lunedì 24 novembre 2025

LA FAVOLA DI ABIDIAN (quarta puntata)

 (Prima pubblicazione 11.02.2014)

© Crenabog 




Proprio mentre Bobul stava per staccare certi grandi funghi che aveva adocchiato sotto un albero, Finbar gli fece cenno di fermarsi. Aveva notato qualcosa di strano..

- Guarda meglio, è una mia impressione o quei funghi non sono funghi?

- Eh? Ah, aspetta, sì, hai ragione, oh dei, stavo per staccare le case dei folletti dei funghi!

Dai funghi vennero fuori dei piccolissimi Kippan, strepitanti ed evidentemente impauriti. Bobul si mise subito a parlottare con loro in lingua folletta, rassicurandoli e scusandosi per l'equivoco. I Kippan, poco noti a BoscoBuio, prediligevano costruire le loro microscopiche abitazioni nei grandi funghi del nord, al buio delle foreste, dove gli uomini non andavano per la raccolta e dove gli animali non brucavano né erba né funghi. Vivevano indaffarati e pacifici, forti della loro presenza nascosta agli occhi estranei. Bobul approfittò per chiedere loro se la direzione per la casa di Orna Baba fosse giusta e quelli gliela spiegarono con dovizia di particolari. Si rimisero quindi in cammino, senza sapere che Orna era già stata avvertita della loro venuta da Maghnu, lo spirito-cerbiatto. Non tutte le streghe tenevano presso di sé dei gatti, come la tradizione avrebbe voluto, per usarli come compagni elementali: certe grandi streghe del nord, come Orna, mantenevano un più profondo legame con la natura accogliendo presso i loro antri gli spiriti degli animali del bosco morti. Davano loro riparo e conforto, intrattenendoli in lunghe, solitarie conversazioni quando le notti erano più fredde, ed in cambio quegli spiriti vagavano per i boschi riferendo loro le notizie che potevano interessarle, mettendole in guardia contro l'arrivo di ospiti indesiderati e impaurendo eventuali aggressori con il loro freddo alito mortale.




Il Narratore guardò stupito la grande gazza che era scesa davanti a lui sulla chiatta. Sembrava proprio che volesse attirare la sua attenzione. L'animale scosse più volte la testa e l'uomo fu certo che aveva qualcosa da dirgli.

- Stavi cercando me?

L'uccello scosse il capo arruffando le ali.

- E' successo qualcosa, hai bisogno di aiuto?

Nuovamente accennò di sì.

- Qualcuno ti ha fatto del male, o forse è in pericolo?

La gazza girò più volte la testa in direzione dell'approdo.

- Devo andare là? Ci stavo giusto venendo, vuoi che facciamo la strada insieme?

La gazza scosse le ali e volò sulla spalla del Narratore. Era abituato a stare a contatto con gli animali della foresta e non si creò problemi. Nel frattempo la chiatta ormeggiò e poté scendere, salendo nuovamente a cavallo. L'uccello si alzò in volo e lui prese a seguirlo.


Orna Baba aprì la porta, guardò il giovane e il folletto grassoccio, e fece loro cenno di entrare. Quella che da fuori appariva come una collina uguale a tante altre era invece all'interno ben riscaldata da un grande fuoco che ruggiva nella bocca del camino, piena di mobili in legno intarsiato e tutta la attrezzatura che ci si sarebbe aspettati in un luogo simile. La strega si tolse la maschera di cuoio che portava sempre per spaventare chi fosse venuto a disturbarla e fissò Finbar negli occhi; negli angoli bui della sua casa frusciavano piccoli folletti e altri misteriosi animali, sgattaiolando qua e là, indaffarati in chi sa cosa.

- Dunque, avete fatto un lungo viaggio per venire a trovare Orna Baba. C'è qualcosa che volevate chiedermi?

Finbar cominciava ad avvertire la profonda malia della donna avvolgerlo.

- Signora, mi chiamo Finbar e sono qui per chiedervi di aiutarmi. Sto cercando una ragazza, credo di sapere dove sia ma non ho modo di raggiungerla e vorrei farle sapere che la aspetto.

- Oh, qui siamo nel pieno di una storia d'amore, allora. Quando parli di ragazza, intendi dire che è la "tua" ragazza?

- Ehm, penso che si possa dire così, Signora. Il nostro è un legame particolare, anche se in verità non mi sono ancora dichiarato a lei.

- Ah ah! Le solite cose! E che legame sarebbe mai, questo, se non ve lo siete detto?

- Gli ho dato il nome.

- Ecco. Ora le cose sono più chiare. Quindi è una fata?

- Non esattamente, lo è solo in parte, ma appartiene comunque al Popolo Segreto.

- Mentre tu sei solo un ragazzino, umano, giusto? Non dovresti neanche essere qui, figuriamoci chiedermi certe cose.

- Ma può fare qualcosa? ,- disse Finbar, angosciato e timoroso che la strega potesse rifiutarsi. Orna scosse la testa.

- Posso chiamartela, e fare in modo che desideri tornare da te al più presto. Questo è tutto quel che vuoi?

- Sì, certo.

- Ci sarà comunque un prezzo da pagare, mio caro ragazzo.







Continua nella quinta puntata, QUI : La favola di Abidian 5



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