(Prima pubblicazione 17.10.2013)
© Crenabog
- Finbar, ho davvero paura che siamo finiti a Marbh Plain, dobbiamo stare attenti!
- Non ne ho mai sentito parlare, cos'è?
-Ne ho sentito la descrizione in un racconto delle fate. Era l'antico regno degli Uomini Verdi, vivevano qui nella loro foresta, in armonia con la vegetazione. Poi, le guerre dei Danaan li costrinsero a nascondersi e persero i loro poteri. Per quel che ne so, su questo luogo pesa una brutta maledizione.
- Pensi che potremmo arrivare fino a quel bosco, a vedere?
- Non so se facciamo bene. Magari è meglio se torniamo subito indietro..
Ma il ragazzo si era già avviato e lei lo seguì, non se la sentiva di restare sola. Il figlio del Narratore le restò al fianco fino a che non entrarono tra i primi alberi ma poco dopo una voce li colse di sorpresa.
- Cosa ci fate nel Bosco Proibito?
Si voltarono e restarono impietriti nel vedere un grande albero nel quale si distinguevano vaghe fattezze umane, dall'aspetto minaccioso, muoversi lentamente nella loro direzione.
- Siamo qui per caso e non abbiamo cattive intenzioni, - disse il ragazzo.
- Era quel che disse anche lo stregone dei Danaann, prima di condannarci tutti. Perché dovrei credervi?
- Perdonaci, non sapevamo che fosse abitato e non sappiamo nulla di quello stregone.
- Forse sarà così. E' passato moltissimo tempo da allora. Quel che vedi è cosa siamo adesso. Lo splendore degli Uomini Verdi è stato distrutto, siamo stati trasformati in alberi e chi di noi non ha perso la ragione, sta comunque perdendo la memoria della nostra grandezza. Ancora riusciamo a spostarci, non tutti però: altri si sono ancorati alla terra e stanno lentamente diventando solo linfa, corteccia e foglie.
Cinnia rispose, con tono triste: - Ma non c'è modo di poter annullare questa magia?
- Venite con me da GrandiRami, era il più saggio di noi, forse ricorda ancora qualcosa.
Si addentrarono con grande lentezza, seguendo l'uomo albero, e si fermarono davanti ad un enorme quercia. Le foglie formavano una specie di volto, che sembrava fissarli.



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