lunedì 24 novembre 2025

LA FAVOLA DEL MARE DEL TEMPO (seconda puntata)

 (Prima pubblicazione 17.10.2013)

© Crenabog 





Una volta iniziato a percorrere il primo sentiero specchio che erano riusciti ad individuare, avvertirono subito un sottile mutare nell'atmosfera, come se quella strada li stesse conducendo verso qualcosa di pericoloso. C'era un senso di sbagliato in tutto, forse la forma troppo intricata degli arbusti, o il colore della vegetazione che appariva meno splendente del solito.. quando gli alberi lasciarono spazio davanti a loro poterono finalmente vedere una vasta piana al cui centro spiccava una folta boscaglia. Cinnia fu la prima a riconoscere il luogo dove erano giunti.

- Finbar, ho davvero paura che siamo finiti a Marbh Plain, dobbiamo stare attenti!

- Non ne ho mai sentito parlare, cos'è?

-Ne ho sentito la descrizione in un racconto delle fate. Era l'antico regno degli Uomini Verdi, vivevano qui nella loro foresta, in armonia con la vegetazione. Poi, le guerre dei Danaan li costrinsero a nascondersi e persero i loro poteri. Per quel che ne so, su questo luogo pesa una brutta maledizione.

- Pensi che potremmo arrivare fino a quel bosco, a vedere?

- Non so se facciamo bene. Magari è meglio se torniamo subito indietro..

Ma il ragazzo si era già avviato e lei lo seguì, non se la sentiva di restare sola. Il figlio del Narratore le restò al fianco fino a che non entrarono tra i primi alberi ma poco dopo una voce li colse di sorpresa.



- Cosa ci fate nel Bosco Proibito?

Si voltarono e restarono impietriti nel vedere un grande albero nel quale si distinguevano vaghe fattezze umane, dall'aspetto minaccioso, muoversi lentamente nella loro direzione.

- Siamo qui per caso e non abbiamo cattive intenzioni, - disse il ragazzo.

- Era quel che disse anche lo stregone dei Danaann, prima di condannarci tutti. Perché dovrei credervi?

- Perdonaci, non sapevamo che fosse abitato e non sappiamo nulla di quello stregone.

- Forse sarà così. E' passato moltissimo tempo da allora. Quel che vedi è cosa siamo adesso. Lo splendore degli Uomini Verdi è stato distrutto, siamo stati trasformati in alberi e chi di noi non ha perso la ragione, sta comunque perdendo la memoria della nostra grandezza. Ancora riusciamo a spostarci, non tutti però: altri si sono ancorati alla terra e stanno lentamente diventando solo linfa, corteccia e foglie.

Cinnia rispose, con tono triste: - Ma non c'è modo di poter annullare questa magia?

- Venite con me da GrandiRami, era il più saggio di noi, forse ricorda ancora qualcosa.

Si addentrarono con grande lentezza, seguendo l'uomo albero, e si fermarono davanti ad un enorme quercia. Le foglie formavano una specie di volto, che sembrava fissarli.





- Chi mi hai portato, Virio?
- Due ragazzi capitati per caso, GrandiRami. Mi hanno chiesto se esiste un modo per salvarci, ma io non ho saputo rispondergli. Tu, sapresti come fare?
- In realtà, tra i nostri più lontani ricordi, qualcosa c'è. Esiste, o esisteva una volta, una foglia magica che aveva il potere di risanare l'essenza stessa della natura. Ma per trovarla bisogna andare indietro di secoli, quando aveva il massimo potere. E per fare questo bisogna giungere alle sponde del Mare del Tempo.
- GrandiRami, - esclamò il figlio del Narratore, - dove è questo mare? E perché non siete riusciti a salvarvi da soli?
- Perché la maledizione ci ha legati tutti in questo bosco, e il mare non è in questo mondo, ragazzino. Il Mare del Tempo esiste all'incrocio dei mondi e ci si arriva con gli specchi di Hogan.
- Chi è Hogan? - disse Cinnia.
- Il più grande dei maghi degli Uomini Verdi. Ai quattro punti del nostro regno nascose quattro specchi magici attraverso i quali si può vedere ogni mondo possibile e, se lo si desidera con tutto il cuore, raggiungerlo.
- Allora indicaceli, GrandiRami, e proveremo ad aiutarvi, è una promessa! - disse Finbar. E la maestosa quercia spiegò loro dove trovare lo specchio più vicino.







Continua nella terza puntata, QUI : La favola del mare del tempo 3


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