il piccolo Finbar stentava ad addormentarsi, sentì provenire dal bosco un lamento triste e lungo. Andò da suo padre con un poco di paura e glielo disse, il padre lo rincuorò e lo rimandò a dormire dopo averlo accarezzato e benedetto. La mattina dopo alla loro porta si presentarono il borgomastro e i maggiorenti del villaggio che volevano discutere di quanto avevano sentito anche loro nella notte. Erano andati con sicurezza dal Narratore del paese che sapeva infinite cose, spesso infatti si rivolgevano a lui per qualche consiglio; il bosco intorno era sempre frequentato da folletti, gobelins, una volta avevano avvistato persino un troll in lontananza.. Insomma, a farla breve, il Narratore li invitò tutti alla calma dicendo che sapeva di cosa si trattava e che ci avrebbe pensato lui. Quando scese la notte uscì di casa recando con sé una lanterna ed un sacchetto, e si avviò verso il limitare del bosco; improvvisamente ecco ricominciare quel lamento straziante che proveniva dal bosco folto. Vi entrò e subito scorse, seduta su un tronco abbattuto, una figura femminile ammantata di bianco che si teneva la testa tra le mani. Aveva ben compreso che una Banshee era arrivata alle porte del paese e se non avesse provveduto subito sarebbero stati guai. Le si rivolse:- Dimmi, spirito, cosa desideri da noi?
La Banshee alzò il volto solcato dalle lacrime e rispose:- Ah, porto con me una maledizione e sono stata mandata a prendere un anima per portarla via..
L'uomo le rispose:- Immaginavo fosse per qualcosa del genere e comprendo che tu non ne hai colpa. Facciamo così, in questo sacchetto ci sono tanti chicchi di riso quante persone ci sono in paese. Uno dei chicchi è nero e simboleggia l'anima che potrai portare via con te. Per non far torto a nessuno degli abitanti, quell'anima sarà la mia. Però desidero che mi lasci il tempo di sistemare le mie faccende e di salutare il mio bambino, quindi ti chiedo dodici ore di tempo, poi potrai cercare il chicco nero e portarmi via con te. Sei d'accordo?
La Banshee ci pensò un momento, si asciugò gli occhi col lembo del bianco manto e accettò di buon grado, poi si dissolse nel buio. Allora l'uomo si recò più avanti, verso una radura e sparpagliò in terra il contenuto del sacchetto quindi se ne tornò a casa a dormire con suo figlio accanto. La mattina la gente del paese andò alla loro casa per avere notizie e lui raccontò tutto. Sbalorditi, guardandosi tra loro, gli diedero del pazzo per aver ceduto la sua anima anche se lo ringraziarono per averli salvati, ma lui disse a tutti di non preoccuparsi perché sapeva quel che faceva. A mezzogiorno ecco che la Banshee ricomparve nella radura e si mise a guardare in terra cercando i chicchi di riso: eccone uno laggiù, ma, si muove! Guardò meglio e vide che il chicco di riso veniva trasportato velocemente da una formica verso un enorme formicaio lì vicino. La Banshee guardò dappertutto ma non era rimasto in terra nemmeno un chicco di riso.. chissà in quali anfratti segreti delle profondità della terra erano ormai stati nascosti! Scosse il capo, rendendosi conto di essere stata tratta in inganno, guardò un ultima volta verso il paese e scomparve per non ritornarci mai più, riflettendo sul fatto che il brav'uomo era stato eroico, era stato generoso.. ma certamente non era stato stupido.
*** FINE ***


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