(Prima pubblicazione 23.05.2009)
© Crenabog
Finbar, il piccolo figlio del Narratore del villaggio, da sempre desiderava un animaletto da tenere in casa. Vedeva gli altri bambini andare in giro con grossi cagnoni al guinzaglio, li vedeva accarezzare gatti di tutti i colori sui loro balconi e lui non aveva nessun animale. Aveva provato a chiedere il permesso di tenerne uno ai suoi genitori ma sempre, per un motivo o l'altro, non era stato possibile. Questo gli dispiaceva e lo intristiva parecchio e cominciò così ad andare sempre più spesso al limitare del bosco per provare ad incontrare qualche bestiola e farci amicizia; durante una di queste scorribande si trovò a riposarsi in una piccola radura e, mentre osservava le nuvole rincorrersi nel cielo azzurro, sentì alle sue spalle un fruscio. Immaginando potesse essere qualche scoiattolino, o magari una marmotta, si voltò piano e fu molto sorpreso nel ritrovarsi faccia a faccia con un enorme topone, peloso e soprattutto in piedi su due zampe. Incredibilmente, il topo gli parlò:- Che stai cercando?, gli chiese. Lui rispose ingenuamente che era venuto per fare amicizia con qualche animaletto e il topo gli disse che se voleva poteva essere suo amico e che volentieri lo avrebbe accompagnato a vedere una cosa incredibile. Il bambino si alzò contento e disse che certamente avrebbe voluto vedere quel che aveva da mostrargli. Seguì il topone nel fitto della boscaglia, camminarono a lungo e giunsero dall'altra parte del bosco, dove non era mai stato prima. Si sentiva un vociare, uno squittire, un raspare frenetico! Che meraviglia! Un gigantesco monte giallo, alla cui base si affannavano e ballavano centinaia di topi di tutti i colori e dimensioni, dai minuscoli murilli dalle grandi orecchie a certe orride pantegane irsute e dagli occhietti malevoli: si fermarono un momento per osservarlo, poi ricominciarono a trafficare intorno alla montagna. Il topone gli spiegò che pochi giorni prima la regina Titania aveva dato un banchetto alla sua corte di fate proprio lì e alla fine si erano scordate di far sparire quel magico monte di parmigiano che, più ne mangiavi più ne compariva. Gli disse anche che avevano mandato a chiamare tutti i loro parenti sparsi per la regione e che da giorni stavano mangiando fino a scoppiare, ma non finiva mai. Quello che si era rivelato essere il Capo di tutti i topi confluiti laggiù gli offrì di prendersene quanto volesse, che di certo gli sarebbe piaciuto: il bambino, tutto contento, se ne riempì le tasche del gilet e dei calzoncini poi rispose, ringraziando, che era ora di tornare a casa e che si sarebbero visti di nuovo un altro giorno. Il Capo dei topi lo salutò e se ne andò a mangiare con gli altri. Una volta a casa il bambino raccontò l'accaduto al padre che subito gli disse di buttare via tutto, perché era un formaggio fatato e, una volta che lo avesse mangiato, gli avrebbe fatto venire una fame che non sarebbe passata mai più e lo avrebbe costretto ad andare a vivere nel paese delle Fate per continuare a chiederne ancora, e sempre. Il bambino obbedì e, per fortuna!, che se andate al limite di quel bosco trovate ancora oggi centinaia di topi affamati che ballano all'infinito intorno al magico monte di parmigiano fatato..
*** FINE ***


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