martedì 18 novembre 2025

LA FAVOLA DEL CUSCINO

 (Prima pubblicazione 18.07.2009)

© Crenabog 






Nella casetta vicino al Bosco Buio, la famiglia del Narratore del villaggio, che viveva abbastanza tranquilla e indaffarata. Da qualche tempo però il bambino sentiva i suoi genitori discutere, sempre più spesso. All'inizio pensò che qualche Fata avesse tirato un Colpo Gobbo alla sua famiglia per farli litigare e andò subito ad accertarsi che le piantine di timo serpillo sulle verande fossero a posto e ben verdi, visto che di solito erano l'unica protezione valida per certe cose. Poi, avendo ascoltato ben nascosto, aveva capito cos'era che non andava. Molto semplicemente, la madre si era messa in testa di cambiare i materassi del letto e il padre, che su quei materassi aveva dormito sin da bambino e se li era portati dietro quando si era sposato, non ne voleva sapere. A sentir lui, ci aveva messo mezzo secolo per ammorbidirli come voleva! Erano dei vecchi materassi pieni di lana delle pecore delle Terre Alte, gran bioccoli giallognoli che ogni tanto facevano capolino da un buco del materasso che la madre ci teneva a non ricucire, dando così la prova che si stavano rompendo. E dava a loro la colpa della polvere che si depositava in casa; benché il padre avesse spiegato mille volte che era colpa degli Esserini della Polvere, che vivono lanuginosi e minuscoli nelle soffitte e dietro ai termosifoni o sotto gli armadi e che si possono scacciare via dalle case solo attirandoli fuori con delle ghiande di cui son ghiottissimi, non c'era verso che la moglie cambiasse idea. Alla fine, per riavere un poco di pace in casa, il padre aveva acconsentito a cambiarli e lei si era subito messa in giro per comprare i nuovi. Il giorno che glieli portarono a casa però ci fu una nuova litigata: il padre non voleva rinunciare almeno al proprio cuscino! Mentre stavano ancora discutendo il bambino prese il cuscino del padre e lo nascose sotto il suo piccolo materasso. Quando non lo trovarono più la madre restò soddisfatta e il padre pensò che un Leprechaun fosse entrato di soppiatto dalla finestra, ci restò male ma se ne fece una ragione. La sera, il piccolo gli chiese perché ci tenesse tanto, e lui gli confidò che - siccome ci aveva dormito su per cinquant'anni - il cuscino era ormai pieno di tutti i suoi sogni e glieli conservava assieme ai ricordi di tutta una vita perciò, non avendolo più, ora poteva contare solo sul cappello di suo nonno, che aveva portato anche suo padre e ora lui e che - a suo dire - invece dei sogni, conservava tutte le idee che erano passate nella testa della sua famiglia. Il piccolo annuì, lo prese per mano e lo portò nella sua cameretta, alzò il materasso e glielo fece vedere, dicendogli di stare tranquillo che adesso tutti i suoi sogni li avrebbe tenuti al sicuro lui.. Il padre lo abbracciò commosso e gli augurò che fosse abbastanza grande da poter metterci anche tutti i sogni che avrebbe fatto poi uscirono insieme sotto la veranda e se ne stettero ad ascoltare il concerto che i grilli e le cicale stavano facendo alla luna, certi che la notte sarebbe stata ancora una volta dolce per entrambi.







*** FINE ***




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