(Prima pubblicazione 29.05.2009)
© Crenabog
Verde come uno smeraldo era l'erba dello Shire, e azzurro come gli occhi di una donna amata era il cielo che la sovrastava, con le morbide nuvole che si rincorrevano. Lo Shire sterminato, con i suoi villaggi, e la grande foresta di Bosco Buio, le aspre montagne e Monte Atro e oltre, sempre più lontano fino alla Scogliera dei Giganti dove la risacca mormora e il forte odore del salmastro si sposa con il fumo greve della torba bruciata. Lo Shire, patria e culla di infinite leggende, di miti, di folklore, là dove la vita più semplice e comune cammina a volte insieme al Popolo Segreto. Terra sconfinata in un tempo che non è, non sarà e chi può dire se ci sia stato davvero. Terra dove anche il più semplice degli uomini può finire per diventare il protagonista di epiche, incredibili avventure.
Proprio lì, poco lontano dall'antico villaggio che sorgeva da tempo immemorabile ai limiti di Bosco Buio, c'era la rustica villetta del Narratore, e la vallata che la circondava in estate diventava gialla come il sole per quante bocche di leone ci spuntavano. L'aria diventava pesante per l'aroma del gelsomino rampicante che colorava di bianco i muretti delle case e tutti gli insetti del mondo - prima o poi - venivano a visitarlo per danzare nell'aria con le fate del bosco e per passeggiare tra i piedi dei kelpies sperando di rimediare qualche briciola.. Un giorno Finbar, il figlio del Narratore del villaggio, se ne stava seduto su un piccolo tumulo a guardare i bombi e le cetonie fare curiose scie nell'aria quando la sua attenzione fu attratta da due piccoli cocomeri verdi, così brillanti, spersi nel mezzo della piana e che stranamente sembravano muoversi. Andò a vedere e li trovò circondati da due gruppi di formiche, molto indaffarate. Trovando la scena assai bizzarra andò a chiamare suo padre, che stava scrivendo sotto il patio, per mostraglieli. Tornarono insieme nei pressi dei due cocomeri e videro che il gruppo di formiche rosse spingeva in avanti uno dei due, mentre un gruppo di formiche nere spingeva l'altro. Le prime faticavano a spingerlo verso il loro formicaio che era piuttosto lontano mentre le altre avevano preso a spingerlo su un tumulo sbreccato poco più lontano. Padre e figlio ristettero a guardarle a lungo. Le prime spingevano, spingevano e molte crollavano immobili per la fatica e per il caldo. Le altre spingevano e alcune finivano schiacciate sotto il suo peso quando perdevano la presa e lentamente tornava un poco più giù. Un paio d'ore dopo le prime erano tutte ferme, schiantate intorno al cocomero; le altre, ormai ridotte ad un pugno, erano arrivate in cima al tumulo ed ecco il cocomero cadere dall'altra parte e spaccarsi. Le formiche nere corsero giù per la china e si tuffarono nel liquido zuccherino, godendoselo tutto e strappando piccoli pezzi di polpa per portarli verso il loro formicaio. Il padre, sorridendo, indicò la scena al piccolo, dicendogli:
- Vedi? Anche una cosa così strana può insegnarti qualcosa. Pensaci un po' e dimmi che ne pensi..
Il bambino ridendo rispose :- Che le formiche nere non si ricordavano la strada di casa?
- Eh! eh!, No tesoro, che spesso non è la via più facile quella che porta a dei risultati..
E se ne tornarono insieme verso casa, mano nella mano, come sempre.


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