lunedì 24 novembre 2025

LA FAVOLA DEL MARE DEL TEMPO (terza puntata)

 (Prima pubblicazione 21.10.2013)

© Crenabog 




Cinnia e Finbar, tenendosi per mano, lasciarono GrandiRami e si inoltrarono nel bosco, cercando di non calpestare gli ammassi di radici per non dare noia agli Uomini Verdi trasformati.

- Guarda! - disse la ragazzina, indicando qualcosa che emanava luce, tra gli alberi.

- Ma è un portale! Non doveva esserci uno specchio?

- Forse prendono forme diverse, o magari ha la forma di uno specchio dall'altra parte. Che ne dici?

- Dico che a questo punto dobbiamo provarci, se no cosa siamo venuti a fare?

- Lo penso anch'io, - disse Cinnia e si diresse verso il portale. Nell'aria vibrava una sorta di ronzio, come se mille api si fossero date appuntamento per la danza di Calendimaggio e i due ragazzi sentirono la pelle formicolare. C'era sicuramente una grande energia in quel luogo. Lei tese la mano verso la maniglia, la girò delicatamente e aprì il portale: entrambi restarono stupefatti davanti alla vista di una spiaggia sterminata. Si guardarono e attraversarono insieme passando dal soffice muschio alla sabbia bagnata; fecero pochi passi poi, voltandosi per osservare il portale, non lo videro più. Solo l'aria brillava vorticosamente, e nient'altro.


- Oh! E cosa facciamo adesso, per tornare indietro?

- Non so proprio, - disse lui. - Proseguiamo e poi ci penseremo.

Seguendo la spiaggia, nel frastuono delle onde e della risacca, intravidero in lontananza una maestosa scogliera, eretta a perpendicolo sulla riva: ma aveva un non so che di strano, di innaturale che li incuriosì. Man mano che procedevano, distinsero meglio di cosa si trattasse. Una immensa, spaventosamente grande, libreria. Sembrava che vi fossero contenuti tutti i libri del mondo, dall'inizio dei tempi fino ad oggi! Finbar le corse incontro, amava leggere e non avrebbe potuto chiedere di più dalla vita, o forse sì, che vi fosse stato lì anche suo padre, il Narratore. Una cosa del genere sarebbe valsa una vita di ricerche. Magari non si sarebbero mai più spostati da quel luogo incredibile, e avrebbero tentato di leggere tutto il possibile!

A Cinnia venne da ridere, lei era un essere per metà fatato e le storie amava sentirsele raccontare, ma di leggere un libro non sentiva la necessità. Però lo seguì e si misero a guardare i titoli scritti sulle copertine. Sembrò che fosse passato un tempo lunghissimo ma in quel luogo evidentemente il tempo non aveva significato: non provavano fame né sete, né stanchezza e la luce nel cielo non faceva pensare che le ore stessero scorrendo. Sembrava tutto immoto. Trasognata, la figlia dell'Uomo della Luna vide un piccolo libro rilegato in pelle verde che brillava di luce propria, e lo indicò a Finbar.

- Pensi che possa esserci utile? Guarda, pare che ci stia chiamando.

- Chi può dirlo, proviamo a sfogliarlo.




Come ebbe estratto il libro dal mucchio, improvvisamente apparve uno squarcio nel cielo, le nubi presero a rotolare via, molti mondi apparvero vorticando nello spazio e, in mezzo allo straordinario fenomeno, le scene del passato del regno degli Uomini Verdi scorsero come in una pellicola. I ragazzi videro l'invasione da parte degli antichi barbari, le grandi gesta eroiche dei figli di Pan, lo stregone che lanciava la sua possente maledizione e il profondo senso di angoscia e disperazione che sorse dagli spiriti prigionieri degli Uomini Verdi. E, in ultimo, dal fondo di questo caotico magma di immagini strappate dalle pieghe dei secoli, lentamente comparve un gigantesco quadrante d'orologio. Il suo ticchettare rimbombava nell'aria, percuotendo i timpani dei due giovani sconvolti.


Cinnia, in preda ad uno stupore ipnotico, mosse passi incerti verso l'orologio, salendo i gradini di sabbia che man mano venivano formandosi sotto i suoi piedi. Improvvisamente il quadrante sembrò collassare ed esplodere i mille frammenti. Forse, nessun umano era mai andato tanto vicino, e la sua natura magica ne rifiutava la presenza.

- Si è fermato! - gridò Finbar, precipitandosi a prenderla tra le braccia mentre cadeva all'indietro. - Abbiamo fermato il Tempo!

- Sembra proprio di sì, - sospirò lei, con una curiosa espressione sul viso, che il ragazzo non seppe decifrare. Era impaurita da quel che stava accadendo? O forse era soltanto sorpresa di ritrovarsi abbracciata a lui? Finbar decise che ci avrebbe pensato in un altro momento. Indietreggiarono, sempre fissando il rapido disintegrarsi dell' orologio, e d'improvviso lui si rese conto di tenere ancora stretto in mano il piccolo libro verde.





Continua - e termina - nella quarta puntata, QUI : La favola del mare del tempo 4



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