lunedì 15 dicembre 2025

I RACCONTI RITROVATI : LA FAVOLA DELLO SCEMO DEL VILLAGGIO

 (Prima pubblicazione 15.04.2010)

© Crenabog 




C'era una volta uno scemo, ma era così scemo che era convinto di non esserlo. E aveste visto come si arrabattava, come si ingegnava di campare cercando talvolta l'approvazione degli altri abitanti del villaggio, visto che, essendo un dannato solitario e non avendo amici, parlava e straparlava con i muri, con gli alberi, con le tartarughe che siccome erano lente gli toccava di sorbirsi tutte le sue filippiche. Un giorno al limite del villaggio scoprì una casa abbandonata con un grande muro bianco e, oh!, prese matite colorate e ogni giorno ci andava a scrivere montagne di roba. Ma mica cavoli, proprio montagne, eh! E tutta roba del suo sacco e mai che fosse andato a scopiazzare dai diari degli altri, anche se li lasciavano incustoditi sulle finestre. La gente passava e la voce si sparse e tutti o quasi passavano ogni giorno di là, giusto per vedere che cosa aveva inventato lo scemo, e chi diceva oh, e chi diceva ah, e chi tornava a casa facendosi due risate e chi se ne andava rimuginando sulle cose del mondo. E lo scemo lì, contento, che si credeva di essere utile, considerato, ricordato. Che ne so, apprezzato, e già. Poi una sera fuori della taverna, mentre gli altri se ne stavano seduti a giocare a carte e lui senza quattrini gironzolava intorno, sentendoli, si accorse che parlavano - e tanto - di tutti meno che di lui, e chi pontificava su quelli che scrivevano tomi ponderosi ricalcandoli con la carta carbone da altre parti, e chi scriveva dizionari enciclopedici su tutti tranne che lui - perché si sa che più lui faceva e più la gente si ricordava d'altro - e insomma a farla breve se ne andò leggerissimamente perplesso. Ma allora, la gente davvero preferiva le sciocchezze da quattro soldi scritte dagli altri a tutte le sue facezie? Davvero si toglievano il cappello in segno d'omaggio agli appassionati della cartacarbone? Si sedette sulla riva del fiume a pensare, se valesse ancora la pena di aprire più bocca. E ci pensò, e ci pensò e alla fine aveva pensato talmente a lungo che non gli rimase più niente da pensare per poterlo scrivere su quel muro. Se passate da lì forse il muro ce lo trovate ancora, anche se alla fine la pioggia finirà pure per cancellare tutte quelle scemenze. Ma lui, mica lo so se ce lo trovate ancora.

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