(Prima pubblicazione su Blogspot 10.01.2026)
© Crenabog
Il Narratore si alzò presto, quel giorno. Alla prima luce del sole che morbida filtrava dagli scuri delle finestre andò in bagno, si vestì e si mise a preparare la colazione. I giorni stavano trascorrendo leggeri nella grande, accogliente villetta che re Oberon e Titania avevano regalato alla coppia di vecchi amici; il Narratore lasciò che sua moglie, Paulie, si svegliasse da sola con il profumo delle uova che sfrigolavano e il latte che bolliva. Gli piaceva il senso di pace che permeava la villetta, il senso di sicurezza dato dall' essere collegati alla reggia sotterranea dei Sidhe e ovviamente anche per via degli incantesimi protettivi lanciati da Titania. Con l' avanzare della età il Narratore non aveva più avuto bisogno di viaggiare per guadagnare narrando nei villaggi, anche grazie all' enorme tesoro che aveva portato via dalla grotta della strega Lahin, durante il conflitto con il Signore del Wangshire. Dunque poteva finalmente concedersi il lusso di vivere insieme alla sua bellissima moglie e a tutto il Popolo Segreto, senza dimenticare gli abitanti dell' Antico Villaggio, dove aveva abitato con la prima moglie e suo figlio Finbar. Al Narratore mancava moltissimo suo figlio, ma sapeva che ormai viveva felice con Cinnia, la figlia dell' Uomo della Luna, nel bosco delle fate. Pensò tra sé che uno dei giorni a venire sarebbe stato bello tornare al Villaggio, rivedere Moribund il borgomastro e tutti i vecchi amici. Sì, e poi andare a trovare Finbar e Cinnia. Il Narratore decise di dirlo a Paulie, e attese che venisse a fare colazione.
- Buongiorno amore, hai già preparato tutto? Vuoi proprio che diventi pigra?
Lui si voltò a guardarla, e immancabilmente si sentì commosso nel vedere la bellezza che letteralmente avvolgeva, come un' aura, sua moglie. A volte si domandava perché mai la selkie avesse deciso di abbandonare la sua forma originale di fata foca per rendersi umana e seguirlo per anni in mille avventure.
- Buongiorno tesoro, sì, sai che mi fa piacere stare in cucina e ancor più farti queste piccole sorprese... Senti, amore, che ne dici se uno di questi giorni andiamo a fare visita al Villaggio e poi andiamo a trovare Finbar e Cinnia?
- Oh! Ma certo, è davvero troppo tempo che non li vediamo. Sarei davvero contenta.
- Bene, allora lo faremo.
- Caro, sapevi che Titania ha fatto mettere un portale vicino alla nostra villetta?
- No, ecco, te lo ha detto lei?
- Sì, hanno pensato che un portale per i Sentieri Specchio ci avrebbe fatto comodo. Lo sai che con quello possiamo recarci in qualsiasi luogo dello Shire abitato dai Sidhe.
- Giusto, quindi arrivare al Villaggio e nel bosco delle fate sarà molto più facile.
- Esatto, vedi? Possiamo andare quando vogliamo.
Sedettero vicini a fare colazione, godendo di questo momento intimo e familiare. Il sorriso radioso di Paulie faceva sempre battere il cuore dell' uomo, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei...
Più tardi Paulie e suo marito uscirono fuori per respirare la fragranza dei profumi che il vento portava con sé scivolando tra i resinosi tronchi degli alberi secolari di Bosco Buio, al centro del quale sorgeva la collina che celava all' interno la favolosa reggia di re Oberon e Titania. Il Narratore guardò poco più in là, verso la collina minore nella quale era nascosta la reggia di re Brian, signore dei folletti, e si chiese quali stramberie stesse architettando. Paulie intuì i suoi pensieri e rise, ricordando gli infiniti guai in cui li aveva messi quel minuscolo, inaffidabile, re Brian.
- È davvero così bello, qui, vero? - disse.
- Magnifico - rispose lui - tutta la potenza del Popolo Segreto ha impregnato lo Shire per millenni e non se ne resta indifferenti.
- Hai ragione, manca solo qualcosa...
Il Narratore la fissò tenendola per le mani.
- Il mare, vero, amore mio? Ti manca.
- Perdonami, ma a volte il ricordo della vita acquatica con le mie sorelle, i tritoni, le sirene, torna forte. L' odore salmastro, la spuma delle onde, oh sì, a volte mi manca.
- Ti capisco. La vita che hai vissuto come selkie è stata molto più lunga di questa che ora vivi con me. A volte lo ammetto, mi sembra come di averti rubato la tua vera essenza... - aggiunse lui, con una punta di rammarico nella voce - ...vieni un' attimo con me, tesoro, per favore.
Sempre tenendo Paulie per mano rientrò in camera da letto, si chinò sul baule antico che conservava gelosamente, lo aprì ed estrasse la lucida pelle di foca, la vera pelle della fata. Paulie restò ferma sulla porta, l' emozione era troppo forte nel rivederla.
- Paulie - sussurrò il Narratore - la rivuoi? Vuoi tornare al mare? Ti capirò, se questo è ciò che veramente ti comanda il cuore.
Paulie lo guardò ma le lacrime che scendevano sulle sue guance parlavano per lei, insieme al suo sorriso. Sì toccò il cuore, allungò una mano per dire no, e non pronunciò una sola parola. Lui capì quanto profondo fosse l' amore che lei gli stava offrendo; ripose la pelle nel baule con rispetto, lo chiuse a chiave e la abbracciò.
Trascorsero ore a fare l' amore, con l' impeto dei loro primi giorni di matrimonio, cercando di fondersi uno nell' altra, piangendo per la commozione. Poi, sfiniti, appagati, restarono abbracciati : Paulie si alzò, si vestirono, in un silenzio quasi sacro lo condusse di nuovo fuori, tra gli alberi dove si apriva il nuovo Sentiero Specchio. Pochi passi tra la vegetazione furono sufficienti a farli uscire in un luogo completamente diverso, che il Narratore riconobbe subito. Il luogo del loro primo incontro, la monumentale Spiaggia dei Giganti. L' odore frizzante e salato delle alghe riempì i loro polmoni, gli stivali affondarono nella battigia fatta di massi muschiosi. A perdita d'occhio la sconfinata vastità del mare del Nord baciava con onde minuscole e tranquille la spiaggia. E mentre iniziava il tramonto Paulie disse:
- Questo è il mio dono per te, amore.
Il mare, eterno, pulsante, immutabile, fu il loro silenzioso testimone.
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