(Prima pubblicazione in Blogspot 09.03.2026)
© Crenabog

Approfittando del fatto che suo marito era sceso nel regno ipogeo di
re Oberon, usando la scala che dalla villetta portava all'interno della collina,
Paulie si mise a sistemare la casa poi, non avendo granché da fare, decise di uscire e andare a trovare
Eadan alla
taverna di suo marito Tom de Danann. Scrisse un grazioso biglietto per Finnegan, lo posò in bella vista sul tavolinetto che lui usava per scrivere i suoi racconti, si pettinò i lunghi boccoli biondi, si appoggiò sulle spalle il mantello con i ricami celtici che le aveva donato Titania e si fermò un attimo a cercare il
Chat Palug. Non era sul poggiapiedi che usava di solito per dormire, lo chiamò, lo cercò per ogni camera ma non lo trovò, o magari lui non aveva voglia di farsi vedere. Così, giusto per prudenza, preparò una grossa ciotola di carne tritata e sbollentata e la lasciò vicino al poggiapiedi di suo marito, ormai praticamente di proprietà del Palug. Finalmente uscì, nel caldo sole del mattino e iniziò a scendere la collina fino al portale specchio che re Oberon aveva fatto installare tra due alberi affinché Paulie e il Narratore potessero agevolmente spostarsi attraverso tutto lo Shire. Entrò in quello che sembrava solo il prolungamento di un piccolo sentiero tra i cespugli, solo leggermente luminoso e dopo pochi passi si trovò nelle vicinanze della taverna di Tom de Danann, dall'altra parte di
Druimasholl, l'antico villaggio circondato da
Bosco Buio. Paulie camminò col suo passo leggero e gli alberi che la videro passare restarono incantati come sempre.
Paulie bussò alla porta della taverna, guardando divertita la solita mucca di Tom che pascolava pigra sul tetto coperto di muschio ed erba, era ancora abbastanza presto perché ci fossero degli avventori ed era certa che avrebbe passato del tempo tranquilla. Venne ad aprire Bobul, il folletto grassoccio che fungeva da aiutante ed uomo di fatica di Tom, e che aveva accompagnato Finbar dalla
strega Orna Baba ai tempi dei guai combinati da Abidian, la fata sventata. Bobul si esibì in una specie di riverenza;
- Oh! La signora moglie del Narratore! Che piacere, che onore! Prego, prego!
Paulie fece una risatina ed entrò, si tolse il mantello e lo diede a Bobul che lo appese al muro vicino l'ingresso, poi avanzò nel grande locale della taverna e venne accolta da Tom che stava pulendo ed asciugando bicchieri e boccali.
- Paulie, tesoro, che bella sorpresa! E il Narratore? Lo hai lasciato fuori a sentire Baldo che suona il violino?
- Oh no, mio marito è stato convocato da re Oberon, non so cosa avranno da dirsi, e a me non andava di restare a casa perciò pensavo di stare un poco con Eadan se non è impegnata… ah, Baldo non l'ho visto, non era di fuori.
- Quel gatto sfaccendato, starà combinando guai da qualche parte. Oh be', allora, cercavi Eadan… MOGLIEEE! - Gridò Tom facendo rimbombare l'ambiente. Paulie sentì lo scalpiccio dei passi della moglie del taverniere che arrivava dalla cucina dietro il locale.
- Cosa gridi, razza di chiassoso, cosa… oh Paulie!
Eadan abbracciò la
selkie, oramai erano diventate buone amiche anche se non si vedevano spesso, e la prese per mano trascinandosela dietro. Aprì la porta della camera da letto e fece entrare poi si accomodarono tranquille su due poltroncine vicino alla finestra. Cominciarono a farsi i complimenti per le folte chiome bionda e rossa, e poi per i vestiti, insomma tutte quelle cose di cui non avevano mai modo di parlare con i mariti poi Paulie disse:
- Eadan, cara, sono rimasta molto incuriosita quando Tom , l'altra volta, ha raccontato la sua storia, anche perché di te ne sappiamo tutti ben poco. Sono troppo indiscreta se ti chiedo di raccontarmi un poco di te? La mia storia oramai la sanno tutti, che ero una selkie, che vivevo nel mare del nord, che incontrai il Narratore sulla spiaggia dei Giganti e così via… - Eadan sorrise, ricordando le epiche peripezie che avevano finalmente condotto la sua amica e il Narratore a sposarsi. Le tenne la mano e disse:
- Va bene, hai ragione, sai, non ho l'abitudine di parlare tanto di me ma va bene.
