martedì 18 novembre 2025

LA FAVOLA DEI PESCIOLINI D'ARGENTO

 (Prima pubblicazione 17.06.2009)

© Crenabog 






C'era, nell' antico villaggio, un signore anziano che passava quasi tutto il suo tempo dentro casa. Non lavorava più e quindi aveva pochi motivi di uscire di casa, se non per andare a fare la spesa e comprare quel che gli abbisognava anche se di solito si dimenticava di comprare da mangiare perché si faceva sempre attrarre dalla bancarella dei libri usati. Era in realtà un piccolo banco nella piazza centrale del villaggio, dove gli abitanti portavano i loro libri e li scambiavano con altri, visto che nel villaggio c' era sempre un gran viavai di viaggiatori che commerciavano in lungo e in largo per lo Shire e spesso insieme alle merci portavano a vendere libri. Questo signore leggeva, leggeva sempre, leggeva tantissimo e aveva casa colma di libri vecchi e nuovi, belli o sfasciati, ammucchiati in ogni dove, persino nei cassetti dei mobili. E continuava a comprarne, non smetteva mai, ne aveva a diecine ancora da leggere eppure ogni volta che vedeva qualcosa che pensava potesse essere interessante eccolo lì, a spendere quei pochi spiccioli che teneva in tasca. A casa nessuno gli teneva compagnia, una moglie non l'aveva, figli nemmeno, il caro vecchio porcellino d'India era morto anni prima e quindi se ne stava tutto solo con i suoi libri. Gli unici esseri viventi che sopportava, con malcelata simpatia, erano i pesciolini d'argento che guizzavano per ogni dove, nascondendosi nei ciuffetti di polvere, sotto il letto, dietro i mobili e che si cibavano soprattutto della vecchia carta dei libri. Lui lo sapeva bene ma non gli dispiaceva, anzi a volte lo si poteva vedere inginocchiato a lasciare bricioline di carta lungo gli angoli dei muri, sperando che i piccoli insetti andassero a nutrirsi. Ed erano belli grassocci e lucidi, mentre scivolavano ovunque per la casa. La mattina, alzandosi e andando al bagno, li trovava nel lavandino affaccendati intorno alle gocce d'acqua che cadevano dal rubinetto, assetati. Una sera se ne stava seduto sulla sua poltrona preferita a leggere e si godeva il tramonto dai mille stupendi colori che dipingeva il cielo di là dai vetri della finestra, si assopì con un libro aperto in grembo e lentamente, senza accorgersene, morì. E galleggiò nell'aria della camera, guardandosi, incredulo senza sapere bene cosa fare. Ancora indeciso sulla sua nuova inaspettata condizione, vide oltre la finestra brillare una scia nel cielo; volò fuori per vedere di cosa si trattasse e avvicinatosi si accorse che era una lunghissima scia di pesciolini d'argento, tutti i milioni di anime di pesciolini d'argento che avevano abitato insieme a lui ed erano vissuti e morti nella sua casa, godendo dei suoi libri. Per ringraziarlo, gli stavano indicando la via del Cielo. Finalmente allegro la seguì fino ad un cancello dorato che si aprì per accoglierlo ed entrò in una gigantesca biblioteca, che non se ne vedeva i limiti. Aveva trovato il suo Paradiso personale ed era sicuro che negli angoli bui tanti pesciolini d'argento scivolavano felici per l'eternità.




*** FINE ***

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