(Prima pubblicazione 14.05.2009)
© Crenabog
Nella villetta poco fuori dall'antico villaggio stava capitando sin troppo spesso che il piccolo Finbar la notte non voleva addormentarsi. E se ne andava a tirar le coperte al padre per andare a dormire con loro, dicendo che non riusciva a prendere sonno. Il padre per farlo contento ogni volta gli raccontava una favola nuova, inventandosele di sana pianta, ma a dir la verità certe volte era talmente stanco che gli si chiudevano gli occhi e si impappinava persino a parlare. Così, cercò un sistema per rendere il sonno di suo figlio più gradito e tranquillo. Il bambino lo vide, una mattina, uscirsene di casa con un pacchetto sotto braccio e restò incuriosito a inzuppare i suoi biscotti chiedendosi dove mai stesse andando. Il Narratore si recò ai limiti del bosco, si cavò il cappello in segno di omaggio perché si sa, certi alberi antichi a volte sono permalosi se gli calpesti le radici, e avanzò. Guardava bene in terra non volendo calpestare per sbaglio qualche zolla vagante, son sempre molto utili le zolle, se le tratti bene ti rendono piccoli servizi e se ogni tanto le bagni e gli lasci crescere il muschio sulla schiena si sentono fresche e sono contente. Arrivò alla piccola radura dei cespugli di gelsomino, sapeva che il loro profumo inebriava le fate e le attirava; aspettò che ne arrivasse qualcuna seduto comodamente in terra sui vecchi calzoni di fustagno. L'aria si mosse, il pulviscolo dorato preannunciò l'arrivo ed ecco comparire una minuscola fata, diretta ai fiori del gelsomino: ne coglievano in abbondanza per farsene ghirlande. Subito il padre tirò fuori un mazzolino di timo serpillo e disse:
- Ferma lì! Sappiamo bene come il timo serpillo spaventi le fate, specialmente quando è legato da un nastrino rosso!
... e lei si fermò chiedendogli cosa volesse . Il Narratore anzi tutto si scusò per il piccolo inganno, poi le spiegò la situazione chiedendole di aiutarlo. La fata ci pensò sopra poi sparse in terra un poco di polvere dorata e subito nacque un Cerchio magico, un anello di piccolissimi funghetti bianchi coperti da spore. Disse:
- Metti il tuo pacchetto in questo Cerchio e assorbirà il suo potere.
Allora lui ringraziò e fece quanto gli era stato consigliato. La sera, tornando a casa, andò da suo figlio e lo invitò a mettersi il nuovo pigiamino che gli aveva portato, Finbar lo indossò ringraziando e se ne andò sotto le coperte. Subito fu avvolto dal potere del Cerchio fatato, che provocava un grande sonno, e finalmente dopo tanto tempo, poté dormire in pace, trasportato sulle ali dei sogni nel paese delle fate, sotto la terza collina a destra,. dopo la grande quercia. Danzò con loro tutta la notte e bevve con Oberon e Titania, al suono delle arpe e dei cembali, il latte al miele versato dalle fate in coppe minuscole come ditali. Al mattino il padre andò a svegliarlo togliendogli il pigiamino fatato, che altrimenti se ne sarebbe rimasto in eterno nel paese delle fate e lo vide alzarsi felice e contento. Per una volta, le fate non avevano combinato danni!
*** FINE ***


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