lunedì 24 novembre 2025

LA FAVOLA DI ABIDIAN (sesta puntata)

 (Prima pubblicazione 21.02.2014)

© Crenabog 




La gazza, dopo aver ascoltato le istruzioni del Narratore, spiccò il volo e si divertì ad inseguire i piccoli ghiotti insetti volanti, si tuffò tra le spesse nuvole, si lasciò distrarre dai riflessi del sole sui ciottoli levigati dei ruscelli, ma alla fine riuscì ad arrivare alla reggia di re Oberon. Fece un gran chiasso, alle pendici della collina fatata, sin che non vennero fuori alcuni folletti che capirono dovesse trattarsi di un messaggero. Tra di loro un bogan si vantava di saper parlare con gli animali e, colta al volo l'occasione di pavoneggiarsi con gli altri, iniziò a squittire alla gazza. Che, a modo suo, benchè leggermente perplessa, rispose. Il bogan, raggiante in viso - un viso da bogan, verdognolo e bitorzoluto, va detto - esclamò che l'animale portava un messaggio del Narratore per il re e si precipitò a riferirlo al signore del Popolo Segreto.


Re Oberon annuì, conscio degli sviluppi del caso; rifletté, accarezzandosi la barba, poi spedì subito il folletto nelle profondità della reggia, dove ancora alloggiava la regina Mab, che aveva approfittato della sua visita ai regnanti per stabilirsi in una camera anche troppo grande per le sue necessità, insieme alle sue ancelle e alla minuscola corte che si era portata dietro. La regina delle fate non ci pensò due volte, discusse con Oberon su come risolvere la faccenda e partì al galoppo - se così si poteva definirlo - in groppa alla sua lumaca preferita, diretta alla radura di Abidian. Difficilmente avrebbe corso dei pericoli, Mab era piccolissima e, benché le fate avessero il potere di cambiare statura a seconda del loro desiderio, preferiva restare tanto piccola da poter viaggiare sulla sua carrozza trainata dalle cavallette, o volare cavalcando upupe dalla bizzarra criniera.




Orna Baba si sedette sulla sua sedia preferita, una grande seggiola di legno intarsiato e annerita e resa lucida dal tempo. Pose davanti a sé un grande piatto colmo dei funghi raccolti da Bobul, li annusò complimentandosi con sé stessa per la perfetta cottura e disse a Finbar:

- E adesso possiamo procedere a chiamare la tua amichetta, giusto, ragazzo?

Non nascose un sorriso volpino, mentre brandiva nell'aria un grande cucchiaio di olmo.

- Userò una potente magia simpatica, nel senso che ciò che adopererò qui si rifletterà dove si trova lei, ricordandole la terra e di conseguenza te. Sentirà una grande malinconia e avrà voglia di tornare quaggiù, sempre che il Ragno Lunare non abbia nulla in contrario ad aiutarla e soprattutto, suo padre non abbia deciso di trattenerla nella sua dimora.

- Come pensi di fare, Signora? -, esclamò il figlio del Narratore, piuttosto nervoso all'idea del pagamento che gli sarebbe stato richiesto.

- Semplice! Cioè, semplice per me che sono una grande strega! Certamente tu non potresti mai farlo.. ora, mangerò volentieri questo tuo dono, concentrandomi sul fatto che sono stati colti pensando a Cinnia e, lanciando il mio spirito come un ago fin sulla Luna, farò apparire l'immagine dei funghi alla tua amica. Lassù non ne crescono di sicuro, non trovi? Quindi capirà che l'idea le viene dalla Terra, e penserà a te e vorrà rivederti prima possibile. Legherò questo mio pensiero ad un incantesimo d'amore che lo renda più forte; oh, vedrai, non potrà resistere.. -, e si concentrò, mentre intorno a lei si addensava una coltre di oscurità che Bobul non capì se fosse frutto della magia che si stava compiendo o semplicemente fosse fumo proveniente dal calderone rimasto a bollire sul falò, e nel quale i pochi funghi rimasti stavano allegramente passando dal bollire al carbonizzarsi.




Cinnia passeggiava tra le rocce perennemente immobili e polverose del suolo lunare, accompagnata dal gigantesco Ragno, vagamente stanca di stare lì. La malia del luogo aveva pian piano iniziato la sua opera di corrosione: se non si stava attenti si finiva per dimenticare che potesse esistere qualcosa d'altro oltre alle sterminate pianure, alle straordinarie montagne rocciose e alla sfavillante abitazione di suo padre, l'Uomo della Luna, che per decenni aveva raccolto minerali più o meno preziosi e l'aveva istoriata fino a farla diventare una vera piccola reggia. Nel profondo del suo animo, la ragazza, ancora poco più che una bambina, ricordava qualcosa, sentiva che c'era un legame che avrebbe dovuto farla ritornare dal Popolo Segreto ma era tutto così sfumato, sembravano solo sogni che si rincorressero. A volte il cuore le batteva più veloce, e sentiva come se stesse arrossendo ma non ne capiva il motivo. Suo padre, che in verità aveva accettato il fatto che fosse legata a Finbar per la legge fatata che prevedeva che chi avesse dato il nome ad una fata avrebbe creato una unione inscindibile, ma ancora non si sentiva pronto a distaccarsi da quella sua creatura tanto amata, si era ben guardato da parlarle del Popolo Segreto e tanto meno di Finbar, in quei giorni trascorsi insieme sul satellite, circondati dalla loro magica atmosfera. Cinnia, stanca, sedette su una roccia, volse il capo in alto e guardò quel pianeta così vicino e così pieno di colori, tanto diverso dal panorama silenzioso che la circondava. Poi, cosa assolutamente inattesa, tutto intorno a lei prese a cambiare forma, le rocce, i sassi, tutto si trasformò in un gioioso, rutilante, ammasso di funghi colorati. Cosa erano quelle cose? Da dove venivano? La sorpresa la colse ed ecco che le forme familiari di Bosco Buio le tornarono in mente: il fiume che lo attraversava precipitando da Monte Atro, i tumuli sotto cui si nascondevano le dimore dei folletti, l'antico villaggio che aveva scorto nascosta tra i rami degli alberi più alti, gli alberi.. oh sì, e l'aria profumata, il vento caldo, il cielo azzurro e la sua casa coperta di muschio! Paulie, con la quale aveva stretto la migliore delle amicizie, Paulie che nuotava nuda nel lago sotterraneo di Titania, Paulie che amava.. chi amava? Ah, certo, il Narratore, quell'uomo sempre in viaggio alla ricerca continua di storie da tramandare e avventure da vivere. Un momento.. il Narratore, il padre di.. Finbar le esplose in mente e ricordò tutto, cominciando a barcollare, in preda ad una euforia inarrestabile. Non poteva restare lì neanche un minuto, adesso che tutto le era tornato chiaro!






Continua nella settima puntata, QUI : La favola di Abidian 7


Nessun commento:

Posta un commento