sabato 14 marzo 2026

LA FAVOLA DELLA MALEDIZIONE DI LAHIN

(prima parte)

(Prima pubblicazione in Blogspot 14.03.2026)

© Crenabog




Il Narratore si girò pigramente nel letto, pensando tra sé che la vita stava scorrendo sin troppo tranquilla visto che da tempo lo Shire viveva e prosperava in pace, non c'erano stati nemici esterni o interni, e anche a Druimasholl tutto si svolgeva regolarmente. Si vide in giro ma non vide sua moglie, immaginò che stesse facendo qualcosa al piano terra della villetta in cui abitavano, dolcemente appoggiata sulla sommità della grande collina che celava il regno del Popolo Segreto. Si alzò con calma, badando che non ci fosse in giro il Chat Palug e che non ci inciampasse sopra. Era infatti capace di cambiare dimensione a piacimento, aveva deciso di piazzarsi dentro casa loro e si comportava né più né meno come un parente peloso in visita. Il Narratore entrò in bagno, si lavò, fece quel che doveva fare, si vestì e scese la scala di legno che portava al piano terra dove si apriva la cucina con la camera da pranzo, il salottino, la camera dove aveva formato una interessante biblioteca e il camerino vicino alla cucina, che non avevano ancora pensato come usare. Sentendo rumori venire da lì aprì la porta e trovò Paulie, la selkie che aveva sposato dopo anni di avventure vissute insieme. E insieme a lei, apparentemente indaffaratissima in chi sa cosa, Eadan, curva sul tavolino tra boccette, ciotole e tutto quello che gli sembrò l'armamentario di un cerusico o di un erborista. Le guardò e disse: 
- Buongiorno, Eadan! Che piacere… Paulie, amore, cosa state facendo? 
- Tesoro, hai ragione, scusami, non ti avevo ancora detto niente. Eadan mi ha raccontato che nella città dove viveva si occupava di curare con le erbe e fare anche altre cosette, sai, ehm, tipo pozioni e filtri, e siccome gli mancava tanto potersi tenere in esercizio ne abbiamo parlato con Tom e l'ho invitata a fare un suo piccolo laboratorio nel nostro camerino. Tanto non sapevamo ancora cosa farne, vero, caro? 
- Ma sì, non c'è nessun problema, sono contento che Eadan venga da noi, così vi tenete compagnia e magari impari nuove cose utili. Hai già fatto colazione? Vado a preparare qualcosa in cucina… 

Strani fruscii ruppero la quiete di Bosco Buio quando il gruppo di folletti guidati da re Brian in persona arrivò nella piccola radura dove sorgeva la Porta del Corvo che Piange. L'atmosfera lì era pesante, il sentore di foglie marce non abbandonava l'area neanche dopo una tempesta. I folletti rabbrividirono guardando la strana porta di legno scrostato ambiguamente socchiusa. Re Brian sapeva che era l'unico modo per arrivare ad Afelia, dove sorgeva il palazzo ormai distrutto di Lahin, la strega; troppo lontano dallo Shire per una spedizione normale ma il passaggio magico era estremamente pericoloso. Chi lo attraversava lasciava nel varco i ricordi di tutta la sua vita e chi ci entrava veniva proiettato in un vortice capace di fare impazzire. Quando il Narratore ci era entrato, aveva prima bevuto una pozione fatta da Titania e il suo cervello aveva resistito all'impatto. Re Brian era giustamente preoccupato, loro non avevano nessuna pozione per cui avevano deciso di ubriacarsi pesantemente prima di varcare la soglia, lasciando che il più stupido, imbelle e privo di preoccupazioni al mondo tra tutto il regno dei folletti, Whiffenpoof, li aiutasse a riprendersi all' uscita. Se lo erano portati apposta, certi che al suo cervello la Porta non avrebbe fatto alcun danno. Sì guardarono, finirono le loro fiasche e poi Whiffenpoof - che non aveva neanche capito cosa stessero andando a fare - li spinse dentro uno alla volta. 

Il Narratore finì di preparare una abbondante colazione, apparecchiò la tavola e chiamò sua moglie e Eadan, cercando in giro il Chat Palug e facendo rumore col cucchiaio sulla sua ciotola per farlo arrivare. Non pensava nemmeno a quanto fosse strano trattare come un gatto domestico il leggendario mostro che in un'epoca dimenticata aveva ferito a morte re Arthur; e chi ci avrebbe pensato vedendo quel paffuto gatto grigio incurante di tutto che la faceva da padrone nella loro villetta? Finnegan sorrise, e continuò a far chiasso con la ciotola. 

