giovedì 20 novembre 2025

LA FAVOLA DEL SONNO RUBATO

 (Prima pubblicazione 27.04.2011)

© Crenabog 




Il Narratore era stato fuori alcuni giorni per andare ad una fiera dove aveva raccontato le sue storie e aveva guadagnato come al solito un po' di soldi per la sua famiglia, se ne stava quindi tornando verso l'Antico Villaggio quando, colto da una grande stanchezza, decise di fermarsi a riposare in una radura di Bosco Buio prima di arrivare a casa propria. Scelse quindi un bel prato erboso, una roccia tonda e coperta di muschio, arrotolò la giacca come cuscino e si distese a dormire. Sfortuna volle che poco dopo passasse di là un folletto alquanto dispettoso che decise di giocare una beffa al Narratore. Si avvicinò e pose accanto al suo orecchio una piccola ampolla, batté piano sulla sua fronte e fece scivolare via tutto il sonno poi se la svignò ridacchiando. Pochi minuti dopo il Narratore si svegliò convinto di aver dormito chi sa quanto e tornò a casa ma l'incanto del folletto fece bene il suo lavoro. Passati due giorni ancora non riusciva a prendere sonno ed era sempre più stanco, al punto da non reggersi in piedi. La sua famiglia era preoccupata e sua moglie gli consigliò di andare a cercare aiuto a Bosco Buio. Il Narratore si incamminò poggiandosi ad un vecchio bastone e tornò a distendersi dove era successo il fatto: passata qualche ora ecco venirgli incontro re Brian Borough, allegro nel suo panciotto dorato, che si lisciava la corta barba rossa, accompagnato da uno stuolo di folletti, gnomi, spriggan, leprechaun... Chi reggeva il mantello, chi la corona, chi lo scettro e chi portava cestini di cose da mangiare, se per caso il re avesse avuto fame. Appena si furono salutati e il re ebbe sentito la storia, ridendo disse che aveva capito cosa poteva essere successo e si mise a cercare intorno; chiamò quindi il Narratore e gli mostrò un vecchio albero cavo con un foro dal quale si vedeva una minuscola cameretta leziosamente arredata con piccoli mobili di legno e foglie, e il folletto profondamente addormentato che russava. Mentre il Narratore cominciava seriamente ad arrabbiarsi, re Brian si fece portare dai coboldi un nido di calabroni che stava appeso ad un ramo là vicino, lo incastrò nel foro dell'albero e subito il terribile ronzio delle bestiole svegliò il folletto che spaventatissimo urlò che lo liberassero da quella trappola. Re Brian si fece promettere che avrebbe riparato il mal fatto e poi liberò l'apertura del cavo dell'albero. Il folletto porse l'ampolla ancora quasi piena al Narratore poi cercò di scappare ma re Brian fece presto ad afferrarlo e, pronunciando un incantesimo, gli fece comparire due campanelle d'oro alle punte delle orecchie. Per questo il folletto non riuscì più a prendere sonno ed ebbe molto, moltissimo tempo per pentirsi di aver dato noia ad un vecchio amico del re dei folletti. Il quale, ogni volta che a corte si narrava questa storia, sempre se la rideva di gusto insieme a tutti i suoi cortigiani. Il Narratore? ah, lui tornò a casa, si versò il sonno nell'orecchio e dormì, come era suo diritto, tre giorni e tre notti.




*** FINE ***

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