(Prima pubblicazione 10.07.2009)
© Crenabog
Il piccolo Finbar era decisamente un bambino curioso, di certo aveva ereditato questa sua caratteristica dal padre, il Narratore del villaggio, che per guadagnarsi la vita viaggiava in continuazione nello Shire raccogliendo leggende, storie e tutto il folklore locale per poi intrattenere la gente di città e villaggi ricevendo doni e monete in cambio. Un giorno Finbar era andato dentro Bosco Buio a cogliere le more selvatiche, imbrattandosi la bocca e le mani di sugo di mora e riempiendosene il canestro, quando sentì un rumore di passi pesanti provenire dal fogliame. D'improvviso si trovò davanti un troll bardato di tutto punto neanche fosse dovuto andare alla fiera annuale delle Fate di Cristallo, carico di sacchi, pacchetti e altra roba strana. Il bambino, che ne aveva viste di tutti i colori e non si stupiva più di nulla, pensò che l' ombra del folto del bosco impediva alla luce del sole di trasformare in pietra il troll e gli domandò dove stesse andando; quello rispose che stava andando in visita a sua madre. Il piccolo chiese se gli avrebbe fatto piacere d'essere accompagnato e quello, che a quanto pare era un troll beneducato, fece di sì col capo, contento. Camminarono per parecchio inoltrandosi nel folto del bosco ed avvicinandosi alla Landa dei Tumuli , dove di solito si radunavano fate, folletti e ogni altra cosa la fantasia del mondo avesse mai partorito nei secoli, quando il troll indicò una specie di grande secchio rugginoso poggiato su un tumulo. "Eccola lì", esclamò. Il bambino meravigliato gli chiese che roba fosse quella e lui rispose, "Non hai mai sentito la storia della vecchia? C'era una volta una vecchia che viveva sotto una secchia e se non se ne è andata è ancora lì celata. Ecco, credevi fosse una cantilena, invece parla della mia mamma!" Quindi alzò con le manone il secchio e sotto, dico!, davvero c'era una piccolissima vecchietta troll seduta su una seggiolina che stava cucendo un calzino. Quella sorrise felice al vedere il figlio, enorme al confronto, e salutò garbatamente il bambino. Stettero seduti intorno al tumulo a chiacchierare fino al pomeriggio poi la vecchina disse che bisognava riaccompagnare a casa il bambino prima che fosse buio per via di un certo lupo che da un mese girava nel bosco e il troll si accomiatò da lei con un bacio, lei volle per forza regalare il calzino al piccolo poi rialzò il secchio e ci si rificcò sotto. Tornarono quindi ai limiti del bosco e, salutato il troll, il bambino andò verso casa quando da lontano intravide il padre che tornava anche lui. Lo salutò e correndo andò a dirgli tutto. Il padre pensò che gli stesse raccontando una storia inventata ma quando vide il calzino piccolissimo sbottò a ridere e non dubitò più di suo figlio anche se restò col dubbio che i troll avessero una strana idea delle case da scegliersi per abitare.. Un secchio, figuriamoci!


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