Whiffenpoof si sedette tranquillo vicino ai folletti svenuti, si contò le dita, si grattò la testa, fischiettò e attese che si svegliassero. Un paio d'ore dopo re Brian e i suoi, ancora istupiditi, aprirono gli occhi, videro le rovine e la cupa torre rimasta in piedi, gridarono di gioia e si misero a correre. Whiffenpoof li seguì con calma, occupato a guardare i corvi che giravano in aria lanciando lugubri strida e li trovò che estraevano dalle macerie quello che restava del tesoro della strega. Non ci sarebbe stata suddivisione del bottino e ognuno arraffava più che poteva. Così il folletto più stupido di tutti si guardò intorno, vide una graziosa scatoletta di antica foggia, e tutto contento se la mise in tasca senza pensare ad altro. 





Il viaggio di ritorno fu altrettanto stressante, anche per le sacche piene di monete impolverate che si portavano in spalla ma una volta arrivati in prossimità della collina dei Sidhe, diretti verso la piccola collina vicina dentro la quale regnava re Brian i suoi folletti, grande fu la loro sorpresa nel trovare sul sentiero re Oberon con un folto gruppo di goblin armati. Salutarono con profonde riverenze ma re Oberon esplose:
- Dannazione! Non avevo detto che era vietato tornare ad Afelia? Re Brian! Il significato di "ubbidire" non sai cosa sia? Avanti, tutti dentro!
Vennero scortati nella sala del trono, dove già era presente Titania, sfolgorante di luce rabbiosa, e tutti i dignitari. Nessuno voleva perdere lo spettacolo. Re Oberon si sedette sul trono, furibondo, in attesa. Il gruppo di folletti a capo chino iniziò a biascicare scuse confuse poi re Brian ebbe la pensata geniale: fare un dono a Titania e farsi perdonare. Però non voleva perdere neanche una moneta, guardò gli altri che avevano capito e scuotevano le teste pronti a difendere il bottino, così afferrò Whiffenpoof, gli frugò nelle tasche, trovò la scatoletta e con un sorriso mieloso la offrì alla regina dei Sidhe. Titania la osservò, lanciò un'occhiata perplessa a suo marito poi decise di accettarla. La aprì ma non c'era nulla, se non uno sbuffo di fumo che le finì nelle narici. La regina sbiancò, si portò una mano alla gola e cadde svenuta.




 

Il grido di orrore stupefatto della corte fu così forte da raggiungere persino la villetta soprastante; il Narratore, Paulie e Eadan lasciarono cadere le tazze di tè e ristettero attoniti mentre il Chat Palug, che mangiava sotto il tavolo, uscì correndo all'esterno col pelo ritto. Nella sala del trono i dignitari erano accorsi dalla regina mentre Oberon urlava minaccioso contro re Brian:
- Disgraziato! Che hai fatto stavolta! Che razza di maledizione hai dato a mia moglie?
- Maestà! Non ne ho la più pallida idea! Era parte del tesoro! Whiffenpoof lo sa!
Puntò il dito verso il panciuto folletto intento a pulirsi il naso e quello rispose:
- Uh? Io? Cosa? Ti è piaciuto il regalo? Bella, vero? A me piaceva tanto...
- Re Brian, questa te la farò pagare cara!
Gridò Oberon, cercando di afferrarlo, ma il re dei folletti stava già scappando insieme ai suoi, inciampando e sbattendo tra le gambe dei goblin e seminando dietro di sé monete e gioielli. I piccolissimi Spriggan sbucarono dalle crepe delle pareti e si precipitarono a prendere tutto quello che trovarono, creando il caos. Re Oberon tornò da Titania, adagiata sui tappeti, e si prese la testa tra le mani dopo aver buttato la corona sul trono.






*** FINE PRIMA PARTE ***





  ** La storia di Lahin potete leggerla nelle dieci puntate che trovate qui : https://crenabog2.blogspot.com/2025/11/la-favola-del-signore-del-wangshire.html  **


Nessun commento:

Posta un commento