giovedì 27 novembre 2025

LA FAVOLA DEGLI ANNI CHE SEGUIRONO (prima puntata)

 (Prima pubblicazione 06.02.2020)

© Crenabog 





Il Narratore amava quel posto, pensò tra sè, decisamente e ogni volta che ci pensava era grato a re Oberon per avergli permesso quella scelta: la loro lunga amicizia, il mai celato desiderio di Oberon di ascoltare i suoi racconti, in parte anche il fatto che per le costruzioni il Narratore avesse messo mano al grande tesoro che aveva accumulato durante la guerra contro la strega, tutto aveva fatto sì che re Oberon facesse costruire una grande villa vicino al lago sotterraneo, nella imponente caverna sita nei bassi recessi della sua corte, perennemente illuminata dal lucore verde di milioni di funghi fosforescenti che avvolgevano ogni asperità rocciosa di un tono di luce soffuso e riposante. La villa doveva essere la dimora di Paulie, la selkie, affinchè non sentisse più la mancanza dello spumeggiante mare del nord dove aveva vissuto con le sue sorelle ed i tritoni ma potesse vivere vicino al Narratore e nuotare ogni volta che ne avesse avuto voglia nelle calde acque del lago sotterraneo, alimentate dal fiume che scendeva da monte Atro e che defluivano verso il mare tornando al fiume grazie a dei canali sotterranei, perennemente calde grazie a certi sfiatatoi ipogenei. Paulie, il Narratore la guardò uscire dalla villa sotto il cui patio lui riposava sdraiato, avanzò verso la riva, lasciando cadere in terra la veste di seta che ricopriva il suo corpo da bambina e come ogni volta al Narratore prese a battere il cuore in petto con tutto l'amore che portava per quella compagna che non aveva mai cessato di stargli accanto. E ogni volta si stupiva al guardare quel corpo infantile , quei capelli lunghissimi, nel quale si nascondevano le centinaia di anni già vissuti dalla selkie. Come aveva potuto decidere di legarsi ad un umano, dalla vita tormentata e breve, era un mistero che il Narratore aveva smesso di affrontare da tempo, preferendo la felicità di averla vicina; Paulie si immerse, iniziando a volteggiare e folleggiare nell'acqua, seguita subito da un nugolo di minuscole fate che abitualmente venivano a trovarla. Era decisamente uno spettacolo, pensò il Narratore, indeciso se andare anche lui a nuotare o se restare sdraiato sul grande comodo divano rivolto verso il lago. In verità, non fu una decisione difficile, tirò fuori la pipa e la caricò sapientemente, accendendo poi l'aromatico tabacco e rilassandosi. Là sotto era facile perdere il senso del tempo, in un continuo morbido fluire della vita, ed il Narratore non ripensava sovente a tutte le avventure vissute, sino alla rinascita di Finbar; Finbar, che ora viveva con Cinnia nella grande casa di legno che le fate avevano costruito per loro su un gigantesco - e, bisogna ammetterlo, molto paziente, visto che sopportava e sorreggeva tutta quella confusione - albero centenario posto in una radura vicino alle colline di re Brian Borough e di re Oberon , e che ogni tanto veniva in visita con lei alla villa sotterranea. Erano trascorsi diversi anni, ma l'unico a portarne i segni era solo il Narratore, unico vero umano in mezzo al Popolo Segreto. Anche Finbar aveva ricevuto la sua parte fatata ed ora poteva portare avanti la sua vita con Cinnia. Amavano parlare con gli alberi e le piante, avendo ricevuto quel dono dagli Uomini Verdi molti anni addietro, e ogni tanto salivano sulla Luna a trovare il padre di Cinnia. Tutto il Popolo dei Sidhè viveva una pace da lunga data, dopo la guerra con i Troll che aveva riportato i nani nelle loro caverne dentro monte Atro e la suddivisione dei territori, quelli più profondi ai nani e quelli esterni e più in alto ai Troll. Anche i maghi dell'Ovesturia e la strega del nord da tempo non si facevano sentire: e anche con gli umani dell'Antico Villaggio le cose si erano sistemate, visto che avevano aiutato gli abitanti nella lotta contro gli esseri diabolici che avevano decimato la popolazione. In quell'occasione la moglie del Narratore era morta e i civili avevano finalmente visto con i loro occhi l'esistenza dei Sidhè. Una reciproca tolleranza aveva portato ad anni di tranquillità e certamente il Narratore non rimpiangeva le lunghe traversie vissute. Così, mentre se ne stava beatamente fumando, accolse con simpatia un minuscolo leprechaun che gli tirava la manica della giacca per richiamare la sua attenzione.

- Felice giornata a te, amico mio, cosa desideri?

- Volevo ricordarti che tra un mese ci sarà la celebrazione del compleanno di Titania! Immagino che anche voi vorrete farle un dono, giusto?

- Ma certamente, anche se pensavo che oramai la regina non tenesse più il conto dei suoi compleanni, - celiò il Narratore.

- Eh eh, già, in verità sembra che già da moltissimo tempo abbia smesso di contare gli anni, ma un compleanno è sempre una occasione per far festa, giusto? E quando mai i Sidhè hanno perso un occasione per far festa?

- Hai ragione, era talmente ovvio che non ci avevo riflettuto. Bene, allora ne parlerò con Paulie e vedremo cosa fare. O magari la regina ha lasciato già intendere cosa la rallegrerebbe?

- Veramente siamo tutti in dubbio, oramai credo che gli sia stato regalato tutto quel che era possibile regalargli. Non so proprio che cosa potrebbe stupirla..

- Allora sarà una sorpresa, e grazie ancora di avercelo ricordato, amico mio!

- A rivederci presto! - esclamò il leprechaun saltellando via nella sua rutilante giacchetta di panno verde, tenendo ben calcato in capo il cilindro..




Continua nella seconda puntata QUI : La favola degli anni che seguirono 2



(continua)

Nessun commento:

Posta un commento