sabato 22 novembre 2025

LA FAVOLA DI RE BRIAN CHE FECE IL FURBO

 (Prima pubblicazione 24.06.2013)

© Crenabog 




C'era una volta, oltre il villaggio che conosciamo bene, oltre la barriera di Bosco Buio, la radura dove spiccava la collina sotto la quale ferveva la reggia di re Brian, il re dei folletti. Re Brian Borough era ben conosciuto da tutto il Popolo Segreto, per le sue continue burle e bizze, e di solito tutti cercavano di tenerlo alla larga. Ma siccome in fondo era un buontempone, era diventato amico del Narratore del Villaggio, e da lui spesso si recava la notte, a far chiacchiere, fumare la pipa o per organizzare qualcosa. E anche quella notte, la notte di cui parliamo stavolta, re Brian se ne stava col Narratore seduto sotto il portico a tirare nuvole di erbapipa verso l'alto.. Poi, siccome si era stancato di star lì a girarsi i pollici, propose al Narratore di andare a bere un boccale alla taverna di Tom de Danann, nel pieno di Bosco Buio. Si incamminarono dunque, col sentiero rischiarato dalle lanterne portate dai folletti che facevano da scorta al loro re, e giunsero tranquillamente alla porta coperta di muschio della locanda. Bussarono e la moglie di Tom li fece accomodare ad un grande tavolo di quercia, portando loro boccali di birra fresca. Tom, come sempre, rallegrava i clienti col suo violino, tanto amato dall'uomo della luna, che per sentirlo a volte scendeva giù grazie al suo filo d'argento. Dopo un po' re Brian adocchiò un gruppetto di spriggan che bevevano da una bassa ciotola. Si sa, gli spriggan sono MOLTO piccoli.. e amano giocare a dadi. Perciò re Brian li invitò a giocare a dadi con lui ma, siccome amava vincere tanto quanto odiava perdere, tirò fuori dal panciotto i suoi dadi truccati. Gli spriggan, che per tirarli dovevano alzarli tutti insieme e farli rotolare, non potevano riuscire ad accorgersi che un lato era più pesante di un altro, e in capo a pochi tiri stavano già perdendo clamorosamente e arrabbiandosi ancora di più.


A quel punto re Brian disse che la partita era finita e che non pretendeva oro da loro ma voleva che ognuno di loro gli portasse dieci pagnotte. Era convinto che con questa furberia si sarebbe riempito la cucina per qualche giorno. Gli spriggan squittivano e strillavano furibondi , convinti di essere stati truffati, ma davanti al fatto che tutti li stavano guardando, si azzittirono e promisero di portare al re dieci pagnotte di pane a testa, poi corsero via. Re Brian se la spassava sghignazzando mentre il Narratore restava piuttosto preoccupato: conosceva bene l'indole vendicativa degli spriggan e non avrebbe fatto volentieri a cambio con il re, in quel momento. Un ora dopo gli spriggan tornarono e posarono sul tavolo dieci pagnotte di pane a testa; ma re Brian vide bene che le avevano fatte per la loro misura e non per la sua , quindi erano poco più che delle briciole! Re Brian Borough cominciò a dire che lo avevano imbrogliato e subito gli spriggan gli indicarono la finestra: da dove il re poté scorgere gli spiriti malefici degli alberi che proteggevano gli spriggan, chiaramente in attesa di un loro segnale per attaccare. Così, il re dovette tenersi la beffa e ringraziarli anche; se ne andò borbottando con la sua scorta, mentre il Narratore restava a intrattenere i clienti di Tom con le sue storie, fino al mattino.





*** FINE ***


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