(Prima pubblicazione 02.09.2013)
© Crenabog
I giorni, alla corte di Oberon e Titania, sembrava non conoscessero più lo scorrere del tempo, tanta era la preoccupazione che si avvertiva nell'atmosfera, una volta gioiosamente delirante, del Popolo Segreto. Infine, annunciato dagli ululati dei Cani Neri Guardiani che re Oberon aveva messo a pattugliare i dintorni, arrivò il Bodach Glas. Il Narratore e suo figlio erano stati avvertiti della venuta del negromante del Nord ma non pensavano si trattasse dell'Annunciatore di Morte: il Bodach era infatti, più che un vero stregone, quasi uno spirito maligno, che scendeva di notte nelle case dai camini per annunciare sfortuna e disgrazia. Molto meno amichevole di una Banshee, se mai qualcuno nello Shire fosse stato così pazzo da ritenere una Banshee un essere amichevole... Il Bodach Glas si inchinò e presentò i suoi saluti al re e alla regina, venne invitato a sedersi e a rispondere alle domande di Oberon su cosa stesse accadendo. L'aria, nel salone principale, si raggrumò diventando una sorta di pesante nebbia scura, mentre al centro di essa il Bodach cambiava forma e veniva posseduto dallo Spirito Cervo, suo totem personale. Cupe risuonarono le sue parole.
- Sire, molte sono le immagini che giungono alla mia mente, e nessuna è favorevole. Il villaggio al limite di Bosco Buio è stato colpito da un taboo e gli Alp-Luachra stanno possedendo gli abitanti. Di questo bisognerà cercare un rimedio. Vedo anche altre cose, Sire: la Corte Malvagia è in movimento verso lo Shire, e temo abbiano intenzione di invadere la contea. Il motivo però, non lo comprendo, hanno i loro dominii, e vasti a sufficienza.
- Forse una vendetta? Hanno motivo di rivendicare qualcosa? - disse re Oberon, accigliandosi.
- Non posso saperlo, bisognerà scoprirlo. C'è una figura che sembra guidarli.. non vedo bene..
- Sforzati, negromante, tutto il Buon Popolo è in pericolo, oltre agli umani.
- Dando.. sembra essere lui.. - sussurrò il Bodach.
- Dando! Venne risucchiato all'inferno secoli fa! Cosa lo ha riportato sulla terra?
- Non lo so ancora, Sire. Ma dovete cominciare a prepararvi, e subito, e ad approntare le difese.
- Va bene. Ora devi riposare, stasera parleremo ancora.
Re Oberon batté le mani per ingiungere il termine della consultazione e il Bodach richiamò in sé l'ombra nella quale aveva divinato gli eventi. Un silenzio innaturale avvolse fino all'ultima propaggine del regno sotterraneo; il re aveva mandato il proprio pensiero nelle menti di tutto il Popolo Segreto e ora essi sapevano. E temevano.
Titania chiamò nelle sue stanze, illuminate dalla lattiginosa luminescenza prodotta da infiniti funghi alle pareti, il Narratore, suo figlio e Paulie per metterli al corrente. L'uomo già conosceva molti dei nomi e delle cose, e dunque capì subito la gravità della situazione. Paulie tremava, in silenzio. Il ragazzo chiese spiegazioni, non avendo idea di contro chi stessero andando.
- Figlio mio, anzi tutto devi capire cosa avviene al villaggio. La Corte degli Scontenti sembra voglia attaccare la contea, e quindi sta lanciando maledizioni sugli esseri umani. Ora, non so cosa accada negli altri villaggi ma da noi la gente è stata posseduta dagli Alp-Luachra e salvarli sarà davvero un problema.
- Non me ne hai mai parlato prima. Cosa, o chi, sono?
- Una gran brutta cosa. Sono spiriti di elfi maledetti, chiamati i "Gran Mangiatori". Quando scelgono la loro vittima, iniziano a viverle accanto e a rubare il foyson fin che essa non deperisce, come hai visto che sta succedendo a tutti, e muore letteralmente di fame.
- Padre, sono una specie di vampiri, allora. Cosa intendi per foyson?
- Ah, giusto. Perdonami, tante cose ti ho raccontato, ma la maggior parte di quelle veramente brutte avevo cercato di evitartele. Logico che tu non sappia di cosa sto parlando.
- Glielo dico io - intervenne Paulie, spostando dal suo viso di bambina una lunga ciocca di capelli, e prendendolo per le mani.
- Caro, il mondo che vedi non è composto solo di materia, ma anche e soprattutto di spirito. Se vuoi chiamarlo anima, allora chiamalo così. Dunque, come io, te e il tuo caro padre abbiamo dentro di noi lo spirito che ci fa vivere, agire ed amare, così ogni cosa lo ha. Sono diversi dai nostri, ma sono parte integrante della loro realtà e senza lo spirito interno tutto quel che vedi non sarebbe che una illusione.
- Una illusione come le tante cose del Popolo Segreto? Lo so che chi non ha la seconda vista, e ha il raro privilegio di incappare in voi, vi vede sempre in modo diverso da quanto possiamo io e mio padre.
- Non esattamente. Quella è la magia del Buon Popolo che ci rende invisibili agli umani, e quando ci vedono, mentre sfiliamo, o lavoriamo, o balliamo nei cerchi delle fate, sempre gli appaiono visioni di tesori, preziosi sfavillanti, palazzi d'oro. Questo fa sì che il popolo fatato venga amato e rispettato: invece, chi viene a cercarci con cattive intenzioni, ci vede mostruosi e terribili. Sempre che non incroci qualche folletto di quelli davvero mostruosi, ché in tal caso, di solito non vive a lungo per raccontarlo. No, quel che intendevo è che se togli lo spirito - il "foyson" che diceva tuo padre - alle cose, esse non hanno più la loro funzione naturale e diventano come dei sogni. Perciò, gli Alp-Luachra siedono accanto a chi sta mangiando, rubano e mangiano lo spirito del cibo e la persona mangia invece una cosa che non è più niente. E continua a mangiare, fino a che muore di fame.
- Ma è orribile, questa cosa! Ecco perché stanno deperendo e morendo! E nessuno vede niente, nessuno sa nulla!
- Proprio così. Il Bodach Glas ha ragione, non c'è altra spiegazione. Il taboo ha colpito il villaggio e bisogna scacciare gli Alp-Luachra il prima possibile o moriranno tutti.
Titania, che fino ad allora era rimasta in silenzio sulla sua poltrona preferita - che di tanto in tanto il figlio del Narratore sbirciava, chiedendosi se tutte quelle sete, quei broccati, quei fregi di legno ricoperti d'oro fossero veri, oppure solo un altra illusione a loro beneficio - annuì e si rivolse al Narratore:
- Ecco, ora è tutto chiaro. La prima cosa che va fatta è salvare il villaggio. Non che, sinceramente, al Popolo Segreto questo possa interessare più di tanto, e sai bene come cerchiamo di tenerci lontani e invisibili da loro. Tu sei sempre stato un amico privilegiato, e riceverai ovunque - tra noi - la migliore accoglienza e in onore di questo, e anche perché comunque nell'ordine della Natura le nostre esistenze sono intrecciate e possono talora dipendere da quelle degli umani, bisogna provvedere a salvarli. Ora, amico mio, lasciamo che tuo figlio scenda con Paulie nelle mie grotte, dove le ho creato la sua casa, e possa divertirsi insieme a lei ed alle fate, dimenticando - se può - per un poco tutto questo male. E discorriamo insieme di come liberare il villaggio.
Continua nella terza puntata, QUI : La favola dei tempi oscuri 3



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