Eadan si rassettò la nuvola di ricci rossi che contornavano il bel viso e cominciò:
- Bene, sai già che ho incontrato Tom quando mi rifugiai nella taverna dove stava lavorando, rimasi lì per un certo tempo poi finimmo per innamorarci e partimmo insieme fino ad arrivare a Druimasholl, dove Moribund il borgomastro ci diede questa taverna, la ricostruimmo ed ora viviamo qui, con Bobul e Vivvi che ci danno una mano e hanno le loro camerette. Ma prima… Abitavo a Gwynguddy, un paesino non troppo lontano da quella taverna, i miei parenti non c'erano più e mi guadagnavo da vivere in un modo, ehm, un pochino fuori dal comune, ed in effetti a Tom non gliel'ho mai detto. Mia nonna materna era conosciuta come
guaritrice e mi aveva insegnato tutto sulle erbe quindi preparavo pozioni, medicinali...e non solo. Sì, anche qualche
filtro d'amore e cose del genere…
Paulie rise, incredula, e rispose:
- Oh bella questa, non ti ci vedevo proprio a fare la piccola strega di paese!
- Ma no, che strega, guaritrice, diciamo le cose per bene! Insomma, quel giorno ero andata a cercare erbe nel bosco intorno a Gwynguddy quando sentii un fruscio, mi girai e vidi che un gruppo di
Broggan mi stavano spiando tra gli alberi. Tu hai idea di che razza di bestie siano, vero? Non ne sarei uscita viva se mi avessero presa quindi iniziai a correre e per fortuna riuscii ad arrivare alla taverna. I Broggan non vollero rischiare e si fermarono al margine del bosco, urlando e maledicendomi.
- E dimmi, Eadan, pozioni non ne hai fatte più?
- Sai, non avendolo mai detto a Tom, non vorrei che la cosa lo possa disturbare…
- Ah, guarda, però ti piacerebbe fare ancora queste cose? Non sarebbe mica male avere dei rimedi naturali, se mai dovesse servire… E poi, perché abbandonare questa tua dote, se ti fa sentire bene e utile? Facciamo così, che ne dici se vieni da noi e ti fai un angolino tutto per te, diciamo una specie di piccolo laboratorio? Vuoi che ne parli io con Tom? Non credo che avrebbe nulla a che ridire e sarei contenta se ogni tanto venissi da noi.
- Davvero? Oh, mi piacerebbe da morire!
- E allora, è deciso, a Tom ci penso io!
Si alzarono, tenendosi per mano, e andarono a piazzarsi davanti a Tom che dietro il bancone preparava le bevande per la sera. Quel grande omone alzò gli occhi, il movimento della folta barba rossa mostrò che stava sorridendo ed esclamò:
- Cosa vogliono da me queste belle signore?
- Tom caro, ci sarebbe un piccolo piacere che vorrei chiederti - esordì Paulie - tua moglie mi ha raccontato qualcosina del suo passato e a quanto ho capito pare che sia una brava guaritrice così avevo pensato, visto che qui da voi siete sempre pieni di gente, di lasciargli usare un angolino su da noi. Potrebbe dedicarsi al suo passatempo, non dare fastidio qui dentro e magari farmi compagnia. Non avrai mica qualcosa da obbiettare, vero?
Tom guardò sua moglie, guardò la moglie del Narratore e scoppiò a ridere battendo la mano sul bancone.
- Insomma, moglie, cosa saresti, una specie di strega dei boschi?
- Tom, sei un buffone, e ringrazia Crom che ti amo o te la farei vedere la strega del bosco!
- Va bene, moglie, va bene, tanto lo sai che tutto quello che fai mi sta bene. Vuoi andare a fare pasticci a casa di Paulie? e vai, ma vedi di tornare a casa quando vengono i clienti...e soprattutto quando è ora di andare a letto! E ora filate, andate a raccontarvi le vostre cose, o a preparare il tè, o a cercare Baldo, forza! Che io qui ho da fare!
*** FINE ***