lunedì 24 novembre 2025

LA FAVOLA DELL'INVIDIA (prima puntata)

 (Prima pubblicazione 28.10.2013)

© Crenabog 




Tornati da re Oberon, e riferito quel che era accaduto a Marbh Plain, Finbar e Cinnia vennero festeggiati a lungo per la nuova alleanza che avevano portato. Le fate sparsero la voce a tutto il Popolo Segreto e si precipitarono alla reggia tutti i folletti, gnomi, spriggan, leprechaun che si trovavano in giro. Ovviamente fu avvertito anche il Narratore che se ne stava tranquillamente a casa a scrivere favole e non sapeva nulla di quel che stesse combinando suo figlio. Arrivò anche lui e si congratulò con i due giovani, riservandosi una clamorosa sgridata per il pericolo che aveva corso Finbar quando sarebbero stati da soli a casa. Re Oberon organizzò il banchetto e tutti fecero onore alle tante stravaganti portate cucinate dai folletti, poi, quando il clamore si fu placato e i canti e le danze cominciarono a scemare, disse, rivolto a tutti:

- Vi piacerebbe se facessimo una gara a chi farà il regalo più bello per questi due ragazzi?

- Certo! Subito! Facciamolo! - gridarono in coro gli astanti.

- Che si presentino i nostri migliori artigiani, e vediamo cosa sapranno inventarsi, allora!

- Chiamiamo Billy Tan Noghan, - propose re Brian, che aveva piacere di far partecipare alla gara uno dei suoi folletti, celebre in tutta la Contea per la sua inarrivabile arte di vetraio.

- Naturale, mandalo a chiamare, o forse sta già qui, a bere, da qualche parte? - rispose Oberon, e subito dal fondo della sala i folletti di re Brian portarono a spalla un Billy evidentemente ubriaco. Tutti esplosero in grasse risate, quando lo lasciarono seduto in terra davanti al re del Popolo Segreto.

- Tan Noghan, te la senti di creare un bellissimo dono per i nostri amici?

- Euh, sci, scertamente...- bofonchiò il folletto. - Non sciubito, però, eh... - e rotolò di lato, iniziando a russare.



- E chi altro vuole gareggiare con lui? - tuonò Oberon. Da moltissimo tempo un altro folletto, Gram Gros Fil, ambiva al ruolo di maestro vetraio alla corte del re, e aveva cercato in ogni modo di primeggiare contro Tan Noghan, ma per un motivo o per un altro, i suoi lavori si erano sempre dimostrati imperfetti. L'invidia aveva preso posto stabile nel suo cuore e lo aveva incattivito al punto che sarebbe stato disposto a qualsiasi furfanteria pur di prendere il posto di Tan. Escogitò subito un piano e, alzata la mano, si avvicinò al tavolo reale.
- Maestà, vorrei partecipare anche io, se mi è concesso.
- Sicuro, Gram, puoi concorrere anche tu. Chi sa che non sia la volta buona che riesci a fare un opera migliore delle sue. Ma, sarà il caso che aspettiamo che si svegli, giusto? - disse Oberon, scoppiando a ridere. Gros Fil, annebbiato dalla invidia, equivocò il fatto che Oberon ridesse di Billy e pensò di essere stato preso in giro davanti a tutti: la cosa lo fece infuriare e se ne andò senza salutare. Titania, dal canto suo, che ben conosceva tutta la faccenda, pensò che le cose sarebbero finite male e decise di tenere d'occhio il folletto.

Il giorno dopo Gros si recò in cima a Mount Radah, sicuro di poterci trovare Agdan la strega. Agdan era stata esiliata dalle grandi pianure a causa dei suoi malefici e tutti se ne tenevano alla larga; il folletto sapeva che sarebbe stata ben lieta di fare qualcosa che potesse, alla lunga, diventare un danno per re Oberon o per qualcuno dei suoi preferiti e preparò il sortilegio che Gros le richiese. Mentre la vecchia strega trafficava con le sue pozioni, Gros restò sulla soglia a rimuginare su come battere Tan, poi prese il filtro, pagò in grani d'oro la strega e tornò nella sua bottega.


Billy Tan Noghan intanto, passata la sbornia, lavorava assiduamente nella sua fucina, provando e riprovando strane mescole di sabbia e minerali colorati, cercando di ottenere il migliore risultato possibile. Scioglieva la polvere in un crogiolo e poi soffiava nella morbida palla fumante che ne estraeva, per dare forma al vetro e renderlo cristallino. Creò coppe, bicchieri, statuette preziose ma non era ancora soddisfatto. Gros invece, ben nascosto tra gli arbusti, lo spiava in continuazione per capire cosa avrebbe fatto e farlo meglio e quando vide il folletto alzare verso la luce del sole un meraviglioso cuore di cristallo e prepararsi a molarlo per eliminare tutte le impurità di superficie, corse via e si rintanò nella sua bottega, alzando il fuoco sotto il crogiolo e facendo sbuffare il mantice. Quando l'impasto fu pronto, vi versò il filtro della strega e sogghignò.

