lunedì 24 novembre 2025

LA FAVOLA DEL RE DEI TROLL (seconda puntata)

 (Prima pubblicazione 28.03.2014)

© Crenabog 




Paulie aveva lasciato partire il Narratore, non lo accompagnava mai al villaggio, preferiva restare nei suoi splendidi alloggi vicini al lago sotterraneo : gli era sempre grato poter nuotare come un tempo quando la sua natura di fata foca aveva il predominio. E chiacchierare con le fate della corte di Mab era un piacevole passatempo, per chi come lei calcolava il tempo in secoli e non in giorni. Seguì con lo sguardo il suo amato inoltrarsi sul sentiero e decise di salire sul ramo di un albero per intrecciare coroncine di foglie; la giornata si dipanava lentamente e il calore del sole cominciò ad apparirle insolito, anche per quella stagione. Altre piccole fate la raggiunsero, mostrando segni di sudore e di fatica. Cercarono di convincerla a tornare nella grotta sotterranea e ben presto, tra uno scherzo e una risata, la trascinarono con loro.




Nel profondo della foresta, al riparo dai raggi del sole, il Re Troll aveva ben chiaro come potersi vendicare, sia degli umani che dei troll che lo avevano scacciato; nel sonno ipnotico indotto dall'albero incantato era venuto a conoscenza di un antico segreto, perduto ai più nel limbo di antiche memorie. In quella radura si compiva ogni giorno un incredibile incantesimo, voluto e lanciato dall'Oscuro Signore che in un tempo lontanissimo aveva governato con la forza della stregoneria tutti i regni del Nord e del Sud. Rada o' Gorth disponeva di una potenza quasi infinita che lo aveva condotto a governare su un territorio vastissimo ma, al contrario di quanto ci si sarebbe potuto aspettare da un tiranno del genere, una volta pacificato terre e principati, aveva instaurato un regno rigido ma giusto e si era preoccupato di allontanare il caos creatosi con le lunghe guerre avvicendatesi. Molti dei signori delle Contee avevano fatto ricordo a streghe e maghi per combatterlo, ed erano stati evocati dei ancestrali a sostegno delle diverse fazioni. Gli stolti non pensarono però che gli dei appartenevano tutti allo stesso pantheon diabolico e, una volta liberate, le entità ancestrali scatenarono una devastazione mai vista prima, sia tra le proprie fila che tra quelle nemiche. Persino l'ordine naturale delle cose stava sfuggendo: gli elementi cambiarono, piovve fuoco, le acque ribollivano, la notte ed il giorno persero le loro durate. E intanto, si moriva, ovunque, nei modi più atroci. Rada o'Gorth , sostenuto dai più grandi negromanti e anche da alcuni del nemico - che si erano resi conto di ciò che avevano fatto - riuscì infine ad evocare Grandi Orecchie che strinse con lui il patto millenario secondo il quale i gatti dovevano essere considerati sacri e insieme forgiarono la Pietra Circolare. Durante l'ultima battaglia, la violentissima luce emessa dalla Pietra incenerì gli dei giunti dall'Altrove e riportò l'ordine naturale delle cose. Dopo una settimana in cui sembrò nevicare cenere, i sopravvissuti videro le acque nuovamente scorrere limpide, e il sole e la luna alternarsi come era sempre stato. Ma il fragile equilibrio ora era tutto delegato alla Pietra Circolare che venne sepolta, durante un imponente rito sacrificale, in un profondo sacello di lastre , su ognuna delle quali pesavano potenti sortilegi. Rada e i negromanti giurarono tutti di tenere per sempre celato quel che nei secoli divenne prima una voce, poi una leggenda e infine un mito, e come tale dimenticato se non addirittura deriso. La Pietra Circolare di Rada giaceva, quindi, al sicuro da tutti; ma non dalla natura stessa, che tramandava il suo ricordo attraverso le radici, la linfa e le foglie. Anche quelle dell'albero maledetto.




Continua nella terza puntata, QUI : La favola del re dei troll 3

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