(Prima pubblicazione 28.07.2009)
© Crenabog
Lungo la strada che portava a Connemara sorgeva un grande, grandissimo cespuglio, alto molto più di un uomo e sul quale era cresciuto un intrico di gelsomino rampicante che lo rendeva colorato e profumato quando arrivava la primavera. Tutti gli insetti dei dintorni andavano a ronzargli intorno facendo un gran chiasso. Per quel tragitto passava a volte un brav' uomo che nella sua fattoria aveva una piccola distilleria e, tra botti di rame e tubazioni in vetro, produceva una birra casalinga bionda e spumeggiante molto ricercata da tutti gli abitanti dei villaggi . Ogni mese vi si recava con il suo carro carico di botticelle in legno di quercia per venderla e col ricavato faceva la spesa per la famiglia e metteva dei soldi da parte, per cui era discretamente soddisfatto e tranquillo. Una sera il buio lo sorprese vicino al grande cespuglio e, mentre si fermava per la notte, parecchi Hob Gobelin uscirono furtivi da lì sotto e vennero a domandare la birra, perché ne avevano sentito molto parlare. L'uomo si rifiutò di vendergliela sapendo che l'oro dei folletti al mattino diventa cenere e quelli se ne andarono borbottandogli contro delle maledizioni nella loro lingua. Spaventato, salì di nuovo a cassetta, accese la lampada e sferzò i cavalli per andare subito al villaggio .Non si era però accorto che tra le botti dormiva il più piccolo dei suoi figli, che si era nascosto lì per andare alla fiera di Connemara insieme al padre; gli Hob Gobelin invece lo avevano visto ed essendo molto perfidi ne avevano approfittato. Quando al mattino arrivarono in piazza per la Fiera, ed il piccolo scese dal carro, il padre vedendolo corse a sincerarsi che stesse bene poi, vedendo che non aveva nulla di strano, iniziò a mercanteggiare il suo prodotto. Nel frattempo il bambino andò a giocare vicino alla fontana e, roteando su sé stesso, cominciò a cantilenare:-" Ah! Ah! Sono papà, sono papino-papone-papà! Ah! "-, e tanto cantilenò, tanto roteò che per via della maledizione degli Hob Gobelin si ritrovò dentro la testa di suo padre e suo padre nella sua. Ovviamente non sapeva cosa fare e cominciò ridendo a regalare botticelle di birra a tutti quelli che passavano mentre suo padre-bambino lo tirava per i calzoni cercando di impedirglielo, ma nessuno dava retta al piccolo. In breve il bambino-papà combinò un pasticcio e diede via tutta la birra fino a che suo padre riuscì a trascinarlo sul carro e a dirgli che non si fosse azzardato a fare più niente. Mogio mogio salì a cassetta e tutti risero vedendo un bambino guidare i cavalli in tutta fretta per uscire di città. Quando furono nel bosco il papà-bambino raccolse tutto il vischio che trovò e si diresse verso il cespuglio fatato poi aprì il vetro della lampada e chiamò a gran voce gli Hob Gobelin che uscirono tutti sghignazzando perfidi; quando si furono avvicinati per prenderlo in giro cominciò a bruciare sul fuoco i rami di vischio e ogni volta che lo faceva un Hob Gobelin scompariva in una nuvola di fumo. I pochi rimasti, spaventatissimi, lo pregarono di smettere e pronunciarono un controincantesimo. Subito le menti dei due tornarono al loro posto ma, per sicurezza e - diciamo la verità - anche per rabbia a causa dei soldi perduti, il padre gettò sul fuoco tutto il vischio rimasto e dei maligni Hob Gobelin non ne rimase più nessuno. Tornarono alfine alla loro casa ma da allora il padre preferì vendere la propria birra lì, trasformando il salone in un negozio che in breve divenne frequentato da tutta la gente della regione e così facendo, vivendo tranquilli tra casa e lavoro, guai non ne corsero più.


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