(Prima pubblicazione 15.04.2014)
© Crenabog
Una volta riportata a corte, la profezia degli Uomini Verdi aveva lasciato tutti perplessi: nessuno infatti sembrava capace di interpretarla correttamente, o almeno di trovare il sistema per portare la voce del mare nella foresta. I goblins si offrirono di scavare le spiagge a nord per cercare le conchiglie più grandi, nella convinzione che ascoltandole si sarebbe sentita la voce marina. Ma giustamente re Brian fece notare che anche se le avessero poggiate sul terreno, non per questo il terreno aveva orecchie. Gli gnomi chiesero ai nani se fossero stati disponibile ad aiutarli a scavare un canale che dalle spiagge avrebbe fatto scorrere l'acqua del mare fin laggiù ma si resero conto che sarebbe stata un impresa enorme e mai avrebbero fatto in tempo, prima che la continua presenza del sole nel cielo avesse creato ulteriori danni. Ogni idea, anche le più assurde, venne vagliata ma nessuna risultò veramente efficace. Quando il chiasso si calmò e tutti i rappresentanti delle varie razze del Popolo Segreto restarono in silenzio rimuginando sul problema, il Narratore - che si era mantenuto in disparte ma aveva fatto lavorare il cervello - chiese che lo lasciassero provare; re Oberon fu ben felice di lasciargli questa possibilità e l'uomo prima di tutto chiese a Mab se era disposta a guidarlo nel luogo vittima dell'incanto poi, insieme a lei, scesero nelle grotte per chiamare Paulie. La selkje fu subito disposta ad accompagnare il suo amato nell'impresa, anche se non aveva ancora ben compreso fino in fondo cosa fosse successo. Partirono e dopo alcune ore di cavalcata giunsero nel bosco e trovarono facilmente l'enorme cumulo di foglie, rami, alberi che copriva il suolo sotto il quale la Pietra Circolare tentava ancora, senza risultato, di diffondere il buio della notte. Nel viaggio, il Narratore aveva spiegato a Paulie cosa aveva combinato il Re dei Troll, così, una volta scesi da cavallo, la giovane aveva pronta quella che immaginava potesse essere l'ultima risorsa. Sorridendo, disse all'uomo e a Mab di tapparsi le orecchie nel miglior modo possibile perché non sarebbe stato uno scherzo poi, dopo essersi concentrata per qualche breve momento, iniziò una strana litania, quasi un canto il cui volume aumentò a dismisura. Il Narratore, per quanto avesse cercato di chiudere le orecchie con della cera presa da un favo, stentò a credere che quell'urlo infinito provenisse dalla donna che amava. Eppure.. eppure Paulie ricordava ancora benissimo il potente incantesimo che il capo dei tritoni insegnava alle creature marine, l'incantesimo capace di far sollevare ondate gigantesche, di provocare i gorghi, di scuotere persino il kraken dai suoi profondi recessi. Era la loro via di salvezza contro le imbarcazioni che gli davano la caccia, e invariabilmente conduceva allo sfacelo le barche dei pescatori, scaraventandole negli abissi. Paulie gridò, e un vento innaturale si scatenò, ma non c'erano onde da innalzare bensì un unica immensa ondata di foglie, rami e sassi che si alzò dal terreno volando alta nel cielo, sempre più lontano. E davanti agli occhi stupefatti della regina delle fate apparve finalmente il grande spiazzo, completamente spoglio, dal quale subito prese a sprigionarsi , come un vago sottile fumo, il buio. Sempre più scura si fece l'aria d'intorno, man mano che il fulgore dei raggi solari veniva coperto: un unica cosa ancora brillava, di un lucore verdastro, malato, rabbioso. L'albero intriso dall'invidia della strega. Mab lo distinse subito e con un comando delle sue minuscole dita lo ridusse in cenere poi, mentre il fragile equilibrio del mondo cominciava a ricostruirsi, tenendosi tutti abbracciati, risalirono a cavallo e presero la strada del ritorno.
La notte tornò, come sempre era accaduto, portando refrigerio e la salvifica rugiada. Tornò e oscurò le contee, anche lo Shire del Blubarth, dove si era rifugiato il Re dei Troll, intento a scavare sentieri nel sottosuolo per ripararsi dal sole. Il cambiamento di temperatura scese sottile fino a lui e il troll, incuriosito, decise di andare a vedere. Quale sorpresa lo colse quando, giunto all'imboccatura della caverna, si ritrovò immerso nell'oscurità esterna. Capì che il Popolo Segreto era riuscito ad annullare il suo malefico operato e perse il controllo: furibondo, si diede a scaraventare massi in ogni direzione, urlando e correndo come un pazzo sulle coste rocciose della montagna. Alla fine crollò, esausto, in un sonno costellato di sogni carichi d'ira: e così lo trovò il tenue spuntare della nuova alba. Di lui rimase soltanto un enorme roccia piena di fenditure, dal vago sembiante di quel che era stato. E a ben pensarci, fu un castigo anche troppo rapido e lieve, per quel che aveva inteso fare.
*** FINE ***


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