Quel che Gros Fil non sapeva, era che a sua volta una piccolissima fata di Titania spiava lui.






Il giorno prescelto da re Oberon per valutare i doni da offrire ai ragazzi arrivò, ed entrambi i folletti vennero, bardati nei loro migliori vestiti, tenendo tra le mani grandi scatole ricoperte di velluto prezioso. I regnanti sedevano silenziosi sui loro troni, di lato avevano preparato poltrone per Finbar e Cinnia e a semicerchio davanti a loro tutti gli altri si preparavano a vedere chi avrebbe vinto il contesto. Per l'occasione, Titania aveva fatto in modo che la sommità della collina fosse alzata e una splendida, potente luce abbagliava ogni angolo della sala dei troni. Le piccole fate, inebriate dal caldo e dai profumi della campagna, svolazzavano senza ritegno sopra le teste e tra i capelli degli spettatori. Tan Noghan fece per aprire la sua scatola:
- Maestà, ho creato un cuore di cristallo, simbolo della grande amicizia che lega questi umani al nostro popolo!
- Tan, ma non hai pensato che sono due, e i doni sarebbero stati due?
- Oh! - esclamò lo sbadato folletto, che al momento in cui aveva accettato la gara, era talmente ubriaco da non aver capito bene cosa dovesse fare.
Gros Fil ci pensò su anche lui, nella foga di copiare l'altro non aveva riflettuto per niente sul da farsi. E cominciò a preoccuparsi.
- Re Oberon, anche io ho fatto un cuore di cristallo, e ne ho fatto solo uno perché rappresenta il loro amore!
- Senti, senti, bravo Gros, sempre la risposta pronta tu, eh? - disse Oberon. - Va bene, su, vediamo cosa avete fatto.
Tar aprì la confezione ed estrasse un sontuoso cuore di cristallo, interamente molato in migliaia di piccolissime facce, come un gigantesco diamante, ed ogni faccia rifletté la luce del sole producendo un arcobaleno di scintillii colorati. Tutti restarono senza fiato poi esplosero in grandi grida di approvazione.



Titania fece segno che si calmassero poi, indicando il perfido Gram Gros Fil, chiese:
- Vuoi farci vedere il tuo capolavoro, adesso?
Il folletto aprì la scatola, prese il cuore di cristallo che aveva fatto e lo alzò nella luce. Il silenzio totale lo fece rabbrividire. Nessuno fiatava, nessuno muoveva un muscolo. Si guardò intorno e poi guardò il cuore. E non vide nulla...
Gram aveva chiesto alla strega un incantesimo in grado di rendere la sua opera la più cristallina, la più trasparente possibile. Ed era esattamente quel che aveva ottenuto. Il problema era che lui l'aveva osservata e lavorata dentro il buio della sua fucina, e rimirata godendo del baluginare delle fiamme rosse che la attraversavano. Nella semioscurità essa era perfettamente visibile mentre ora, nel pieno della luce del mezzogiorno, era completamente invisibile. Tutti cominciarono a gridare:
- Gros Fil ci prende in giro!
- Gram non ha fatto nulla!
- Te l'hanno rubata i troll?
E giù tutti a ridere a crepapelle, dal più grande al più piccolo, sembrava che persino le mura della reggia tremassero dalle risate di scherno. Il perfido folletto scagliò la sua creazione in terra, dove nemmeno le briciole si videro, e corse via accecato dalla rabbia e dalla vergogna. Titania sorrise tra sé, sarebbero passati anni prima che Gros Fil avrebbe ritrovato il coraggio di mostrare il suo brutto muso nei dintorni. Re Oberon premiò Tan assumendolo in pianta stabile presso la reggia, con l'incarico di vetraio di corte, e offrì il meraviglioso cuore di cristallo ai due ragazzi. Finbar, con un inchino, lo porse a Cinnia dicendole:
- Credo che nella tua casa starà sicuramente meglio, ricordati l'importanza di ciò che rappresenta.
- Ciò che rappresenta... secondo Noghan o secondo Gros Fil? - aggiunse lei, con un sorriso disarmante sulle labbra.
- Ehm... eh... be', secondo Gros? - replicò lui, arrossendo.
- Ma certo, sciocco! - disse lei, baciandolo.






Continua - e termina - nella seconda puntata, QUI : La favola dell'invidia 2



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