martedì 25 novembre 2025

LA FAVOLA DEL PAIOLO MAGICO (terza puntata)

 (Prima pubblicazione 17.11.2014)

© Crenabog 



Re Oberon alzò un grande boccale di peltro intarsiato, colmo di birra schiumante, e lo bevve d'un fiato. Si terse le labbra col dorso della mano e lo sbatté sul tavolo. " Oh sì! Nessuno si aspettava una minaccia simile e invece.. quando la moltitudine delle loro navi venne avvistata all'orizzonte, nessuno capì a chi appartenevano. Colori mai visti prima era sfoggiati dalle loro bandiere e le sentinelle costiere si precipitarono ad allertare tutti. I fuochi arsero sulle torri di guardia, uno dopo l'altro, portando la notizia a tutte le città del regno. Le truppe iniziarono a mobilitarsi e da ogni luogo marciarono verso il punto dell'approdo previsto. Ora, dovete capire una cosa: i Tuatha dè Danann erano una razza dalle origini magiche, strettamente legata alle divinità del cielo e della Luna in particolare. Avevano dunque poteri particolari e i loro maghi erano tenuti in alta considerazione; anche loro si diedero da fare, evocarono spiriti ed ebbero la risposta che cercavano. Gli invasori erano i cosiddetti Uomini dell'Inferno. Il perché del loro appellativo derivava da due cose: la prima era che venivano dall'estremo sud, da un paese che secoli dopo sarebbe stato conosciuto con il nome di Spagna. L'altra, facilmente intuibile, era la loro leggendaria ferocia e questo fece calare una nube di preoccupazione su tutto il popolo. Memori del loro stesso comportamento iniziale con i Fomorean, i Tuatha non tentarono neanche di fare delle trattative, iniziarono a fortificare le città e radunarono un contingente enorme di soldati. Gli stregoni, intanto, avevano cercato di escogitare maledizioni da lanciargli contro, evocarono spiriti e demoni per farsi aiutare in combattimento e infine, ricordando una delle loro antiche leggende, quella dell'Undry, tentarono di realizzarne uno nuovo ma con poteri diversi. Ah. Giusto, non tutti voi sapete di cosa sto parlando. Ci fu un tempo in cui i Tuatha lottarono persino contro gli dei del luogo, finendo per sconfiggerli con il loro valore e la loro audacia. Quando catturarono il dio Dagda, trascinandolo in giro nella sue enormità, tale che il suo sedere scavò il letto di un fiume che ancora esiste, si impossessarono anche del suo tesoro. In mezzo ad esso c'era l'Undry, il paiolo magico che forniva cibo a chiunque lo chiedesse, e che per molti anni rifornì le mense dei principi Tuatha, fino a scomparire, forse rubato, forse tornato ai suoi dei, chi sa. Ora, gli stregoni Tuatha volevano creare un altro calderone, ma che fosse in grado di risanare qualsiasi guerriero ferito o morente così, a furia di interrogare gli spiriti dell'aldilà, ebbero le formule che gli servivano. Forgiarono l'enorme Oder, un gigantesco calderone capace di accogliere al suo interno un guerriero intero, e curare ogni male o ferita e subito lo mandarono, su un carro scortato dalla guardia del re, a Lugh l'Il-Danà, il prediletto di Diana, la dea lunare. Lugh comandava l'esercito e scese in campo alla testa dei suoi ogni volta che ci fu un combattimento, mai perdendosi d'animo, sempre primo avanti a tutti, coperto di ferite da capo a piedi, grondante sangue ma sembrava invincibile. E ogni volta lui e i feriti venivano risanati.





Purtroppo anche tra i Tuatha esistevano persone corruttibili e un loro soldato, catturato dagli Uomini dell'Inferno, raccontò loro la storia dell'Oder in cambio di una ricompensa in oro. Così una notte, mentre era stata dichiarata da entrambe le parti una tregua, dopo mesi di mostruose battaglie e spargimenti di sangue, mentre la nebbia marina saliva coprendo ogni cosa con la sua umidità e il suo vestito di folate bianche, un gruppo di nemici mascherati con le armature Tuatha rubate ai caduti, entrò nel campo di Lugh e rubò l'Oder. Questo, quando fu scoperto la mattina dopo, gettò nello sconforto l'armata e volse definitivamente le sorti della guerra a favore degli Uomini venuti dall'Inferno: i Tuatha, orfani dei loro capi periti in combattimento, si dispersero per ogni dove, cercando scampo alle devastazioni. Per secoli i nostri storici e studiosi si sono chiesti come sia stato possibile che i Tuatha avessero incontrato un simile destino, lasciando il potere a quelli che erano semplicemente degli esseri umani. Ora, crediamo che siano stati abbandonati dai loro dei, ma per quale motivo temo che nessuno lo scoprirà mai. Dunque, gli umani si sparsero sulla terra, occuparono città e villaggi e mutarono profondamente il volto del paese. L'Oder, desiderato da ognuno dei tanti signori che si erano divise le regioni, venne distrutto in una battaglia locale, e i suoi tre pezzi trafugati come reliquie e dispersi chi sa dove. I Tuatha dè Danann invece, nascosti su monti, caverne, boschi, con il passare dei secoli si trasformarono in un popolo dalla vita lunghissima, spezzettato in molte razze diverse, ognuna figlia di particolari poteri perdendo sempre più facilmente quei connotati fisici umani che all'inizio li avevano distinti. I Tuatha dimenticarono anche le loro origini, tranne i pochi storici e studiosi itineranti che cercavano di mantenere viva la memoria delle loro radici, andando in giro a narrare le storie antiche, e iniziarono a chiamarsi i Sidhe. Sì. Noi, il Popolo Segreto, la Razza Felice, gli esseri fatati. Noi, i Sidhe , siamo le ultime vestigia dei Tuatha dè Danann. Noi siamo ciò che gli umani sognano, quel che non riescono a vedere, quel che vive intorno a loro. La loro razza è debole e non combatte più, ma noi non abbiamo bisogno di riprenderci le nostre antiche terre. Perché non ce ne siamo mai andati. Che ne dite, ce lo meritiamo quindi, un brindisi?" , esclamò, mentre tutti urlavano la loro approvazione, facendo di nuovo scorrere birra e sidro a fiumi.




Continua nella quarta puntata QUI : La favola del paiolo magico 4

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